Inghilterra-Argentina, Shilton: "Nell'86 i due gol di Maradona irregolari, ma era più forte di Messi"

La famosa "Mano de Dios"
La famosa "Mano de Dios"Daniel Motz, PA Images / Alamy / Profimedia

A quarant'anni dalla sfida che segnò la storia dei Mondiali, l'ex portiere dell'Inghilterra torna all'attacco del Pibe de Oro: accusa l'arbitro, sostiene che entrambe le reti fossero irregolari e non gli perdona la mancata ammissione dell'errore. Ma sul confronto con Messi il suo verdetto è netto: "Maradona era più forte".

Quarant'anni possono non bastare per cancellare una delle partite più discusse della storia del calcio. L'avvicinarsi della semifinale Mondiale tra Inghilterra e Argentina riporta inevitabilmente alla mente il quarto di finale del 1986, una sfida entrata nella leggenda soprattutto per la doppietta di Diego Armando Maradona.

Tra i protagonisti di quel pomeriggio di Città del Messico c'era anche Peter Shilton, allora portiere della Nazionale inglese, che ancora oggi non ha cambiato idea su quanto accadde.

Intervistato da la Repubblica, l'ex numero uno britannico è tornato su una rivalità che, a suo giudizio, affonda le radici ben prima della celebre "Mano de Dios": "È speciale, risale al match del '66 con la cacciata dell'impazzito centrocampista Rattin, poi ovviamente l'espulsione di Beckham nel '98 e la Mano di Dio, che avvenne qualche anno dopo le Falkland. Spero che questa volta si parli solo di calcio e non di politica".

"Non fu solo la Mano de Dios"

Il passaggio più duro riguarda naturalmente il match del 1986. Shilton ribadisce che, secondo lui, non fu soltanto il celebre gol realizzato con la mano a condizionare il destino dell'Inghilterra.

"Avremmo potuto vincere quella Coppa del Mondo. Invece ci hanno imbrogliato. E poi non solo il goal di mano era irregolare: dovevano annullare pure l'altro goal storico di Maradona, quello della serpentina, perché c'era fallo su Glen Hoddle. Ci fosse stato il Var... Invece c'era un arbitro davvero incapace".

Nel ricordare quel pomeriggio, Shilton non risparmia infatti l'arbitro tunisino Ali Bin Nasser, ritenendo che la gestione della gara sia stata profondamente insufficiente. "Solo un incapace? Non lo so. Ma questo è un altro mio tormento. Si portò a casa il pallone, dopo l'errore più madornale della sua vita, per poi rivenderselo a due milioni di sterline all’asta. Non solo. Maradona lo raggiunse in Tunisia per farsi la foto insieme. L'arbitro avrebbe dovuto starsene in silenzio, invece si vantava di quell’errore. Tutto molto strano...".

Parole che confermano come, a distanza di quattro decenni, la vicenda continui a rappresentare una ferita ancora aperta per l'ex capitano dell'Inghilterra.

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Maradona e il paragone con Messi

Se il tempo ha attenuato molte rivalità sportive, non è accaduto nel caso di Shilton e Maradona. L'ex portiere riconosce il talento dell'argentino, ma continua a rimproverargli il comportamento tenuto dopo quella partita e, soprattutto, dopo quel gol con la mano. "Non voglio parlare male di Maradona, non è più tra noi, ma poteva venire a parlarmi dopo il match e ammettere tutto. L'avrei perdonato. I campioni devono avere anche un enorme senso di sportività. Lui non ce l'aveva".

Nonostante le critiche rivolte all'ex numero 10 argentino, Shilton non esita quando gli viene chiesto di scegliere tra Diego Armando Maradona e Lionel Messi.

"Di certo, se Messi imbrogliasse in campo, andrebbe perlomeno a chiedere scusa a fine partita. Lui è uno sportivo, a differenza di Maradona. Nonostante quanto accaduto tra me e lui, devo dire che Maradona era più forte. Oltre alla classe divina, aveva una forza incredibile. Prendeva calci, botte tremende all’epoca, ma non lo buttavi giù. Messi è straordinario, ma diverso da questo punto di vista, anche perché sono epoche differenti".

Una valutazione che separa nettamente il giudizio umano da quello tecnico. Per Shilton, infatti, il rapporto personale con Maradona non modifica il verdetto sul campo: il fuoriclasse argentino resta, ai suoi occhi, superiore anche a Messi.

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