Bosnia, Alajbegović senza filtri: “Italia buona squadra ma vinceremo, sarà una partita brutale"

Kerim Alajbegović
Kerim AlajbegovićWARREN LITTLE / GETTY IMAGES EUROPE / GETTY IMAGES VIA AFP

La giovane stellina del Bayer Leverkusen è stata decisiva nella semifinale playoff mondiale contro il Galles: assist per Dzeko e rigore finale segnato con freddezza da veterano. Ora, a 18 anni, Kerim Alajbegović guarda già all’Italia con ambizione e promette: "Vinceremo"

I riflettori si sono accesi su di lui a Cardiff. Il suo ingresso ha cambiato volto alla partita: corner per Džeko al minuto 86, poi il quinto e ultimo rigore trasformato con una freddezza impressionante. La Bosnia vola in finale e il Leverkusen corre ai ripari: la “ricompra” del talento classe 2007 dal Salisburgo è ufficiale, con un contratto quinquennale pronto a blindarlo, nonostante le offerte arrivate dall’Italia e non solo. Il futuro è assicurato, ora resta da confermare il presente sul campo.

Curioso notare che quando Kerim nasceva a Colonia, Edin Džeko già iniziava a scrivere la sua storia tra Wolfsburg e nazionale. Una coincidenza che diventa simbolica, visto che il diciottenne ha avuto l’onore di battere fianco a fianco con il capitano bosniaco.

"Sono molto giovane, ho soltanto 18 anni, ma Edin è una leggenda veramente grande per noi. Siamo tutti orgogliosi di quello che fa qui, è anche una persona incredibile", racconta Alajbegović, descrivendo il rispetto e l’ammirazione per il veterano.

Eppure, quando è arrivato il momento di calciare il rigore decisivo, non c’è stata esitazione: "No, sono andato sul dischetto senza avere troppi pensieri per la testa, volevo soltanto metterlo in rete ero convinto di farlo e così è stato".

L'esultanza del gioiellino bosniaco
L'esultanza del gioiellino bosniacoReuters/Peter Cziborra

Una freddezza da veterano che ha già proiettato il giovane bosniaco sotto i riflettori internazionali.

Italia avvisata: "Lo stadio sarà infuocato"

Ora, l’attenzione di Alajbegović e dei suoi compagni è tutta rivolta alla sfida contro l’Italia. Il talento del Leverkusen non ha paura di parlare chiaro: "Sappiamo che è una buona squadra, ma vinceremo. Dobbiamo vincere". La sicurezza nasce anche dal fattore campo: "Giochiamo in casa, lo stadio sarà infuocato, sarà una partita 'brutale'".

Nonostante la capienza ridotta dell’impianto di Zenica, il classe 2007 sa che il sostegno dei tifosi sarà un’arma decisiva: "Sì, ma l’impianto è molto, molto rumoroso. Credo che sia uno dei più rumorosi d’Europa, per quanto riguarda le nazionali. E non ci sarà casino solo dentro l’impianto, ma anche fuori, nelle strade, ci sarà diciamo molta forza per noi".

Le parole del classe 2007
Le parole del classe 2007Opta by Statsperform

Un vantaggio importante per la Bosnia arriva anche dall’esperienza di chi ha già conosciuto la Serie A: "Kolašinac, Edin, Muharemović: i nostri 'italiani' sono molto esperti, conoscono gli avversari, la squadra, questo ci darà sicuramente qualcosa in più".

Ma il vero punto di forza della squadra, spiega Alajbegović, resta il carattere e la mentalità collettiva. "La mentalità, il carattere: siamo un gruppo che non si arrende mai, ciascuno corre per gli altri. Pensate che giovedì sera in Galles metà della nostra squadra aveva i crampi, però abbiamo continuato a correre, senza smettere mai".

La prova di forza è arrivata anche nei momenti chiave della sfida contro il Galles: "Siamo felici di aver passato questo ostacolo. Abbiamo visto che anche in casa del Galles è stata una partita veramente difficile, ma siamo riusciti a rimetterla in parità, negli ultimi venti minuti prima dei tempi supplementari abbiamo fatto una pressione molto forte. Siamo uniti, sempre".

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