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Mondiali, sfida all'Inghilterra: per l'Argentina è molto più di una semifinale...

Molto più di una semifinale...
Molto più di una semifinale...LUIS ROBAYO / AFP

Ci sono le Malvinas "rubate", la guerra del 1982, la "mano de Dios" di Maradona nel 1986, la rivalità storica, ma anche un rispetto reciproco per una "cultura calcistica" condivisa: per gli argentini che fremono, la semifinale contro l'Inghilterra è molto più di una partita.

"Per le Malvinas, per Diego, per l'ultima di Leo, Argentina, voglio vederti due volte campione del mondo..." Come nel 2022 in Qatar con il tormentone "Muchachos", l'inno non ufficiale dei tifosi argentini al Mondiale 2026, "La cuarta estrella" (la quarta stella), contiene un riferimento alle Malvinas, rivendicate dall'Argentina fin dall'occupazione inglese nel 1833 del piccolo arcipelago dell'Atlantico del Sud.

"Sul piano emotivo, in un certo senso Maradona ci ha vendicati nel 1986" per la guerra, con il suo gol di mano in semifinale contro l'Inghilterra, dichiara all'AFP Ernesto Alonso, ex combattente del breve conflitto che causò 649 morti argentini (258 britannici). "Ma alla fine, è una partita di calcio. Certo che ci tiene tutti col fiato sospeso, vogliamo vincere, ma non si può trasferire alla nazionale la responsabilità della questione Malvinas, no?".

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"Malvinas Argentinas", ovunque

Resta il fatto che le Malvinas sono ovunque, nei cuori e nella vita quotidiana degli argentini, a un livello difficile da immaginare altrove: nella Costituzione, nei libri di testo, sui murales, sulle magliette, nei tatuaggi, sulle fiancate degli autobus. Una moltitudine di comuni, quartieri, stadi, porta il nome: "Malvinas Argentinas".

Si dice spesso che le Malvinas e l'Albiceleste siano gli unici due temi che uniscono gli argentini, in una società fortemente polarizzata, come dimostra la sua politica, spesso elettrica. Ma il 2026 non è il 1986. Allora la guerra era ancora fresca, c'era molta pressione, gli ex combattenti delle Malvinas inviavano telegrammi ai giocatori argentini in Messico, alcuni deputati chiedevano che la nazionale si rifiutasse di giocare la partita...

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"Quella partita era contaminata". La semifinale del 2026 "pesa meno simbolicamente, ma di più dal punto di vista sportivo", riassume per l'AFP Andres Burgo, giornalista e scrittore autore del libro "El partido" sulla partita simbolo del 1986, portata sullo schermo due mesi fa.

A Buenos Aires, in clima Mondiale, le sale che lo proiettano sono piene: "Il film ti commuove, soprattutto perché in questi giorni siamo attraversati dal calcio, dalle Malvinas, come sempre da Diego, che ci manca in questi momenti", racconta all'uscita di una proiezione Tomas Barbeito, assicuratore di 33 anni.

"Ti lasci prendere da tutto, è come se volessi vendicarti di qualcosa di cui non dovremmo vendicarci, ma ti lasci prendere. Da ciò che è successo nella storia, non solo le Malvinas, due volte loro (gli inglesi) hanno cercato di invaderci (nel 1806-1807, ndr). E c'è questa rivalità che si è costruita nel calcio, che resta latente".

Eccome. "El que no salta es un ingles!" (Chi non salta è un inglese!) risuona regolarmente sugli spalti della Liga argentina. E dopo la vittoria contro la Svizzera (3-1), anche i giocatori dell'Albiceleste hanno intonato il coro saltando davanti al settore dei loro tifosi.

In realtà, la stessa intensità

Ma non sbagliamoci. Questo fervore, questa passione degli "hinchas" argentini al Mondiale, i cori instancabili, la loro feroce abilità nel prendere in giro e provocare l'avversario, ricordano da vicino le "terraces" dei tifosi inglesi. Anche negli eccessi, persino nella violenza.

"C'è rispetto per la cultura calcistica inglese, sono tribune simili, tifosi che viaggiano, i tifosi europei non viaggiano, ma gli inglesi sì, si spostano, riempiono un Mondiale", analizza Andres Burgo.

"Alcuni paesi non hanno la passione per il calcio, come gli Stati Uniti, altri hanno la passione ma non la cultura, l'Inghilterra ha entrambe. E i tifosi argentini lo riconoscono e lo rispettano, al di là della rivalità e della rivendicazione sulle Malvinas", aggiunge.

A testimonianza di un legame antico, molti club in Argentina attestano l'eredità degli immigrati inglesi che diffusero il calcio: River Plate, Racing, Newell's Old Boys...

"Lo vivono come noi, con tanta passione, con tanto trasporto", conferma Barbeito all'uscita "di El Partido". "Al di là di tutto quello che è successo, e anche se può sembrare contraddittorio, io in realtà, gli inglesi, li trovo simpatici".

"Siamo i due paesi più +calcio+ del pianeta, questo dà una intensità meravigliosa" a questa partita, si entusiasma Ezequiel Murmis, un altro spettatore emozionato "di El Partido". Che ammette di non stare più nella pelle: "Sono impazzito, non dormo più".

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Mondiali FIFA 2026

I Mondiali del 2026 si disputeranno dall'11 giugno al 19 luglio negli Stati Uniti, in Canada e in Messico. Il torneo vedrà la partecipazione di 48 nazionali e sarà ospitato in 16 stadi moderni distribuiti nei tre Paesi organizzatori.

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