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Allegri, il corto muso è a rischio: la difesa del Napoli è ko, e i rinforzi non arrivano

Allegri con Rrahmani in allenamento
Allegri con Rrahmani in allenamentoCIRO DE LUCA / NURPHOTO / NURPHOTO VIA AFP

Gli infortuni di Buongiorno e Beukema priveranno il nuovo tecnico azzurro di due importanti risorse della retroguardia. Le alternative sono Marianucci e Marin, bocciati da Conte, mentre si attende il ritorno di Olivera e un puntello. Basteranno?

Il muro che Massimiliano Allegri intende costruire davanti ad Alex Meret ha bisogno subito di una nuova mano di calce e mattoni. Perché se il tecnico livornese ha sempre costruito i suoi successi sulla solidità della sua difesa (Juventus docet), quella che ha trovato adesso al ritiro di Dimaro non si è certo dimostrata tale. All'infortunio di Alessandro Buongiorno, che si è operato al ginocchio e tornerà disponibile a gennaio, si è aggiunto quello di Sam Beukema, che sebbene sia più il sostituto di Amir Rrahmani come marcatore destro rappresenta comunque una certezza.

A prescindere dalla distribuzione tattica - ossia con una linea di quattro o di tre difensori - l'emergenza difensiva in casa azzurra è più che evidente. Luca Marianucci e Rafa Marin, scartati da Antonio Conte, sono stati precettati nei due primi test amichevoli, e potranno senza dubbio rappresentare un'alternativa se messi in condizione. Resta chiaro, però, che il marcatore di sinistra è un tassello che attualmente manca ad Allegri, che come ha ribadito lo stesso ds Giovanni Manna sta aspettando il ritorno di Mathias Olivera.

A tre o a quattro?

Dopo un Mondiale disastroso con la nazionale del suo Uruguay in cui ha giocato da centrale, il numero 17 potrebbe comunque venire impiegato in tal guisa per una circolazione più veloce della palla. Il che obbligherebbe così il neo allenatore azzurro a usare come terzino o laterale sinistro Leonardo Spinazzola e Miguel Gutierrez, due che prediligono spingere che attaccare come il capitano Giovanni Di Lorenzo, che giocherà sull'altro versante.

Una circostanza, questa, che dunque potrebbe far perdere equilibrio al settore arretrato partenopeo. Paradossalmente, infatti, di meno centrali si dispone più è possibile giocare a tre dietro. Anche perché, va ricordato, Di Lorenzo è capace di giocare anche da 'braccetto' destro in un trio difensivo. E così, mentre si cerca in qualche modo di trovare una toppa con i papabili Benoit Badiashile e Thiago Gabriel, si accumulano nubi sul futuro immediato del Napoli.

Cantiere

I due anni con Conte al comando hanno spaccato in due l'ambiente allo stadio Maradona. C'è chi ha apprezzato la concretezza di una squadra capace di vincere un quarto Scudetto più con la testa e il cuore che con la qualità e la bellezza. A fare da contraltare c'è invece chi ha stigmatizzato l'estremo pragmatismo dell'allenatore leccese, che è stato sostituito con uno che probabilmente lo supera per quanto riguarda la ricerca del massimo risultato col minimo sforzo (offensivo).

Quello azzurro, però, è un cantiere a cielo aperto nel quale va non solo definito un modulo ma va compreso se ci sarà spazio per un Frank Anguissa col muso - il camerunese ha portato offerte che però sono state rimandate al mittente - e anche per Kevin De Bruyne, che dovrebbe rientrare insieme al connazionale Romelu Lukaku, un altro la cui situazione non è chiara.  Alla base, però, c'è l'incertezza sulla difesa, il cavallo di battaglia di un Allegri che dovrà vedere come alimentarlo per non rischiare che diventi un ronzino. 

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