L’idea della macchina di passaggi spagnola, metronomica e capace di subire un solo gol in tutto il torneo, contro la squadra francese iconica che schierava in attacco il detentore del Pallone d’Oro in carica Ousmane Dembélé, il capocannoniere attuale del Mondiale Kylian Mbappé e il talentuosissimo Michael Olise.
Solo tre gol subiti in totale dalle due squadre ai Mondiali
L’ultima volta che le due squadre si erano affrontate, in semifinale di Nations League un anno fa, era finita con nove gol. E con la Roja che aveva battuto anche i Bleus nella semifinale degli Europei 2024, questa partita rappresentava per la squadra di Luis de la Fuente l’occasione per completare uno storico tris.

Didier Deschamps, che aveva già stabilito il nuovo record di partite allenate ai Mondiali guidando la squadra in questa semifinale, aveva anche la possibilità di diventare il tecnico con più vittorie nella storia del torneo, in caso di accesso alla finale.
Per dare il giusto peso alla sfida, la Francia aveva vinto tutte le sei partite precedenti, segnando 16 gol e subendone solo due, mentre la Spagna aveva ottenuto cinque vittorie e un pareggio, segnando 11 reti e subendo un solo gol, nella vittoria ai quarti contro il Belgio.

La Spagna si è presentata senza cambi rispetto alle ultime uscite, mentre Deschamps ha deciso di inserire Aurelien Tchouameni e Bradley Barcola al posto di Manu Kone e Desire Doué.
Subito chiaro il copione della partita
Il copione della gara si è delineato già nei primi minuti, con la Roja che ha preso subito il controllo del gioco, imponendo il ritmo con una serie di passaggi precisi e incisivi.
Pur senza essere completamente in balia degli avversari, i Bleus sono apparsi spesso secondi sui palloni, e così quando Adrien Rabiot ha ricevuto il primo cartellino giallo della partita per un intervento in ritardo, non c’è stato da stupirsi.

Rodri è stato una presenza imponente davanti alla difesa, e la sua distribuzione (86,6% nei 90 minuti) così come i 16 duelli uno contro uno tentati, di cui 11 vinti — entrambi i migliori dati in campo — sono stati una delle ragioni principali per cui giocatori come Mbappé, Olise e Barcola hanno faticato a liberarsi dalla marcatura.
Dall’altra parte, Lamine Yamal è stato neutralizzato grazie a una prestazione difensiva disciplinata dei francesi, ma la situazione è cambiata al 20° minuto, quando Lucas Digne ha permesso a Lamine di inserirsi alle sue spalle.
Oyarzabal sblocca il risultato
Prima che potesse rendersi conto del pericolo, il suo intervento ha steso lo spagnolo in area e ha regalato a Mikel Oyarzabal la possibilità di segnare il suo quinto gol nel torneo.
Nonostante i tentativi di distrazione dei francesi, l’esito non è mai stato in discussione: Oyarzabal ha trasformato il rigore con freddezza, battendo Mike Maignan.
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Sarà l’unico tiro in porta e l’unico tocco in area avversaria dell’attaccante in tutta la partita; tuttavia, i sette duelli tentati — tre vinti — dimostrano quanto abbia lavorato per la squadra.
La Francia è apparsa spaesata per lunghi tratti, lontana parente della squadra che aveva dominato il torneo fino a quel momento.
Il dolore di Saliba
Alla mezz’ora, William Saliba, unico giocatore in campo con il 100% di passaggi riusciti, si è fermato per un infortunio che è apparso subito serio.
Il suo sostituto, Maxence Lacroix, non è mai riuscito a fermare gli spagnoli nei 60 e più minuti in cui è rimasto in campo, senza riuscire nemmeno a tentare un contrasto, figuriamoci vincerne uno.
Lo stesso si può dire dell’attacco francese, con il solo Olise capace di vincere uno dei tre contrasti tentati. Barcola, Dembélé e Mbappé hanno chiuso la partita senza nemmeno provare un contrasto, e nessuno di loro è riuscito a centrare la porta prima dell’intervallo.
Era lecito aspettarsi che i Bleus non sarebbero stati così sterili nella ripresa, ma la situazione non è cambiata.
Laporte e Cubarsi straordinari
Con Aymeric Laporte e Pau Cubarsi impeccabili in difesa per la Spagna, entrambi con il 100% di passaggi riusciti nell’ultimo terzo di campo, Pedro Porro e Marc Cucurella hanno potuto spingere sulle fasce, limitando così i progressi della Francia.
Quando il giocatore del Tottenham si è inserito ancora una volta poco prima dell’ora di gioco, la sua corsa non è stata seguita e un assist perfetto di Dani Olmo lo ha mandato in porta per firmare il raddoppio spagnolo.

Vista la scarsa incisività offensiva della Francia, era facile intuire che la partita potesse già essere chiusa a quel punto.
Alcuni tentativi tardivi e fuori misura dei Bleus sono stati inutili, anche se va sottolineato che a fine partita avevano eguagliato il totale di tiri della Spagna (11), e addirittura ne avevano avuti di più nello specchio (tre contro due).
Troppo poco, troppo tardi
Tutti i tiri nello specchio dei francesi sono arrivati solo dall’81° minuto in poi, e queste statistiche non raccontano affatto l’andamento reale della partita.
Una gara in cui la Francia è stata completamente dominata in ogni zona del campo, senza mai riuscire a controllare il gioco — una situazione che sicuramente peserà a Deschamps e al suo staff.

Lamine avrebbe potuto rendere il passivo ancora più pesante se il suo gol nel finale non fosse stato annullato per fuorigioco, mentre il cartellino giallo a Mbappé per un intervento inutile su Unai Simon ha evidenziato tutta la frustrazione sua e della squadra francese.
Sesta partita a rete inviolata su sette per una Spagna che ha vinto le ultime sei gare ai Mondiali — la sua striscia di successi più lunga insieme a quella della squadra campione nel 2010 — e chiunque affronterà nella finale di domenica dovrà davvero superarsi per alzare il trofeo.
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