L'eliminazione europea contro il Chelsea ha lasciato una ferita molto fresca a un Napoli che è dovuto nuovamente gettarsi anima e corpo solo sul campionato. Contro oggi aveva una Fiorentina obbligata a fare punti per dare una scossa a un andamento complicato che la sta tenendo in fondo alla classifica. E a marcare subito visita era Antonio Vergara da Frattaminore: dopo il gioiello in Champions apriva infatti lui le marcature con un sinistro preciso dopo un'imbucata di Meret sulla quale Hojlund aveva aperto benissimo uno spazio.
La partenza veloce degli azzurri si vedeva riflessa in un dominio territoriale che durava per almeno 25 minuti, durante i quali lo stesso Vergara si proponeva di nuovo per un tiro ribattuto e, soprattutto, su un cross di Di Lorenzo un vivace Hojlund provocava un batti e ribatti sul quale Comuzzo spediva il pallone sul proprio palo. Da una punizione scaturiva il primo vagito della Viola, con Piccoli che di testa colpiva il palo, mentre sull'azione seguente Gudmundsson si vedeva deviato in corner da Meret un altro colpo di testa, stavolta molto ravvicinato.
Brutto colpo
La peggior notizia per gli azzurri, però, non era il risveglio dei toscani, bensì l'infortunio al ginocchio del capitano Di Lorenzo, che lasciava il campo dolorante per Olivera. La 26esima lesione stagionale del Napoli prolungava un disastroso storico che ormai non fa più notizia, mentre Antonio Conte preferiva schierare tre mancini in difesa invece di inserire Beukema.
Senza paura, i padroni di casa rialzavano la testa e il baricentro, con Elmas che al 39esimo seminava il panico con uno slalom al quale seguiva un destro ribattuto, e subito dopo De Gea bloccava sicuro su una girata di sinistro di McTominay. Quest'ultimo era bravissimo a procurarsi una punizione pericolosa al 46esimo, ma dopo un bello schema era lui stesso a ciccare in modo clamoroso il destro da posizione centrale appena fuori area.
Botta e risposta
Nel tentativo di cambiare qualcosa, Vanoli inseriva Mandragora per Fabbian. E proprio il mancino napoletano si esibiva in una bella punizione a giro che usciva di poco dopo una manciata di secondi dall'inizio della ripresa. Il giro che andava, però, era quello di Miguel Gutierrez, che poco dopo dalla destra trovava una traiettoria deliziosa sul secondo palo, beffando il connazionale De Gea per la rete del 2-0.
Non accusava però il colpo la Viola, che qualche minuto più tardi veniva rivitalizzata da un break di Dodo in seguito al quale Piccoli bruciava Buongiorno e calciava verso Meret: la respinta del friulano finiva sul destro di Solomon, che a porta sguarnita riduceva il passivo. E, di conseguenza, ringalluzziva la Viola, che prendeva più fiducia e il comando delle operazioni in mezzo al campo.
Denti stretti
Gli azzurri rispondevano con più verticalità: al 68esimo Lobotka lanciava in profondità Elmas, il cui servizio per Hojlund era ottimo. Il danese, però, faceva uno stop di troppo e favoriva il rientro di Pongracic, che sporcava il suo destro e permetteva una facile abbrancata a De Gea. Vanoli dava spazio a Kean e Parisi e lasciava in campo Piccoli con l'obiettivo di aumentare la presenza in attacco. E il nazionale azzurro stimolava i riflessi di Meret con un destro secco sul primo palo che veniva deviato da Meret.
Nel frattempo, la pressione dei toscani aumentava, e gli animi si riscaldavano dopo una botta fortuita di Parisi su Vergara, che avrebbe poi sanguinato copiosamente dal naso. Il numero 26 azzurro si dedicava in un recupero pieno di dedizione all'83esimo su Fazzini prima di dire basta dopo aver fatto intendere di essere vittima di un fisiologico giramento di testa. Al suo posto entrava il neo acquisto Giovane, cambio obbligato viste le disponibilità in panchina dei partenopei.

All'87esimo un intercetto pulito di Juan Jesus, seguito da uno scatto improvviso del brasiliano, generava un contropiede dei padroni di casa alla fine del quale McTominay si liberava bene ma vedeva la sua conclusione deviata da un difensore e poi respinta da De Gea. Su un'altra azione da sinistra, un pallone vagante da cross di Elmas finiva sul sinistro di Giovane, che calciava bene ma veniva negato del gol da Ranieri.
Al 92esimo Dodo dalla destra metteva in mezzo a giro, con Piccoli che guadagnava spazio ma colpiva fuori al volo. L'ultimissima era sul destro di Kean, che lanciato da Fagioli strozzava il destro. Il Napoli trionfava e rialzava la testa. Il neo è l'infortunio di Di Lorenzo, ma per il morale e per il campionato, i tre punti di oggi al Maradona sono salvifici.
