La Spagna, una delle favorite, è scesa in campo ad Atlanta contro Capo Verde per dare subito conferma delle sue intenzioni di vittoria. Senza Lamine Yamal dal primo minuto, De la Fuente ha cercato di stanare gli africani schierando Oyarzabal falso nueve e ai suoi lati Ferran Torres e Gavi. Questa disposizione ha limitato il gioco sulle fasce, aumentando così la fluidità dei passaggi in zona centrale.
Del resto, con gente come Rodri, Pedri e Fabian Ruiz, era logico che gli iberici decidessero di puntare su un intenso palleggio nella zona nevralgica. Così come era logico che i loro avversari si sarebbero schierati tutti dietro la linea della palla per chiudere ogni tipo di linea. E fino al cooling break, in effetti, di spazi per la Roja ce n'erano davvero pochi.
Muro Vozinha
A ergersi come ultimo baluardo contro una delle selezioni più virtuose del mondo, c'era però l'espertissimo Vozinha. Il 40enne del Chaves sapeva fin dal calcio d'inizio che sarebbe stato molto sollecitato. E i suoi riflessi sono stati fondamentali affinché la sua nazionale potesse finire il primo tempo sullo 0-0. Quattro parate nei venti minuti successivi alla pausa idratazione hanno infatti salvato la squadra africana. E di queste almeno due erano state dall'elevato coefficiente di difficoltà.
La prima era quella sul colpo di testa di Oyarzabal in seguito alla traversa colpita sotto misura da Ferran Torres. A sbloccare tutto un taglio di Rodri per Cucurella, il più incisivo dei laterali spagnoli, la cui sponda però non era stata sfruttata dall'attaccante del Barcellona. Il portiere capoverdiano, però, si superava soprattutto sul colpo di testa di Laporte poco prima dell'intervallo, tuffandosi velocemente alla sua destra per spostare il pallone diretto in porta con la mano destra.

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Stallo
Il peccato originale della Roja, anche nella ripresa, era il solito. Ossia quello di non riuscire a riempire l'area di rigore. Ed era evidentissimo nel momento in cui Oyarzabal la riempiva con le giuste volontà ma senza la corretta esecuzione, un colpo di testa quasi a vuoto. Dopo la miglior occasione, i tentativi della Spagna erano prevalentemente da fuori, con Fabian che ci provava in due occasioni ma senza centrare il bersaglio.
Nel frattempo, i capoverdiani cercavano alcune incursioni sporadiche con un Ryan Mendes piuttosto vivace sulla destra, anche per via dell'altissima posizione di Cucurella, che fungeva quasi da ala. Il giro palla iberico non era veloce come si sperava, e la prima linea di cinque e la seconda di quattro proposte dagli africani risultavano efficaci fino alla seconda pausa per idratarsi.

Nulla di fatto
Al rientro al 72esimo, arrivava l'ora di Lamine Yamal, che prendeva il posto di Gavi, e con lui entrava Mikel Merino per Gavi. E subito il basco aveva l'occasione da centravanti dopo un cross basso di Llorente ispirato dalla prima giocata rivoluzionaria del fantasista blaugrana, il cui ingresso aveva suscitato l'esultanza dei tifosi iberici presenti sugli spalti.
Il fisiologico assedio prendeva forma negli ultimi minuti, con il numero 19 a farsi vedere spesso su una fascia destra dove però non approfittava di alcuna sovrapposizione, mentre il più pericoloso era sempre Cucurella, il cui inserimento a fari spenti però non culminava in un'azione ficcante. De la Fuente inseriva Olmo e Nico Williams per sbloccare finalmente il risultato: ed era proprio Olmo a sfruttare un sublime lancio d'esterno di Lamine per appoggiare a favore di Oyarzabal, il cui destro di prima però veniva deviato in modo provvidenziale da Lopes.

Una delle migliori occasioni, però, arrivava allo scadere per Capo Verde: da un corner Joao Paulo svettava su tutti ma di testa colpiva su Unai Simon, che quasi ringraziava. Negli ultimi minuti Oyarzabal aveva un'altra occasione di testa anticipando tutti sul primo palo ma mancava il bersaglio. Così come la Spagna, campione d'Europa, mancava l'esordio.
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