La New Balance Arena si è trasformata in un crocevia della stagione, una di quelle partite che pesano ben oltre i novanta minuti perché parlano di classifica, ambizioni e ferite ancora aperte.
Atalanta e Napoli arrivavano all’appuntamento con lo stesso obiettivo, la prossima Champions League, ma con stati d’animo diversi e una voglia comune di riscatto: la Dea dopo la notte amara di Dortmund, i partenopei reduci dall’eliminazione in Coppa Italia contro il Como.
Regalo nerazzurro
Il ritardo di qualche minuto per un problema tecnico agli auricolari del guardalinee Cecconi è stato solo un dettaglio in un pomeriggio che ha subito preso velocità. L’Atalanta ha provato a imporsi con la consueta aggressività, cercando di occupare subito la metà campo avversaria. Dopo appena tre minuti Pasalic ha avuto sul destro la palla che avrebbe potuto cambiare l’inerzia della gara, ma la conclusione si è spenta alta sopra la traversa, lasciando nell’aria la sensazione di un’occasione mancata.
Il Napoli ha saputo assorbire l’urto iniziale con maturità, aspettando il momento giusto per colpire, e lo ha fatto al 18’: punizione dalla trequarti di Gutierrez, difesa nerazzurra sorpresa e Beukema libero di incornare a pochi passi da Carnesecchi. Un vantaggio nato da una catena di leggerezze - il fallo ingenuo di Scalvini e le marcature saltate nell’area piccola - che ha raccontato più di tante parole il momento di fragilità difensiva della squadra bergamasca dopo i due gol subiti proprio nell'area piccola a Dortmund.
La reazione della formazione di Palladino è passata soprattutto dai piedi e dalla velocità di Sulemana, il più capace di creare strappi in una partita che il Napoli stava progressivamente portando sui binari della gestione. Due le sue conclusioni, entrambe potenti e centrali, entrambe neutralizzate da un Milinkovic-Savic attento e sicuro. L’Atalanta produceva fiammate, il Napoli rispondeva con equilibrio, mantenendo la sensazione di avere il controllo emotivo del match.
Poi, al 39’, il momento del possibile 2-0. Chiffi indica il dischetto per un intervento di Hien su Hojlund: decisione immediata, cartellino giallo, proteste nerazzurre. Il controllo al VAR cambia però il copione: il rigore viene revocato, il giallo cancellato, e la partita riparte tra reazioni opposte, con i bergamaschi sollevati e gli ospiti increduli per un possibile raddoppio svanito. Un episodio che non modifica il punteggio ma incide sull’inerzia psicologica, restituendo all’Atalanta la convinzione di poter rientrare in partita.
Il finale di tempo, però, è ancora a tinte azzurre, perché in contropiede il Napoli ha la grande occasione per raddoppiare. Alisson si presenta davanti a Carnesecchi, ma trova la risposta del portiere nerazzurro, reattivo e lucido; sulla ribattuta, il tentativo di Vergara è troppo debole per sorprendere l’estremo difensore.
Pasalic regola i conti, Samardzic fa impazzire la New Balance Arena
La seconda frazione si apre con l'ingresso di Samardzic, l’illusione del raddoppio azzurro e il ribaltamento improvviso della gara. Dopo appena un minuto il Napoli trova la via del gol con Gutierrez, ma la rete viene annullata per un fallo di Hojlund all’inizio dell’azione: un episodio che tiene l’Atalanta in partita e riaccende la New Balance Arena. I partenopei continuano comunque a farsi vedere con una conclusione di Lobotka che sfiora il palo e con un destro dalla distanza di Alisson che termina sul fondo, mentre dall’altra parte Milinkovic-Savic blocca senza affanni il colpo di testa di Bellanova.
Palladino prova a cambiare passo inserendo anche Scamacca e Bernasconi al posto di Krstovic e Bellanova, mossa a cui risponde il Napoli con l’ingresso di Politano e Spinazzola per Gutierrez e Mazzocchi. Ma è l’Atalanta a trovare il momento giusto: al 61’ l’angolo di Zalewski pesca la testa di Pasalic, che svetta in area e firma l’1-1.
L’inerzia della gara cambia definitivamente nell’ultimo quarto d’ora, quando l’Atalanta completa la rimonta premiando la crescita mostrata per tutta la ripresa. Dopo un’altra grande occasione per i nerazzurri, con Milinkovic-Savic costretto a superarsi sul destro potente di Scamacca dal limite, la pressione della squadra di Palladino diventa sempre più costante.
Il sorpasso arriva all’81’ ed è la fotografia perfetta della ripresa nerazzurra e dell’impatto dei nuovi ingressi. Bernasconi, appena entrato, pennella un cross preciso, Samardzic attacca lo spazio con i tempi giusti e di testa batte Milinkovic-Savic a fil di palo per il 2-1 che fa esplodere la New Balance Arena.

È il gol che completa la rimonta e ribalta la partita, trasformando l’entusiasmo nerazzurro in un’ondata emotiva difficile da contenere per un Napoli che, dopo aver controllato il primo tempo, si ritrova improvvisamente a inseguire e si vede il match sfuggire di mano.
Una ripresa impeccabile per la Dea che, così, guadagna tre punti pesantissimi e la seconda vittoria consecutiva dopo il 2-0 alla Lazio. I nerazzurri si portano a -5 in classifica dal Napoli terzo e, ora, possono tornare a sognare in grande.
