"Prevale la voglia di andare a +7 o la paura di rivedere il Napoli a -1? Dipende a chi viene chiesto, perché noi vogliamo andare a +7, loro vogliono tornare a -1. Ma la voglia è tanta, c'è l'impegno, c'è l'ambizione, concentrazione, volontà, equilibrio. Noi ultimamente stiamo dando continuità di risultati e prestazioni".
"La voglia e l'ambizione c'è sempre stata, forse adesso è aumentata ancora di più visto quello che è successo nell'ultimo mese. Questa è una partita che può indirizzare il cammino". Lo ha detto il tecnico dell'Inter Cristian Chivu, in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro il Napoli.
"Sono una squadra forte, hanno intensità. Sarà una partita difficile che vivrà di episodi. Sarà una partita normale tra due squadre di un certo livello".
No paura
"Non ho mai visto paura nei miei giocatori negli scontri diretti. Questo ciclo di sei partite dice poco, dice nulla. Si lavora per dare continuità. Siamo tutti consapevoli dell'importanza della partita di domani", ha poi detto il tecnico nerazzurro.
"Troppo facile parlare di scontri diretti non vinti, solo perché i numeri dicono questo. La realtà è che sono primo in classifica, sono davanti a chi mi ha battuto, ho più gol fatti. Poi siamo consapevoli dell'importanza di queste partite ma tutte le partite valgono uguali".
"Non esiste il confronto Chivu-Conte"
"Non esiste il confronto Chivu-Conte. Gli interpreti sono i giocatori. E non dimentichiamo i tifosi, che devono avere passione per questo sport. Ultimamente l'allenatore rappresenta persino troppo in questo sport, il calcio è di giocatori e tifosi".
"Ho una grande stima del Conte allenatore. Io ero ancora giocatore quando lui già allenava, gli ho fatto anche i complimenti. Nel frattempo lui si è evoluto, fa cose più adatte al calcio di oggi. E lo fa bene, è un vincente. Noi giovani allenatori abbiamo tanto da imparare da lui".
"Non deve interessare quello che fanno gli arbitri"
"La nostra società ha scelto insieme a me, a noi quello che fanno gli arbitri non ci deve interessare. Noi dobbiamo pensare ai nostri 100 minuti e dobbiamo dare il massimo, senza mai essere influenzati dagli errori arbitrali", ha continuato Chivu.
"Dobbiamo essere più forti delle ingiustizie, dobbiamo avere disciplina mentale che ti doma i pensieri quando pensi che ti venga tutto contro. E sto ancora combattendo per questo, la cosa più facile per la gente in tutto il mondo è cercare scuse e alibi. Io non punto il dito e non mi lamento, se perdo voglio perdere a modo mio. Si tratta di una lezione di vita, non solo di calcio. I giocatori, gli arbitri, i dirigenti sono persone prima che professionisti".
