Il mea culpa di Bastoni dopo la simulazione su Kalulu: "Ho accentuato e dopo pure peggio"

Bastoni
BastoniLUCA ROSSINI / LUCA ROSSINI / DPPI VIA AFP

Il difensore nerazzurro ha parlato alla vigilia della gara di playoff con il Bodo: "Un essere umano ha diritto di sbagliare e dovere di riconoscerlo".

"Ho voluto essere qui perché si è parlato tanto, anche più di quanto immaginassi. Ho aspettato qualche giorno per rivedere quello che è successo, per capire quali fossero le differenze rispetto a quello che ho vissuto. Il contatto sul mio braccio è stato accentuato, sono qui per ammetterlo".

Lo ha detto il difensore dell'Inter Alessandro Bastoni, parlando della simulazione su Kalulu nella gara con la Juventus, durante la conferenza pre-partita di Champions col Bodo.

"La cosa che mi dispiace di più è il comportamento successivo. Sono qui perché ogni essere umano ha il diritto di sbagliare e deve riconoscerlo. Son qua oggi appositamente per questo".

"Penso sia giusto mettersi la faccia e dire queste parole e ritengo sia altrettanto giusto però che la mia carriera e la mia persona non vengano definite da quello che è stato un episodio di sabato, perché ho oltre trecento partite in carriera ed è la prima volta che si parla di me per questo tipo di avvenimenti", ha continuato Bastoni.

"Detto ciò - va avanti il difensore nerazzurro - non pensavo di creare così tanto scalpore o casino generale, perché hanno parlato veramente tutti di questa cosa e ho notato anche tanta falsità, tanta ipocrisia, tanto finto perbenismo che sicuramente non sono cose che fanno bene. Ho sentito addetti ai lavori dire cose che non stanno né in cielo né in terra, però fa parte del nostro mestiere".

Poi continua: "Ringrazio invece chi ha detto la verità, chi ha detto 'Bastoni ha sbagliato, è stato uno stupido', ma sono cose che nel calcio succedono".

La gogna mediatica

"Dal punto di vista personale non mi ha segnato più di tanto, siamo esposti e abituati a questo tipo di gogna mediatica, come ha detto il Presidente. Sono capace e abile per gestire la situazione, mi dispiace di più per mia moglie e mia figlia che ancora non capisce. Ricevere minacce di morte non esiste, mi spiace per lei e per l'arbitro La Penna che si è trovato nella stessa situazione, loro non sono abituati a questo tipo di situazione".

Situazione mentale

"Mentalmente sto molto bene, è successa la stessa cosa a parti inverse contro il Liverpool con Wirtz e nessuno si era scandalizzato. Anche il mister in quel momento è stato il primo a dirmi che non dovevo dare modo all'arbitro di fischiare in quel modo, è stato coerente con sé stesso anche per la situazione di sabato sera e per questo lo ringrazio. Ho tanta voglia di scendere in campo, non sono compromesso mentalmente né fisicamente, sono pronto per giocare". 

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