Mondiali, Mbappé: "Dispiace tantissimo per l'Italia", poi la critica sul paragone Messi-Ronaldo

Kylian Mbappé
Kylian MbappéFRANCK FIFE / AFP

Alla vigilia del suo terzo Mondiale con la Francia, Mbappé si sofferma anche sull’assenza dell’Italia dalla competizione, definendola una perdita importante per il calcio internazionale. L’attaccante del Real interviene poi sul dibattito tra Messi e Ronaldo, criticando le semplificazioni che contrappongono talento e lavoro.

Kylian Mbappé si presenta al suo terzo Mondiale con la Francia da protagonista assoluto e con una responsabilità in più: quella di capitano. Dopo il trionfo del 2018 e la delusione ai rigori del 2022, l’attaccante del Real Madrid guida una nazionale ancora tra le grandi favorite della competizione.

Alla vigilia del torneo, il fuoriclasse francese ha raccontato ambizioni e consapevolezze in un doppio confronto con Sportweek e Sorare, sottolineando il valore dei Bleus e la necessità di evitare facili illusioni.

"Per me è un orgoglio poter indossare la maglia della Francia ed essere il capitano della squadra. Partiamo con grandi speranze sapendo che la gente si aspetta tanto da noi, però non dobbiamo commettere l’errore di vincere il Mondiale prima di scendere in campo perché sappiamo che tutti vogliono tornare a casa con la Coppa".

"Dispiace tantissimo per l'Italia"

Mbappé ha poi allargato lo sguardo al nuovo formato del Mondiale a 48 squadre, definendolo un’opportunità importante per molte nazionali, e non ha nascosto un pensiero per l’Italia, esclusa dalla competizione ma da lui considerata una realtà centrale del calcio internazionale.

"Mondiale a 48 squadre? È un’opportunità per tanti Paesi che non potrebbero qualificarsi se fosse ancora a 32. È una possibilità incredibile per tante nazionali. Mi dispiace tantissimo per l'Italia a cui sono molto affezionato. Ho giocato con grandi giocatori italiani, Verratti, Donnarumma, Buffon, ho tanti amici e quando posso vengo in vacanza nel vostro Paese: da voi sto benissimo. È un vero peccato perché l’Italia è un grande Paese di calcio".

Sul piano personale, l’attaccante ha ribadito di non essere ossessionato dai record individuali, preferendo concentrarsi sul contributo alla squadra e sull’obiettivo collettivo, che resta la conquista del titolo mondiale.

"Io non penso ai numeri ma a ciò che posso dare a questa squadra, come posso aiutare il gruppo e contribuire a tornare a casa con un titolo. Record di gol? Io non ci penso perché per me questa è una cosa surreale. Lo so che la gente ne parla, ma io non ci faccio caso. Per me il Mondiale è il torneo delle stelle, e pensare che a 27 anni possa ambire a essere il massimo goleador nella storia della competizione è surreale, ripeto. E anche qualcosa che vedo molto lontano. Penso solo a come posso aiutare la mia squadra".

Infine, spazio anche al confronto eterno tra Lionel Messi e Cristiano Ronaldo: "Messi talento puro e Ronaldo solo duro lavoro? Dimmi che Cristiano non ha talento o che Messi non è un lavoratore instancabile. Solo chi non ha mai giocato può dire una cosa del genere. È molto semplice".

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