In una cornice carica di emozione, il Dall’Ara ha accolto la Fiorentina il giorno dopo la scomparsa del presidente Rocco Commisso. I viola sono scesi in campo con una doppia missione: rendere omaggio al patron e conquistare punti preziosi in chiave salvezza. Dall’altra parte, il Bologna cercava conferme dopo un periodo negativo, guidato dall’ex Vincenzo Italiano, l’allenatore che a Firenze aveva lasciato un segno indelebile.
Orgoglio viola
Il match parte su ritmi contenuti, quasi cauti, ma la Fiorentina dimostra subito chi comanda negli ultimi trenta metri. Al 19’, Mandragora riceve un passaggio perfetto da Gudmundsson e, sul secondo palo, infila la rete. Solo due minuti prima, il VAR aveva negato la rete a Ndour, annullata per fuorigioco iniziale di Parisi nell’azione orchestrata dai viola.
Il Bologna subisce il colpo e prova a reagire, ma senza incisività. Orsolini tenta di scuotere la squadra sulla fascia destra, cercando di superare la linea viola, ma ogni iniziativa si spegne contro il pressing alto e la compattezza dei gigliati. La squadra di casa fatica a trovare ritmo, non riesce a costruire e resta intrappolata dall’organizzazione perfetta della Fiorentina, che concede appena 0,08 xG e nessun tiro nello specchio.
E prima del duplice fischio, arriva la mazzata definitiva: Dodò sgasa sulla destra, brucia la difesa e serve Piccoli, che, con un pizzico di fortuna, si ritrova il pallone davanti alla porta e lo deposita in rete. Il VAR conferma la rete, e il primo tempo si chiude con la Fiorentina padrona del campo: ordinata, cinica, e in pieno controllo. Il Bologna resta spettatore delle azioni viola, incapace di creare pericoli.
Rivoluzione inefficace e risposta tardiva
Il primo tempo negativo costringe Italiano a una vera rivoluzione all’intervallo: quattro cambi netti a inizio ripresa. Fuori Holm, Freuler, Odgaard e Orsolini, non solo per bocciatura tecnica, ma anche per scuotere la squadra.
La scelta è coraggiosa, ma i rossoblù faticano comunque a trovare spazi, rimanendo in balia dei toscani. Al 52', la Fiorentina sfiora addirittura il tris: Pongracic, libero davanti a Ravaglia, tenta il pallonetto ma viene murato in extremis.
Il Bologna, ancora incapace di trovare ritmo e continuità, si affida a due colpi di testa poco incisivi di Fabbian e Rowe e a un mancino a giro di quest’ultimo che centra il palo, l’unico brivido di un secondo tempo che resta saldamente nelle mani dei toscani.
Solo all’87’ un lampo di Fabbian riapre la partita con il gol del 2-1, ma la Fiorentina non perde la calma: organizzata e concentrata, resiste agli ultimi assalti del Bologna e porta a casa la vittoria.

Un successo fondamentale per i viola, che guardano ora oltre la zona retrocessione. Il Bologna, invece, resta fermo all’ottavo posto, incapace di costruire una reazione e ritrovare fiducia dopo un periodo tutt'altro che positivo.
