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Bologna, Palladino si presenta: “Qui per il progetto e la fiducia, credo in Orsolini e Bernardeschi”

Raffaele Palladino
Raffaele PalladinoGuido Calamosca / Zuma Press / Profimedia

"Non mi hanno prospettato una panchina, bensì un progetto e sono venuto qui per questo", ha spiegato Raffaele Palladino nella sua presentazione come nuovo allenatore del Bologna. Il tecnico rossoblù guarda già alla sfida con il Torino: "Dobbiamo ritrovare l'entusiasmo che si è perso".

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Il Bologna volta pagina e affida a Raffaele Palladino il compito di rilanciare una stagione partita al di sotto delle aspettative. Il nuovo allenatore rossoblù, scelto dopo l’esonero di Domenico Tedesco, è stato presentato al centro tecnico “Nicolò Galli”, dando ufficialmente il via a un percorso che il tecnico ha scelto di affrontare fin dai primi giorni con entusiasmo e convinzione.

"Volevo ringraziare la società perché in questi giorni mi hanno dato grandissima fiducia e non mi hanno prospettato una panchina, bensì un progetto e sono venuto qui per questo - spiega Palladino -. Ho avuto sensazioni bellissime e positive. Dobbiamo ritrovare l'entusiasmo che si è perso ma sono felice, carico e determinato per intraprendere questo percorso. Ringrazio anche i tifosi per il calore con il quale mi hanno accolto".

Il primo tema affrontato è stato quello tattico: "Nel mio percorso da allenatore ho avuto la fortuna di cambiare diversi sistemi di gioco e ho molta esperienza su 3 moduli. Ogni allenatore deve essere flessibile in base agli interpreti che si hanno. Credo che questa squadra sia stata costruita per giocare a 4, ma ha potenzialità anche per una difesa a 3. Può essere una squadra camaleontica. Vedremo nel corso della stagione se passare ad una difesa a 3, ho percepito grande predisposizione da parte del gruppo per cambiare. Bisogna solo lavorare a testa bassa con grande impegno. All'inizio si dovrà avere un po' di pazienza ma ho percepito apertura nel recepire i miei principi".

Il nuovo tecnico conosce già in parte l’ambiente che si appresta a guidare. Prima dell’avvicendamento in panchina aveva assistito dal vivo a Bologna-Lazio, osservando da vicino proprio il lavoro di Tedesco: "Sono venuto a vedere Bologna-Lazio. Quel weekend ho guardato tre partite diverse per studiare i nuovi allenatori. Ero curioso di Tedesco così come di Gattuso. Sono entrato da due giorni ma mi interessa stare il più possibile con la squadra. Oggi abbiamo fatto una doppia seduta perché devo capire le loro sensazioni, le loro emozioni e conoscerli il più possibile. Ogni minuto è importantissimo per cercare di ottenere il massimo già sabato. In questo momento dobbiamo cercare di dare qualcosa ai tifosi e alla società. Dobbiamo ritrovare l'entusiasmo che il Bologna ha sempre avuto e sono sicuro che lo ritroveremo".

Le prime indicazioni riguardano anche la gestione dei giocatori di maggiore qualità. In particolare, Palladino ha parlato della possibile convivenza tra Orsolini e Bernardeschi, lasciando intendere di voler valorizzare il maggior numero possibile di elementi offensivi: "Riccardo è rientrato oggi e l'ho visto bene. Orsolini e Bernardeschi sono una coppia formidabile e cercherò sempre di mettere giocatori di qualità in campo: più ne abbiamo e meglio è. Ci sono due fasi, quella di possesso e quella di non possesso, e dovremo difendere tutti insieme. Il mio credo è che i primi difensori devono essere gli attaccanti e ci sono le basi per fare bene".

L’orizzonte, però, resta inevitabilmente legato all’immediato. Il prossimo appuntamento contro il Torino rappresenterà il primo banco di prova, mentre la successiva sosta offrirà a Palladino l’occasione per incidere più profondamente sul gruppo: "Innanzi tutto far bene sabato, poi sfruttare la sosta perché per noi sarà una sorta di mini ritiro. Dovremo migliorare la condizione fisica. Poi non dobbiamo porci limiti e guardare la classifica, ma lavorare sodo senza porci limiti".

"Piccoli lo conosco bene, Dovbyk..."

Nel reparto offensivo il nuovo allenatore può contare su diverse soluzioni, a partire da Piccoli e Dovbyk: "Piccoli lo conosco bene, credo molto in lui, così come in Dovbyk anche se purtroppo è stato fermo molto tempo, ma vogliamo rimetterlo nelle giuste condizioni. Poi c' è anche Enem. Abbiamo una bella batteria di centravanti e dobbiamo portarli a segnare il più possibile".

Tra i giocatori sui quali Palladino sembra voler costruire parte del nuovo progetto c’è anche Lewis Ferguson, la cui duttilità offre diverse possibilità all’allenatore: "È un giocatore versatile ed intelligente, può giocare da mezzala, da mediano e anche da trequarti. Sono felice di allenarlo".

La sosta per le nazionali potrebbe sottrarre diversi elementi al lavoro quotidiano, ma il tecnico preferisce concentrarsi su chi resterà a disposizione: "Faremo la conta, ma mi interessa lavorare il più possibile con chi rimarrà qui. Mi avrebbe fatto piacere averli tutti a disposizione ma se vanno in Nazionale significa che sono giocatori forti. Con chi rimarrà lavoreremo tanto".

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