Anche sul campo del Cagliari il Como riesce ad ottenere tre punti per inseguire il sogno Champions League, agguantando la Roma a quota 51.
Il punteggio finale di 1-2 nega invece ai sardi la possibilità di allontanarsi dal terzultimo posto, distante sempre sei punti.
Baturina cinico
Reduce dal dispendioso match di Coppa Italia contro l'Inter, il Como parte meglio e passa dopo appena 14 minuti con Martin Baturina, alla prima vera occasione costruita.
O meglio, finalizzata: il croato è infatti bravo a girare col destro sbrogliando una mischia in area di rigore, dopo una percussione centrale di Lucas Da Cunha che la difesa del Cagliari era stata brava in un primo momento a neutralizzare.

Il vantaggio immediato ha permesso agli uomini di Cesc Fabregas di gestire le forze, controllando la palla e chiudendo ogni spazio.
Solamente nella seconda metà della prima frazione, quando il Cagliari ha trovato il modo di accelerare aumentando i ritmi del match, i padroni di casa sono riusciti a impensierire la difesa ospite, pur senza creare grossi pericoli dalle parti di Jean Butez ma dando comunque l'impressione di essere in partita.
Da Cunha si inventa il gol vittoria
Il Cagliari anche nel secondo tempo rimane aggressivo e al 55esimo viene premiato: nasce tutto da una sgroppata di Marco Palestra, incontenibile per larghi tratti, sulla destra e dalla sponda di Adam Obert per l'accorrente Sebastiano Esposito, bravo a coordinarsi e a colpire di testa con un bell'avvitamento.
Il Como reagisce subito rigettandosi in avanti e inserendo Alvaro Morata per dare spessore all'attacco, ma gli isolani si difendono bene: non riescono a farci nulla, però, quando Lucas Da Cunha scarica un sinistro perfetto dalla lunga distanza al minuto 76, inventandosi il gol dell'1-2.
Il Cagliari, con Gabriele Zappa, Yael Trepy, Riyad Idrissi (subito infortunato e sostituito da Leonardo Pavoletti) e Semih Kilicsoy in campo, non riesce nella seconda rimonta, nonostante tanta buona volontà e una buona chance confezionata dai nuovi entrati e non convertita, per poco, da Michael Adopo causa intervento prodigioso di Jean Butez.
Neanche i sei minuti di recupero risultano sufficienti, sebbene la squadra di Fabio Pisacane ci abbia provato fino all'ultimo.
