Costretto a rinunciare ancora a Scott McTominay, Antonio Conte andava in casa del Verona dovendo misurarsi con un avversario bisogno di punti per evitare la retrocessione. La partenza del Napoli era di quelle brucianti. Scatto di Politano sulla destra, dal quale scaturiva un cross ribattuto sulla testa di Hojlund, che quasi sul dischetto del rigore dava una frustata dolce ma precisa. Il pallone sbatteva sul palo ed entrava in rete.
Gestione
Una volta passato in vantaggio, l'undici partenopeo puntava sul palleggio insistito, con Spinazzola e Vergara che si accentravano spesso per aumentare la densità in mezzo al campo. Ed era proprio il macedone a far partire una conclusione da fuori sulla quale Montipò doveva distendersi per allontanare la palla dall'angolo basso. Voglioso ma poco concreto, il Verona cercava qualche scaramuccia, ma l'assenza di Orban in attacco si notava.
Prima dell'intervallo gli ospiti provavano qualche accelerazione, e una splendida imbeccata di Spinazzola per Hojlund veniva sfruttata bene dal danese, che però si vedeva respinto quasi sulla linea il tiro. A salvare i veneti era Nelsson, che evitava il raddoppio del suo connazionale dopo essersi ben appostato in seguito al dribbling di quest'ultimo su Montipò.
Lotta e pari
Non cambiava il canovaccio a inizio ripresa, con Hojlund che veniva cercato in profondità e ingaggiava un continuo duello con Bella-Kotchap, che dopo qualche minuto veniva sostituito da Frese per un problema muscolare. Tra gli ospiti Spinazzola lasciava spazio a Gutierrez, mentre Mosquera entrava per Sarr. Al 58esimo Vergara raccoglieva un pallone dopo l'uno-due tra il danese e Alisson Santos, ma il suo sinistro di contro balzo era fuori misura.
Lezioso, il Napoli veniva punito dopo l'ora di gioco. Su un corner dalla sinistra il pallone veniva ribattuto da un difensore su Akpa Akpro, che solissimo scagliava un destro deviato in porta da Hojlund. Il Bentegodi si scaldava tantissimo e invogliava i suoi alla rimonta, mentre gli ospiti erano chiaramente storditi dall'acuto locale.
Conte non aveva altre opzioni che tentare il tutto per tutto: dentro Lukaku e Gilmour per Alisson e Lobotka con l'obiettivo di aumentare il peso specifico in attacco e acquisire più verticalità nel gioco. Al 78esimo entrava per Vergara anche l'ex di turno Giovane, accolto da assordanti fischi. Politano lasciava il posto a Mazzocchi, con Gutierrez che veniva dirottato a destra per effettuare cross.
Lampo Lukaku
L'ex Salernitana era tra i più vivaci a sinistra, e da una sua sgroppata nasceva una buona occasione proprio per Giovane, che di sinistro al volo però non inquadrava la porta. Privo di idee e inventive, il Napoli non perveniva a nulla, anche perché stordito dalla frustrazione. Anzi, una grande occasione capitava al 92esimo a Bowie, che in spaccata colpiva a porta vuota dopo l'uscita a vuoto di Meret ma non indirizzava verso i pali.
Ma i padroni di casa non avevano fatto i conti con Lukaku, che su una mischia trovava un sinistro al volo che bucava tutti, Montipò compreso, e dava a Conte una vittoria fondamentale nella lotta Champions.

