Commisso, dal 2019 alla guida della Fiorentina tra finali, ambizioni e Viola Park

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Rocco Commisso
Rocco CommissoStefanos Kyriazis / NurPhoto / AFP

L'imprenditore nato in Calabria fino all'ultimo non voleva cedere la società. Ora toccherà alla famiglia decidere cosa fare con il club toscano. "Io non ho mai mollato in nessuna delle mie attività e a maggior ragione non lo farò adesso", aveva detto nell'ultima intervista

Non avrebbe voluto mollare, nè la Fiorentina né la battaglia che stava conducendo da tempo contro i gravi problemi di salute che lo avevano costretto a stare lontano dall'Italia e da Firenze nel 2025. Le ultime dichiarazioni Rocco Commisso le aveva affidate a La Nazione l'11 dicembre scorso e anche allora aveva ribadito di non avere alcuna intenzione di cedere il club viola nonostante le voci che periodicamente circolavano al riguardo sommate alla situazione  di classifica della squadra, inaspettatamente in zona retrocessione.

''Tutte le aziende attraversano momenti difficili ma la lungimiranza di chi guida una società - diceva - sta proprio nel trarre insegnamento dai momenti bui per poter uscirne insieme più forti. Io non ho mai mollato in nessuna delle mie attività e a maggior ragione non lo farò adesso''.

Le ultime partite della Fiorentina
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Futuro

Adesso però con la sua scomparsa, la famiglia Commisso dovrà decidere se gestire ancora la Fiorentina o cederla, a suo tempo sono circolate voci di un interesse da parte di fondi americani e arabi. Il magnate italo-statunitense originario della Calabria ha acquisito il club viola il 6 giugno del 2019 dai Della Valle per una cifra intorno ai 170 milioni di euro, riuscendo ad arrivare due volte in finale di Conference League e una volta in finale di Coppa Italia, non riuscendo però mai a riempire la bacheca e a portare un trofeo a Firenze che manca dal 2001. 

Già nel mondo del calcio Commisso era entrato con i New York Cosmos nel 2017 essendo appassionato di pallone fin da ragazzo. ''Io sono un tifoso, chiamatemi Rocco'' le prime parole che pronunciò rivolgendosi ai fiorentini quando lo accolsero allo stadio Franchi per la presentazione ufficiale.

Da allora la Fiorentina, sotto la sua gestione, ha vissuto momenti di soddisfazioni ed altri di delusioni, con diversi allenatori, da Montella a Iachini, da Prandelli a Italiano fino a Palladino, Pioli e adesso Vanoli. Affidando l'organizzazione della società a Firenze all'amico e braccio destro Joe Barone, nel ruolo di direttore generale, la cui improvvisa scomparsa, il 19 marzo 2024, gli procurò un dolore immenso lasciandogli un vuoto incolmabile.

Al di là dei risultati sportivi - tra i suoi obiettivi c'era quello di riportare la Fiorentina almeno in Champions League - ha creato il Viola Park, il più grande centro sportivo in Italia e fra i maggiori d'Europa che porta il suo nome, 22 ettari a Bagno a Ripoli in cui si allenano la prima squadra, quelle femminili e le giovanili. Un investimento da 120 milioni di euro.

Commisso avrebbe voluto anche costruire un nuovo stadio, una lunga battaglia che non è riuscito a vincere (''È stato il mio più grande fallimento'') come quella con la malattia che negli ultimi mesi lo ha tenuto sempre più lontano da Firenze e dall'Italia.

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