L’Italia chiama, e i suoi protagonisti, diretti o indiretti, rispondono. A Bergamo, mentre gli Azzurri archiviavano la pratica Irlanda del Nord conquistando l’accesso alla finale playoff (qui il report completo), il resto d’Europa offriva un racconto parallelo fatto di volti familiari alla Serie A, protagonisti capaci di lasciare il segno oppure di attraversare la serata in chiaroscuro.
Edin protagonista, Edon ancora in panchina
Tra chi continua la corsa c’è soprattutto la Bosnia, quella che sarà la nostra ultima avversaria nel percorso che conduce al Mondiale. I balcanici hanno superato il Galles soltanto dopo una battaglia risolta ai rigori, al termine di una gara durissima nella quale i riferimenti del calcio italiano non sono mancati. Sead Kolašinac ha confermato il proprio marchio di fabbrica: intensità, fisicità e leadership nei 62 minuti in cui è rimasto in campo, imponendo peso e presenza in ogni duello. Al suo fianco ha retto bene anche il neroverde Muharemović, chiamato a reggere l’urto offensivo gallese per tutta la partita con una prestazione di sostanza e attenzione.

Ma il simbolo della notte bosniaca porta inevitabilmente un nome che in Italia evoca ancora ricordi: Edin Džeko. È stato proprio lui a firmare la rete decisiva che ha portato il match ai supplementari (e poi ai rigori), spegnendo il cammino dei Dragoni.
Da Edin a... Edon. Passiamo infatti dal veterano bosniaco a chi, invece, la serata l’ha vissuta da spettatore. Edon Zhegrova non ha preso parte al successo del Kosovo contro la Slovacchia di Stanislav Lobotka: novanta minuti interamente trascorsi in panchina, osservando i compagni travolgere gli avversari in un pirotecnico 4-3. Una condizione che ricorda da vicino quanto spesso gli accade anche in bianconero: tanta attesa, poco spazio.
Eppure, dentro quel successo kosovaro, la firma del campionato italiano è arrivata comunque grazie a Mërgim Vojvoda, esterno del Como, autore di due assist decisivi che hanno indirizzato il match.
I gol di Isaksen e Zieliński
Se il Kosovo ha trovato risorse diffuse, la palma del protagonista assoluto della serata spetta probabilmente a Gustav Isaksen. Nel netto 4-0 della Danimarca sulla Macedonia del Nord di Eljif Elmas, l’esterno biancoceleste ha firmato una doppietta di qualità e personalità, illuminando la manovra danese accanto a Rasmus Højlund. Due reti, il secondo e il terzo sigillo della serata, nate da una prestazione completa: corsa, lucidità, freddezza sotto porta (la stessa che sta dimostrando ultimamente con la maglia della Lazio).
Dalla Scandinavia alla Polonia, dove continua invece il momento positivo di Piotr Zieliński. Il centrocampista ha deciso la sfida contro l’Albania di Djimsiti, Ramadani e Hysaj con una conclusione potente dalla distanza al 73’, regalando ai suoi un successo prezioso e aggiungendo un altro segnale incoraggiante a una stagione già convincente.
Gli stop di Hien e Çalha
Anche la Turchia sorride, pur senza il gol di Kenan Yıldız. Il talento offensivo è andato a un passo dalla rete, fermato soltanto dalla traversa, ma ha comunque partecipato al successo contro la Romania. Diverso il clima attorno a Çalhanoğlu: l’uscita al 90’, con mano al polpaccio, aveva immediatamente acceso l’attenzione in casa nerazzurra, ma le indicazioni arrivate nelle ore successive hanno rapidamente ridimensionato l’allarme. Solo crampi, nessuna lesione: un sollievo pieno per l’Inter.
Chi invece resta davvero in apprensione è l’Atalanta. Perché dalla sfida tra Svezia e Ucraina è arrivata una notizia meno rassicurante: Isak Hien ha lasciato il campo già al 37’, fermandosi dopo un problema muscolare alla coscia sinistra. Il difensore si è accasciato improvvisamente, con la fasciatura applicata subito in modo vistoso prima della sostituzione, dettaglio che non lascia indifferenti in vista degli accertamenti.
Il prossimo capitolo, intanto, è già segnato: martedì stabilirà quali tra questi volti dal sapore italiano continueranno la corsa verso il Mondiale e chi dovrà invece abbandonare il cammino sul più bello.
