Youssouf Fofana torna a parlare del suo momento tra club e nazionale e lo fa in un’intervista rilasciata al quotidiano francese L'Équipe. Il centrocampista del Milan vive una fase positiva in rossonero, ma non nasconde qualche perplessità legata al suo impiego tattico, che rischia di incidere anche sul suo futuro con la Francia.
Il tema è particolarmente attuale: giovedì Didier Deschamps annuncerà le convocazioni per le amichevoli contro Brasile e Colombia negli Stati Uniti, test importanti in vista dei prossimi impegni internazionali. Fofana, assente dal giro dei Bleus dall’ottobre 2024, rischia di restare ancora una volta fuori.

"Quando ti si dice che giocherai più alto, all'inizio sei pure contento. Ho capito, però, che non è necessariamente ciò che voglio. Lo faccio ovviamente per la squadra, ma mi piaceva molto essere all'origine delle azioni, controllare il ritmo di gioco della squadra, recuperare palloni".
Sogno Mondiale
Il cambio di posizione deciso da Massimiliano Allegri lo ha infatti portato a interpretare un ruolo diverso rispetto al passato, più avanzato e meno centrale nella costruzione del gioco, con richieste tecniche e fisiche differenti.
"Ho dovuto imparare a giocare più rapidamente, orientarmi meglio. Devo essere più impattante fisicamente, anticipare di più, e ho capito anche che potevo realizzare più scatti ad alta intensità. Ma non credo di essere sufficientemente forte, le statistiche dicono che potrei essere più efficace. E se guardo al Mondiale, non credo che mi si prenda in considerazione per questo ruolo. Lo faccio con il club, soprattutto se siamo in corsa per un titolo. Ma non sono convinto che questo mi aiuti per il futuro".

Una riflessione lucida, che evidenzia il paradosso vissuto dal centrocampista: da un lato la crescita e la continuità in un grande club, dall’altro il timore che questo nuovo assetto tattico lo renda meno visibile agli occhi del proprio commissario tecnico nell'anno della Coppa del Mondo: "Non vengo preso in considerazione nei dibattiti mediatici su chi possa andare o meno al Mondiale. Ed è un peccato".
Il rapporto con la nazionale resta comunque un obiettivo dichiarato, anche se Fofana mantiene un atteggiamento rispettoso nei confronti delle scelte tecniche: "Ho 25 presenze, ma sono anche solo 25, quindi non so se posso chiamare il c.t. e chiedergli perché non mi ha più convocato. Rispetto le sue decisioni, ma sarebbe interessante parlarci di persona se ci sarà l'occasione. Non sono fatalista, ho il passaporto francese, sono convocabile e soprattutto ho molta voglia di andare al Mondiale. Per crederci, devo finire la stagione meglio di come l'ho iniziata".
