Chivu esalta l’Inter e il suo capitano: “Soddisfatto della voglia di reagire, felice per Lautaro”

Cristian Chivu
Cristian ChivuIsabella BONOTTO / AFP

Dopo due sconfitte pesanti, Cristian Chivu guida i nerazzurri a un 0-2 sul campo del Pisa e sottolinea il valore dello spirito della squadra: “Sappiamo l’importanza dei nostri giocatori e soprattutto del nostro capitano”.

Dopo giorni complicati e due sconfitte pesanti, l’Inter ritrova ossigeno e certezze a Pisa. La squadra di Cristian Chivu riparte con un successo netto, 0-2 all’Arena Garibaldi, trascinata dalla doppietta di Lautaro Martínez che rimette il campionato del capitano sui binari migliori e rilancia i nerazzurri nella corsa alle prime posizioni.

Chivu, nel post-partita, ha sottolineato il valore del risultato e dello spirito mostrato dalla squadra: “Sono soddisfatto dalla voglia di reagire. Il Pisa non perdeva da 6 partite e sapevamo i rischi a cui saremmo potuti andare incontro. In alcuni momenti avremmo potuto fare meglio, ma ci prendiamo quello che questo gruppo merita, che sta dimostrando tutti i giorni che ha voglia di mettersi in gioco”.

Sul contributo dei singoli e sulla profondità della rosa, l’allenatore ha ribadito un concetto chiaro: “Sappiamo l’importanza dei nostri giocatori e soprattutto del nostro capitano. I cambi ti devono dare una mano, ma un allenatore non è più bravo o meno a seconda di quello. Abbiamo qualità e siamo 22 giocatori molto bravi, con la possibilità di stare in club come l’Inter”.

"Lautaro? Io mi abbraccio con lui tutte le mattine"

Impossibile non soffermarsi poi sulla prova di Lautaro, decisivo e sempre centrale nel progetto tecnico: “Si esagera a volte, ma perché si cerca un po’ la notizia. Ci sono voci che lo mettono in discussione, ma noi sappiamo quanto è importante e quanto si impegna per questa squadra. Io mi abbraccio con lui tutte le mattine. Peccato che non ci sia una telecamera a riprendere tutto. È il mio modo di fare, ci parliamo anche così. È una novità, ma dimostra quanto ci confrontiamo ogni giorno. Sono felice per lui, perché gli attaccanti vivono di gol e vogliono sempre aiutare la squadra”. 

Infine, una riflessione personale: “Io so chi sono e cosa posso dare per questo mestiere che faccio in una squadra importante come l’Inter. Ho trascorso qualche anno qua e poter esserne l’allenatore mi lusinga. Allo stesso tempo ho forte responsabilità verso società, tifosi e non ultimi i miei calciatori”. 

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