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Manchester United al verde: i Red Devils vendono il prato dell'Old Trafford

L'Old Trafford
L'Old TraffordREUTERS/Scott Heppell

Il club inglese ha deciso di cedere per 125 sterline mini zolle del campo. Oltre ai debiti per oltre 1 miliardo, anche in classifica i Red Devils fanno fatica.

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Un pezzo di prato per 125 sterline: è il prezzo della memoria al Manchester United, che mette in vendita zolle da 7 centimetri dell'Old Trafford appena rifatto, conservate in cubetti di vetro.

La prima tranche è già esaurita. Un souvenir del passato mentre il club fa i conti con un presente molto meno glorioso. L'operazione commerciale arriva infatti nello stesso giorno in cui lo United ha certificato il suo settimo bilancio consecutivo in perdita.

Nell'esercizio chiuso al 30 giugno 2026 i ricavi hanno raggiunto il record di 677,6 milioni di sterline, circa 780 milioni di euro, con un utile operativo di 22,6 milioni.

Ma il risultato finale resta negativo: una perdita di quasi 50 milioni di euro. Dal 2019 le perdite cumulate hanno sfiorato i 500 milioni di euro. E soprattutto resta il debito.

C'è da costruire il nuovo stadio

Considerando l'indebitamento e le altre passività, il conto complessivo del Manchester United supera il miliardo di sterline, circa 1,2 miliardi di euro. Una zavorra che convive con un altro progetto da miliardi: il nuovo stadio da circa 100 mila posti, per il quale il club ha già speso 63.5 milioni di sterline, oltre 70 milioni di euro, per l'acquisto dei terreni.

Il costo complessivo dell'opera è stimato oltre i due miliardi di sterline. La crisi finanziaria sembra così specchiarsi in quella sportiva. Lo United arriva da un'estate che aveva restituito qualche speranza: terzo posto in Premier League nella scorsa stagione e ritorno in Champions League, sotto la guida di Michael Carrick.

Tanti investimenti, ma poca competitività

Ma l'avvio della nuova stagione ha immediatamente rinnovato le domande. Dopo cinque giornate i Red Devils hanno appena cinque punti, una vittoria, due pareggi e due sconfitte: il 12esimo posto e uno dei peggiori inizi della loro storia in Premier League.

La classifica
La classificaDiretta

Il problema, però, viene da molto più lontano. Dal 2013, quando Sir Alex Ferguson ha lasciato la panchina dopo aver conquistato il 20esimo titolo inglese, il Manchester United non ha più vinto la Premier League. Tredici anni di digiuno per il club che con Ferguson aveva conquistato 13 campionati in 21 stagioni.

Da allora la panchina è diventata una porta girevole: 11 allenatori diversi, per 12 gestioni contando gli interim e il ritorno di Carrick. Moyes, Van Gaal, Mourinho, Solskjaer, Rangnick, Ten Hag, Amorim e gli altri tecnici chiamati a traghettare la squadra non sono riusciti a ricreare un ciclo vincente.

E il denaro non è certo mancato. Dal post-Ferguson lo United ha investito oltre 2 miliardi di euro sul mercato dei giocatori, una cifra che lo colloca ai vertici assoluti della spesa europea. Sono arrivati campioni e investimenti milionari, ma senza riportare a Old Trafford il titolo più importante. 

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