Delirio, cori, lacrime di gioia e auto che invadono le strade suonando i clacson: fiaccole accese, fuochi d’artificio, bandiere sventolate e persone che saltano e cantano abbracciandosi fino all’alba. Sono queste le scene immortalate dai media per raccontare l’atmosfera di giubilo che ha travolto la Bosnia-Erzegovina.
Dopo il successo allo stadio Bilino Polje di Zenica, gli "Zmajevi" - i Dragoni, soprannome della nazionale bosniaca - hanno percorso circa 65 chilometri fino a Sarajevo, accolti da centinaia di cittadini lungo la strada, prima di arrivare al cuore della capitale, davanti alla "Fiamma eterna".
Qui si è consumata la festa più grande: l’allenatore Sergej Barbarez e il capitano Edin Dzeko hanno ringraziato i tifosi per il sostegno, mentre i cori risuonavano nell’aria e lo spettacolo pirotecnico illuminava la notte.
“Follia! La Bosnia-Erzegovina ai Mondiali!” ha titolato il quotidiano Klix, mentre Sportsport ha celebrato: “La Bosnia-Erzegovina fa di nuovo la storia”.
"I Dragoni hanno realizzato i sogni della Bosnia-Erzegovina: Andiamo alla Coppa del Mondo!", ha scritto Dnevni Avaz.
"Trionfo storico - festeggiamenti in tutto il mondo" (Oslobodjenje), "Questa è storia!", "Questa è la Bosnia-Erzegovina!" e "L'Italia ha ceduto nel calderone di Bilino Polje" (N1) sono alcuni dei titoli della stampa bosniaca di mercoledì.
La vittoria ha travolto il Paese: molti imprenditori e dirigenti hanno annunciato flessibilità per i dipendenti arrivati in ritardo al lavoro, mentre il presidente del Municipio centrale di Sarajevo ha scritto su Facebook: “Ora vogliamo festeggiare perché la Bosnia-Erzegovina va ai Mondiali!!!”, comunicando che gli uffici oggi apriranno a mezzogiorno.
Martedì sera, allo stadio Bilino Polje di Zenica, Bosnia-Erzegovina e Italia avevano pareggiato 1-1 nella finale dei play-off per i Mondiali 2026: a segnare Moise Kean al 15° minuto per l’Italia e Haris Tabakovic al 79° per i padroni di casa. Ai calci di rigore, la Bosnia-Erzegovina ha trionfato 4-1, conquistando la storica qualificazione.
Tra gli spettatori anche la leggenda serba del tennis Novak Djokovic, presente per sostenere i Dragoni, e il presidente UEFA Aleksander Ceferin, arrivato dalla Slovenia per assistere allo scontro decisivo.
