VIDEO | Nel Texas dove il Mondiale non esiste: Independence Day tra cowboy, rodeo e scazzottate

Nel Texas dove il Mondiale non esiste: Independence Day tra cowboy, rodeo e scazzottate
Nel Texas dove il Mondiale non esiste: Independence Day tra cowboy, rodeo e scazzottateFabio Russomando

Mentre Francia e Marocco conquistavano i quarti di finale del Mondiale, a poche ore di macchina da Houston, il 4 luglio si celebrava tra rodei, cowboy, barbecue e persino qualche accenno di scazzottata. Viaggio a Teague, nel cuore del Texas, dove la Coppa del Mondo sembra non essere mai arrivata.

Francia e Marocco si sono assicurati un posto tra le migliori otto del Mondiale. I transalpini hanno superato il turno con un sofferto 1-0, mentre Hakimi e compagni hanno dovuto faticare molto più del previsto per avere la meglio sul Canada.

Tutto questo nel giorno più importante per gli Stati Uniti: il 4 luglio, l'Independence Day. Un'edizione ancora più speciale, perché quest'anno ricorre il 250° anniversario della Dichiarazione d'Indipendenza.

Due vittorie arrivate in una data simbolica. Eppure, c'è un'America dove di tutto questo si sa poco o nulla. È quella di Teague, cittadina di appena 3.600 abitanti a metà strada tra Dallas e Houston, proprio la città dove poche ore prima il Marocco aveva conquistato il pass per i quarti di finale.

Il Rodeo di Teague
Il Rodeo di TeagueFabio Russomando

Il Mondiale americano vive anche di queste sacche di anonimato. Fuori dalle grandi metropoli, dove già il calcio fatica a imporsi, basta allontanarsi qualche decina di chilometri per ritrovarsi in un'altra dimensione.

L'idea è semplice: lasciare Houston dopo la vittoria del Marocco e fare una deviazione durante il viaggio verso Dallas per capire come si vive il 4 luglio nel cuore del Texas. Un giorno da vero texano. Per raggiungere Teague bisogna uscire dall'Interstate 45, l'autostrada che collega Houston a Dallas, e percorrere circa otto chilometri immersi tra praterie, bestiame e vecchi edifici abbandonati.

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Una volta arrivati si ha davvero la sensazione di essere entrati in una realtà parallela. Nessun cartellone dedicato al Mondiale, nessuna bandiera della FIFA, nessun gadget nei pochi locali aperti. È come se il torneo più importante del pianeta, in corso a poche centinaia di chilometri di distanza, semplicemente non esistesse.

Foto storica della città di Teague
Foto storica della città di TeagueFacebook @cityofteague

La città sembra conservare ancora oggi l'impianto urbanistico con cui venne fondata nel 1906: una lunga strada principale e le attività commerciali disposte ai lati, nel più classico stile western. Nata come snodo ferroviario per il commercio del cotone, oggi vive grazie all'estrazione di gas naturale, all'agricoltura e agli allevamenti, con decine di ranch disseminati nei dintorni.

Il rodeo di Teague
Fabio Russomando

La cultura cowboy, qui, non è folklore: è identità. Ogni 4 luglio si celebra un rodeo che, secondo gli organizzatori, va avanti da quasi un secolo. L'occasione è perfetta per immergersi nella vita della comunità. Il biglietto costa appena dieci dollari, rigorosamente in contanti. Per gli standard americani, quasi un affare.

Prendiamo posto sulle tribune. Prima ancora dell'inno nazionale, tutto si ferma per una preghiera. L'impressione è che si conoscano tutti e che io sia l'unico volto nuovo. Grandi e piccoli indossano il classico cappello da cowboy. Molti sfoggiano anche gli immancabili stivali e, tra i più giovani, non è raro vedere perfino gli speroni ai piedi.

Gli spalti del Rodeo
Gli spalti del RodeoFabio Russomando

Mi guardo attorno e il Mondiale sembra appartenere a un altro pianeta. Le facce sono quelle dell'America più profonda e autentica. Tra un hot dog e un panino con il pulled pork, lo spettacolo può cominciare. Entrano in scena i cowboy che cercano di restare in sella ai cavalli imbizzarriti, poi le gare di team roping, con il lazo lanciato al galoppo per catturare i vitelli. C'è spazio perfino per i bambini, che provano a resistere qualche secondo in groppa alle pecore tra le risate del pubblico.

Il rodeo di Teague
Fabio Russomando

La gente si diverte. E dal punto di vista sportivo è tutt'altro che semplice: servono tecnica, equilibrio, forza fisica e nervi saldi. Per un attimo l’attenzione si sposta verso l’uscita, parte pure un accenno di rissa. Nessuna discussione sul fuorigioco della Croazia o sul rigore del Belgio contro il Senegal al 125’ valso la vittoria per 3-2. Qui nulla di tutto questo. Tra i cowboy di Teague le questioni sono altre, qualcuno forse ha bevuto un po’ troppo, ma arrivano in massa i “senatori” a placare gli animi e la situazione si tranquillizza subito.

La serata scivola via tra le ultime prove del rodeo e si chiude con gli immancabili fuochi d'artificio che illuminano il cielo del Texas. Nessuno parla di Mbappé, Hakimi o dei quarti di finale. Per una notte, almeno qui, il Mondiale resta fuori dai confini di Teague.

E forse è proprio questa la fotografia più autentica dell'America: un Paese talmente grande da riuscire a ospitare la Coppa del Mondo e contemporaneamente, in alcuni suoi angoli, qualcuno non si è nemmeno accorto che si stia giocando.

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