Deluso Fabregas dopo il pari contro l'Atalanta in dieci, ma difende il suo campione nonostante l'errore dal dischetto decisivo: "Voglio prima di tutto mandare un messaggio di supporto a Nico Paz, nel mondo del calcio ci lamentiamo che non ci siano giovani di talento perché non gli diamo opportunità noi allenatori, ai primi sbagli si uccidono. Ma noi dobbiamo far crescere i ragazzi. La squadra ha fatto di tutto e di più per vincere la partita, anche in 11 contro 11. Non era la partita giusta affinché la palla entrasse, oggi non c'è tanto da analizzare. Non c'è da diventare pazzo. Quando questa squadra ti fa questa partita, c'è poco da dire... non siamo al livello di Juventus, Inter, Milan ma è un percorso. C'è crescita, il nostro piano. Oggi messaggio di tanta tranquillità e serenità, a tutti i giovani del mondo. Fa male, ma è parte della crescita".
È mancata forse la cattiveria sotto porta, ma Fabregas non ci sta: "Parlare dopo la partita è troppo facile. Ho visto Douvikas cercare la palla dentro, ma non entrava, anche Ramon poteva fare tripletta... abbiamo avuto tante occasioni. Hai il rigore all'ultimo secondo e non lo fai. Sinceramente non me la sento... sarei più dispiaciuto se ci fosse stato un possesso sterile, prendendo contropiedi, e non una partita del genere dove sei stato troppo superiore e la palla non è entrata. Domani tu devi scrivere sul giornale e dire qualcosa, capisco però... (sbuffa, ndr) almeno si è cercato di vincere la partita".
Il tecnico del Como si innervosce quando gli viene chiesto se il Como è da Champions: "Oggi abbiamo calciato 29 volte in porta, 4-5 occasioni chiare per fare gol. Ragazzi, va bene tutto, l'analisi e la critica, ma non sarò io a venire a parlare male di quanto fatto oggi".

Palladino: "Oggi è venuto fuori il vero DNA della squadra"
Non può che essere contento del risultato invece il tecnico dell'Atalanta dopo una partita giocata in 10 per espulsione di Ahanor all'8': "Sinceramente preferivo giocarmela 11 contro 11. Poi è vero, probabilmente è arrivata al momento giusto questa partita. Sfido chiunque a giocare in 10 contro 11 questa squadra. Avevo detto alla mia squadra di mettere più spirito di sacrificio e oggi è venuto fuori il vero DNA della squadra. Un punto guadagnato che vale come una vittoria ma a prescindere dalla classifica mi è piaciuta la crescita della squadra".
Un punto che però vuol dire molto: "A noi serviva una partita così. Probabilmente era quello che ricercavamo nelle scorse settimane, deve essere il nostro punto di partenza. Abbiamo grande tecnica e fisicità, ma la squadra ha giocato con il cuore. Ho ringraziato tutti, ovviamente il nostro cammino continua, il campionato rimane aperto e adesso abbiamo una gara di Coppa Italia".
Una partita giocata col carattere: "Hanno capito subito che purtroppo il piano gara dopo 7 minuti era da buttare via, per fare un altro tipo di partita. Abbiamo cambiato un po' di cose in campo e a me interessa quello. Stare nella difficoltà enorme. Stare in 10 nel secondo in tempo è un conto, dal quinto minuto un'altra. Ho ringraziato i ragazzi, ci serve questa partita per una crescita mentale".
