L’esordio in un Mondiale: "Finalmente è arrivato il momento. Credo che da quando è finito l’Europeo tutti pensavamo a questo giorno e siamo tutti molto emozionati. Arriviamo come campioni d’Europa e andremo a giocarcela fino in fondo".
Il momento dell’infortunio: "Sì, mi ricordo bene la sequenza in cui mi sono fatto male. Dentro di me pregavo che non fosse nulla di grave, magari solo un crampo o qualcosa di simile, perché sentivo il Mondiale molto vicino e sapevo che era una lesione che non avevo mai avuto, ma che comunque non sarebbe stata breve. Avevo paura che fosse seria e soprattutto che, anche se non fosse stata grave, sarei potuto ricadere e perdere il Mondiale".
Condizione fisica: "È vero anche che il fatto di andare a giocare un Mondiale aiuta, quindi la testa è come se non avessi giocato nemmeno una partita in tutta la stagione e ho tantissima voglia di esordire".
Un processo di maturazione estrema: "Nella mia testa è come se giocassi a calcio da dieci anni, ma in realtà sono solo tre anni e quattro anni fa giocavo al campetto. Quindi un bambino che giocava con te tre anni fa ora va a giocare un Mondiale. Deve essere una cosa pazzesca, davvero pazzesca".
Immaginarsi mentre alza la Coppa del Mondo: "Mille volte, nella mia stanza o quando vincevamo una partita al campetto del mio quartiere, perché credo che il Mondiale sia la cosa più grande che esista nel calcio".
Sopportare la pressione: "Per me è meglio così, magari può essere più o meno, ma per me è meglio. Alla fine, quando le tue aspettative sono più alte, alzi anche il tuo livello. Se fossero quelle di un altro giocatore, forse non sarei al livello a cui gioco. Quindi mi piace che sia così, lo vivo come una sfida e la verità è che mi diverto".

Vorresti essere anonimo per un giorno?: Tantissimo, pagherei davvero tanto per poter andare a bere qualcosa in tranquillità o passeggiare per Barcellona o in qualsiasi altro posto. Credo che sia l’unica cosa negativa della nostra vita".
I tifosi: "Sono quelli con cui empatizzo di più, alla fine quando vedo un bambino piccolo so che nella sua testa sta vedendo il suo idolo e non capisce... Non è che oggi ho una brutta giornata, credo che in quel momento devi fermarti e fare una foto perché quando ero piccolo il mio idolo era Neymar e sarei impazzito per una foto con Neymar da bambino, avrei fatto di tutto. Se mi dicevi di andare in treno in Russia, sarei andato in treno in Russia per una foto con lui. Quindi sì, empatizzo molto con loro perché so che pensano solo di essere davanti al loro idolo, vogliono essere come lui e vogliono una foto con lui".

Suo fratellino: "Credo che sappia che giocherò con la Spagna, ma non sa esattamente cosa sia un Mondiale. Gli piace Neymar, gli piace Pedri, gli piace Raphinha e piaccio anch’io. E poi, gli piace anche Cristiano".
Avversari e giocatori spagnoli: "Alla fine giochiamo contro nazionali molto forti. Se affrontiamo la Francia, io posso essere molto importante ma se la squadra non sta bene, non possiamo fare nulla. Quindi vado con questa speranza perché so che abbiamo una grande nazionale, tra le migliori che abbiamo mai avuto e abbiamo giocatori molto importanti. A partire da Rodri, che è Pallone d’Oro. Oyarzabal, che per me è top, tra gli attaccanti del Mondiale mi sembra fortissimo. E poi è in fiducia. Abbiamo Pedri, che adoro vedere giocare. Ruolo per ruolo, partiamo da Cucurella che già all’Europeo sembrava un altro giocatore. Abbiamo una nazionale di grandi giocatori e in porta abbiamo i tre migliori".
