Dopo il caos in campo, le minacce di morte: la denuncia di La Penna alla Polizia Postale

La Penna durante Inter-Juventus
La Penna durante Inter-JuventusPIERO CRUCIATTI / AFP

Il fischietto, minacciato di morte, si è affidato alla polizia postale. E intanto il presidente Simonelli annuncia: "Fissato per il 23 marzo l'incontro tra società e arbitri. Ci saranno gli allenatori".

Insulti e minacce di morte all'arbitro Federico La Penna dopo il match Inter-Juve, terminato con un'interminabile scia di polemiche.

Una serie di messaggi pubblicati sui social lo hanno spinto a presentare una denuncia alla Polizia postale di Roma. Alla luce della denuncia sono state avviate indagini.

La Procura di Roma è adesso in attesa della denuncia presentata alla Postale dall'arbitro. L'incartamento sarà portato all'attenzione del procuratore aggiunto Sergio Colaiocco, che provvederà all'apertura di un fascicolo di indagine. 

Si muove l'Associazione Arbitri

"Quanto accaduto a Federico La Penna ha superato ogni limite di civiltà e di sportività. Un arbitro che deve avere paura per la propria famiglia, per la moglie e le sue figlie, a causa di una decisione presa in campo è qualcosa che deve indignare tutti, senza distinzioni". Così Francesco Massini, vicepresidente vicario dell'Associazione arbitri, al telefono con l'ANSA commenta le minacce di morte all'arbitro di Inter-Juve, che ha presentato denuncia.

"Quando si oltrepassa quel confine, non siamo più dentro lo sport: siamo dentro qualcosa di molto più grave - aggiunge Massini - Anche come AIA siamo vicini, ovviamente, a Federico e valuteremo ogni possibile azione a sua tutela, così come di ogni nostro arbitro, oggetto di azioni riprovevoli e penalmente rilevanti".

Il 23 marzo il faccia a faccia

"Abbiamo fissato per il 23 marzo l'incontro tra società e arbitri. Ci saranno gli allenatori". Lo ha detto il presidente della Lega Serie A Simonelli al termine dell'assemblea dei club che segue le forti polemiche di Inter-Juve.

"Primi passi concreti? Chiarire, secondo gli allenatori, quelle che sono le situazioni da fischiare, rispetto al contrasto da non fischiare. Le società vogliono stabilire le regole: ci sono delle cose oggettive, come il fuorigioco. Altre sono interpretazioni soggettive, penso al Var. Qualcuno lo vorrebbe utilizzato per tutta la partita, qualcuno lo vorrebbe all'inglese solo quando c'è un evidente errore".

"L'episodio di Inter-Juventus è stato snocciolato sotto tutti i punti di vista. La mia posizione è che bisogna fare di tutto che questi errori non avvengano, l'Italia è stata tra i primi a sottolineare che il protocollo Var non era adeguato per la non possibilità di intervento sui cartellini gialli. Se ci avessero dato ascolto ora questa situazione non ci sarebbe stata, anzi noi pensiamo che il Var debba poter intervenire su tutti i cartelli gialli e non solo sui secondi", ha aggiunto Simonelli.

"Le parole di Comolli? Gli errori ci sono sempre stati e accadono anche all'estero. Questa decisione clamorosa poteva essere corretta se ci fosse stata la possibilità di on-field review. Il Var nasce per correggere errori evidenti e questo lo era. Migliorare il Var vuol dire rendere più oggettive le decisioni, anche se non si arriverà mai all'errore zero".

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