Cevoli sulla Bosnia: "Noi di San Marino l'abbiamo spaventata, l'Italia non avrà problemi"

Roberto Cevoli
Roberto CevoliDOMENIC AQUILINA / NURPHOTO / NURPHOTO VIA AFP

Il tecnico nato a Rimini ha sfidato la formazione di Sergej Barbarez nel girone di qualificazione al prossimo Mondiale. E mette in guardia gli azzurri sullo stadio di Zenica: "Le curve sono vicinissime al campo e i tifosi si fanno sentire tantissimo”.

Roberto Cevoli è l’ultimo italiano ad aver affrontato la Bosnia ed Erzegovina a Zenica. Ex difensore classe ’68, nato a Rimini ma naturalizzato sammarinese, guida la nazionale del Titano dal 2023, nell'ambieto delle qualificazioni al prossimo Mondiale. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, il romagnolo ha detto: “Abbiamo giocato la gara d’andata al Bilino Polje lo scorso 7 giugno, c’erano 32 gradi e un caldo asfissiante. Altro che la neve di questi giorni. È uno stadio piccolo, angusto, fatiscente".

L'allenatore italiano ha ricordato com'è andato quel match: “Siamo riusciti a metterli in difficoltà disputando un’ottima partita. A 25’ dalla fine eravamo ancora 0-0. Edin Džeko era seduto in panchina con le sneaker, senza scarpini. Non doveva entrare, poi l’allenatore ha cambiato idea. Ha realizzato la rete decisiva, è finita 1-0 per loro. Ma all’ultimo minuto siamo partiti in contropiede sfiorando il pareggio. Il pubblico ha esultato per il nostro errore, tutti hanno avuto paura. In casa, contro San Marino, pensavano di vincere facilmente. Invece hanno rischiato”.

Bosnia-Italia
Bosnia-ItaliaFlashscore

Sulla Bosnia

Cevoli spiega cosa dovrà fare l’Italia per vincere: “È una squadra lenta nella manovra, un po’ compassata. Giocano a ritmi bassi, per gli azzurri è un fattore positivo. A Zenica ho provato a indirizzare la sfida sull’intensità, pressavamo alti e raddoppiavamo il portatore di palla. In campo però hanno individualità importanti, su tutti l’eterno Dzeko”.

Su come fermarlo ha affermato: “È un attaccante che i difensori azzurri conoscono bene, Gattuso saprà meglio di me come evitare di lasciargli spazio. Ha 40 anni ed è ancora decisivo, lui è il pericolo numero uno. Nella gara di ritorno (persa 6-0) mi ha stupito il giovane Alajbegovic. Contro di noi ha segnato il suo primo gol in nazionale. Corre, dribbla, è bravissimo con entrambi i piedi. Va tenuto d’occhio”.

C’è anche una presenza italiana nella Bosnia: “Da Sead Kolašinac dell’Atalanta a Muharemovic del Sassuolo. Loro però nel gioco sono prevedibili e soffrono anche nei contrasti fisici. In fase di possesso giravamo molto il pallone, costringendoli a correre. Non hanno giocatori estremamente rapidi, e anche le loro azioni offensive sono di facile lettura. Attenzione però a non sottovalutare l’ambiente”.

Stadio e aspettative

Sul clima dello stadio Stadio Bilino Polje, Cevoli ha detto: “Per la capienza ridotta ci saranno meno dei 15 mila tifosi che abbiamo trovato sugli spalti a giugno. Miralem Pjanić aveva da poco lasciato la nazionale e fu premiato prima della gara. Fece il giro del campo per abbracciare la gente, tutti erano lì per lui. Senti il calore del pubblico già dagli spogliatoi, che sono pure difficili da raggiungere”.

Infine, sulle caratteristiche della nazionale italiana guidata da Gennaro Gattuso ha commentato: “La squadra di Gattuso ha qualità nettamente superiori rispetto agli avversari, sotto tutti i punti di vista. Gli azzurri hanno le carte in regola per vincere e tornare al Mondiale dopo 12 anni”.