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Caso Bernabè, l'ex falconiere chiede scusa e si barrica a Formello, Lotito: "Ha fatto un danno"

Aggiornato
Juan Bernabè
Juan BernabèGIUSEPPE MAFFIA/NurPhoto/NurPhoto via AFP

L'urologo in un comunicato chiarisce di non aver "alcun rapporto di dipendenza con la Lazio e quindi mi risulta incomprensibile come io possa essere licenziato". Durissima la replica del Presidente a La Zanzara.

Non accenna a chiudersi il caso di Juan Bernabè, l'ormai ex falconiere della Lazio allontanato dal presidente Claudio Lotito dopo la diffusione delle immagini post operazione di protesi peniena.

Lo spagnolo, che vive nel centro sportivo biancoceleste, è chiuso nella propria stanza - come emerge da Formello -, non si dà pace e, in attesa di completare il decorso post operatorio, intende presentare le sue scuse che il presidente Lotito non è disposto a prendere in considerazione, nonostante il pianto del falconiere.

Il commento del dottor Antonini

Sulla 'saga' è intervenuto anche Gabriele Antonini, il medico che ha effettuato l'intervento per il quale l'ex falconiere biancoceleste è stato sollevato dall'incarico.

Attraverso una nota ha sottolineato di non aver "alcun rapporto di dipendenza con la Lazio e quindi mi risulta incomprensibile come io possa essere licenziato. Il mio ruolo è quello di consulente ed ho sempre operato con la massima disponibilità e professionalità, trattando numerosi casi relativi ai pazienti appartenenti alle maestranze, al personale di Formello, ai calciatori della prima squadra e della primavera e ai dirigenti".

"Tutto ciò - aggiunge il medico - è avvenuto sempre ed esclusivamente senza alcun obbligo contrattuale o economico con la società. Per tale ragione mi aspetto una lettera di scuse da parte della società sportiva Lazio della quale mi vanto di essere tifoso ed un ripristino immediato della nostra collaborazione".

Lotito replica

"C'è un provvedimento preso dal collegio del codice etico che obbliga ad intervenire immediatamente. Il falconiere non doveva fare queste cose anche perché è uno che va nelle scuole dove ci sono bambini di 9-10 anni. Se fai il falconiere e porti l'aquila, non vai a dire in giro che devi eiaculare due volte al giorno. Altrimenti non fai il rappresentante della Lazio ma del casino".

Dai microfoni di 'La Zanzara' su Radio 24, il presidente della Lazio Claudio Lotito, ancora nel pieno della 'bufera' dopo la foto della protesi peniena pubblicata su X da Juan Bernabé, fa il punto della situazione e ribadisce le ragioni che lo hanno portato alla decisione di licenziare il falconiere spagnolo.

"Questo ha fatto un danno, la Lazio è una società quotata in borsa e io sono un socio di maggioranza - dice ancora Lotito -, ma ci sono una serie di organismi preposti al controllo. Se facessi una violazione delle norme sportive non ci sarebbe perdono".

E sul medico: "Io risarcire lui? Semmai il contrario"

Poi il presidente della Lazio attacca il medico Gabriele Antonini che ha impiantato la protesi a Bernabé: "È responsabile, secondo me gli ha fatto pure l'operazione gratis per farsi pubblicità. Io risarcire lui? Semmai il contrario. Mi dicono che sono arrivate una marea di richieste di fare quella stessa operazione, questa è la Lazio mica stiamo a parlà de Cicciolina! Sono 20 anni che cerco di sdoganare una serie di situazioni di carattere politico, calcio didascalico e moralizzatore".

Una battuta anche sul 'credo' fascista di Bernabé ribadito dal diretto interessato: "Meglio un pisello che un saluto romano? Questo lo dite voi, a casa mia non funziona così".

Quanto al perdono, per Lotito "ci sono delle regole e devono valere per tutti a partire dal sottoscritto. Nella vita se fai il falconiere ti devi dedicare all'aquila e non fare l'attore in giro. Si troverà un altro posto dove stare, ognuno risponde delle proprie azioni. Non sono io che posso decidere. La curva ha fatto un comunicato pesantissimo, quei tifosi sono anche genitori. Se non ha capacità di intendere e volere allora deve essere internato. Non è un caso fortuito, è voluto e aggravato dalle interviste".

"Bernabé non è un dipendente - conclude Lotito - ma un fornitore, in qualche occasione passata sono stato indulgente ma non avevo avuto intimazioni da parte degli organismi preposti. In questo caso mi hanno comunicato in modo inequivocabile quello che avrei dovuto fare nei suoi confronti e così ho fatto".


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