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Grosso deluso dopo il ko col Toro ma "non mi dimetto, mi rimetto alle decisioni del club"

Aggiornato
Fabio Grosso
Fabio GrossoGABRIELE MALTINTI / GETTY IMAGES EUROPE / GETTY IMAGES VIA AFP

Fabio Grosso analizza il 2-1 subito in rimonta dalla Fiorentina contro il Torino. Il tecnico viola parla delle fragilità della squadra, del momento decisivo della gara e del gol di Mandragora.

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Un'altra sconfitta per la Fiorentina, stavolta particolarmente amara per come è maturata. Avanti nella ripresa con Pellegrino e vicini anche al raddoppio, i viola si sono fatti rimontare nel finale dal Torino, che ha trovato prima il pareggio con Mandragora e poi il gol dell'1-2 con Adams.

Nel post partita Fabio Grosso ha insistito soprattutto sulle difficoltà della sua squadra nel gestire i momenti negativi: "In questo momento gli episodi non stanno girando dalla nostra parte. Alla prima difficoltà non riusciamo più a tenere le redini della gara".

No dimissioni

"Io faccio l'allenatore e mi rimetto alle decisioni di chi è sopra di me. Dimettermi? Non ci ho mai pensato. Le responsabilità me le prendo io, poi sicuramente non abbiamo messo delle basi forti su cui poggiare il resto. Le sfide difficili hanno bisogno di tempo".

La contestazione dei tifosi e del Franchi è arrivata puntuale ed è stata chiara, netta, dura e il tecnico non nasconde che alcune fragilità fossero già state messe in conto: "Sono tutte problematiche che conoscevo e che immaginavo potessero emergere. Avremmo voluto mascherarle un po' di più, ma non ci siamo riusciti".

Poi il pensiero all'ambiente viola: "Ci dispiace molto, perché questo ambiente merita risultati diversi da quelli che stiamo ottenendo. Abbiamo intrapreso un progetto e un percorso nuovi: è un peccato non essere ancora riusciti a raccogliere quanto avremmo voluto".

Grosso: "Con poco abbiamo compromesso la partita"

Grosso ha analizzato anche l'andamento tattico della gara, partendo dalle difficoltà incontrate nel primo tempo: "Avremmo dovuto essere più bravi ad alzarci con uno dei tre centrocampisti per mettere maggiore pressione sul loro play. Lo abbiamo fatto nella primissima fase, ma poi non siamo più riusciti a portare avanti questa pressione".

Nonostante questo, il tecnico sottolinea come la Fiorentina abbia concesso poco e costruito subito una grande occasione: "Non abbiamo concesso grandi opportunità e, anzi, all'inizio siamo stati noi ad avere una doppia occasione molto importante".

La partita di Pellegrino
La partita di PellegrinoDiretta

Nella ripresa i cambi hanno prodotto gli effetti sperati: "Ho inserito un giocatore proprio in quella zona del campo e abbiamo fatto qualcosa di leggermente diverso. Siamo andati in vantaggio e abbiamo avuto anche l'occasione per raddoppiare, sulla quale il loro portiere ha compiuto una grande parata".

Il rammarico nasce soprattutto da quanto accaduto successivamente: "Purtroppo, con poco abbiamo compromesso una partita che, secondo me, non avremmo meritato di perdere. È un peccato, ma questo è il calcio: dobbiamo accettare sia gli aspetti belli sia quelli meno belli che ci riserva".

Il progetto e il gol di Mandragora

Con il mercato ormai chiuso, Grosso avrà adesso a disposizione l'intera rosa per cercare maggiore continuità: "Trovare un undici capace di garantirci compattezza e continuità è ovviamente un obiettivo, ma è ancora lontano e molto difficile da raggiungere in poco tempo, soprattutto all'interno di un campionato così complicato".

"Stiamo lavorando per riuscirci e continueremo a farlo", ha aggiunto, tornando poi sul gol di Mandragora, arrivato nel momento in cui la Fiorentina sembrava avere ancora il controllo della sfida: "È stato bravo Mandragora a realizzare un bel gol. È un peccato per noi, perché proprio in quel momento avremmo dovuto stringere i denti con maggiore forza, maturità e compattezza".

Il momentum
Il momentumDiretta

Secondo Grosso, la squadra non è riuscita a leggere correttamente quella fase: "Non siamo riusciti a riconoscere quel momento della partita. Rivedendo l'azione, avremmo dovuto uscire con più aggressività per impedire che il pallone arrivasse verso la porta".

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