La partita che ha chiuso la 7ª giornata di campionato aveva tutte le premesse per essere grande e non ha deluso. Francesco Farioli ha recuperato Froholdt e Martim Fernandes per l’undici titolare, mentre Marco Silva è tornato alla formazione abituale dopo la rivoluzione vista a Milano. Al Dragão, il Porto è partito con il coltello tra i denti, il Benfica ha risposto con più pazienza e, alla fine, sono stati i biancoblù ad avere la meglio in un Clássico ad alta tensione.
Gabri Veiga protagonista
L’avvio dei portisti è stato aggressivo, con pressing alto sul portatore di palla e l’intenzione chiara di non lasciare respirare il Benfica in costruzione. Dopo cinque minuti, Gabri Veiga ha subito dato il primo segnale del tono della partita, con un intervento durissimo su Bah che è stato punito solo con il cartellino giallo.
Le aquile cercavano di sfuggire a questa pressione con un possesso più paziente e, al 13', hanno costruito una delle migliori azioni della prima fase: la palla è passata da sinistra a destra, Bah ha crossato e Prestianni è spuntato alle spalle di Alberto Costa, ma ha colpito di testa sopra la traversa.
Il Benfica si è reso nuovamente pericoloso al 19', questa volta approfittando di un errore di comunicazione difensiva. Diogo Costa è uscito male, Bah ha raccolto la respinta e ha calciato, ma Pablo Rosario si è trovato al posto giusto per evitare il gol. La partita stava diventando una serie di duelli all’interno del duello stesso, con particolare rilievo per Dahl e William Gomes, due protagonisti di una battaglia intensa sulla fascia.
Il Porto ha trovato la via del gol al 32', in un’azione di grande qualità. Bednarek ha rotto la prima linea con un ottimo passaggio in profondità, Pepê ha ricevuto e ha servito un pallone delizioso a Gabri Veiga, che ha finalizzato di prima. Samu Soares ha esitato nell’uscita e lo spagnolo non ha perdonato, facendo esplodere il Dragão.
Lenglet cade nella trappola
Tre minuti dopo, il Clássico ha cambiato volto. Lenglet ha visto il secondo giallo dopo uno schiaffo ad André Silva e ha lasciato il Benfica in dieci. La decisione ha infiammato l’ambiente, le panchine hanno discusso animatamente e l’arbitro è dovuto intervenire per calmare gli animi. Farioli ha reagito subito, togliendo Gabri Veiga, già ammonito, e inserendo Hwang In-Beom. Anche Marco Silva ha cambiato, sacrificando Sudakov per inserire Circati e ricomporre la linea difensiva.

Il Porto ha capito che poteva approfittare dello sbandamento avversario e si è avvicinato al raddoppio al 41'. Circati ha sbagliato e William Gomes ha costretto Samu Soares a due parate consecutive, in un’azione in cui il Benfica è rimasto in bilico. Curiosamente, nella risposta, le aquile hanno dimostrato di essere ancora vive: Samu ha lanciato Rafa, che ha trovato Pavlidis e il greco ha calciato fuori. Anche in dieci, il Benfica non si è arreso.
La speranza svanisce in tre minuti
La ripresa è iniziata con Pablo Rosario che ha testato Samu Soares, ma è stato il Benfica a segnare. Al 52', Prestianni ha lavorato molto bene da sinistra verso il centro, ha alzato la testa e ha crossato per Bah, che si è inserito alle spalle della difesa. Il terzino ha anticipato Diogo Costa e ha segnato di testa l’1-1. Il pareggio era abbastanza giusto e, per qualche istante, ha persino attenuato la sensazione di inferiorità numerica delle aquile.
La risposta del Porto, però, è stata immediata e travolgente. Solo tre minuti dopo, i dragoni hanno costruito una splendida azione corale, con Martim Fernandes, Pablo Rosario e Pepê protagonisti prima che André Silva servisse Froholdt per il 2-1. Il Benfica non ha quasi avuto il tempo di assaporare il pareggio.
Al 60', André Silva è tornato decisivo: ha lavorato bene su Tomás Araújo, si è girato e ha servito Hwang In-Beom, che ha calciato in rete per il 3-1. Una doccia gelata per le aquile!
Da lì in poi, la partita si è definitivamente spostata dalla parte dei portisti. Circati ha avuto molte difficoltà a tenere il passo con la velocità e l’aggressività offensiva dei dragoni e, al 64', André Silva ha minacciato ancora, costringendo Samu Soares alla parata. Il Porto aveva il vantaggio nel punteggio, la superiorità numerica e, soprattutto, la capacità di controllare il ritmo senza rinunciare a cercare ancora il gol.
Il Benfica ha provato a restare in partita e Pavlidis ha costretto Diogo Costa a una parata straordinaria all’83', ma ormai c’era poco spazio per una vera rimonta. Prima di ciò, Bednarek aveva colpito di testa di poco a lato su punizione, in un altro tentativo dei padroni di casa.

233 giorni dopo, riecco Samu!
Con il risultato in cassaforte, Farioli ha approfittato anche per restituire minuti a giocatori rimasti fuori a lungo. Samu è entrato all’84' ed è tornato in campo 233 giorni dopo l’ultima partita. Anche Pietuszewski è tornato a disposizione, mesi dopo l’ultima apparizione, ancora alla fine della scorsa stagione.
Alla fine, il Porto ha vinto un Clássico che ha saputo interpretare nei diversi momenti. È partito più aggressivo, ha sfruttato l’errore quando si è presentato, ha beneficiato dell’espulsione di Lenglet e, soprattutto, ha avuto una reazione fortissima quando il Benfica ha pareggiato. Le aquile sono riuscite per qualche momento a nascondere l’inferiorità numerica, ma i dragoni hanno risposto senza esitazione e hanno risolto la partita in sei minuti, consolidando così il loro primato.
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