Vinto: Il razzismo non scompare dal calcio
Il razzismo è una piaga della società, in generale, e del calcio, in particolare. E non solo sugli spalti. Dopo quanto accaduto nel Benfica-Real Madrid, dove Vinícius ha denunciato insulti razzisti da parte di Prestianni — l’argentino, che si è coperto la bocca con la maglia, ha negato di averli pronunciati — sono arrivati altri episodi deplorevoli in questo fine settimana.
In Inghilterra, Hannibal Mejbri e Wesley Fofana hanno riferito di aver subito insulti razzisti sui social dopo il Chelsea-Burnley giocato da entrambi. In Brasile, Gustavo Marques (in prestito dal Benfica al Bragantino) ha fatto commenti sessisti contro l’arbitra della partita della sua squadra contro il Sao Paulo. "Non ha senso che giochiamo contro Sao Paulo, Palmeiras o Corinthians e venga messa una donna ad arbitrare una partita di questa importanza. La Federazione Paulista dovrebbe capire che, per partite così rilevanti, non si può mettere una donna". Poi, vedendo la polemica, si è scusato e ha chiesto perdono a Daiane Muniz. Ma il danno era ormai fatto.
E in Spagna, tra l’altro, alcuni tifosi dell’Osasuna hanno nuovamente preso di mira Vinícius, augurandogli la morte.
È evidente che qualcosa continua a non funzionare nella testa e nella mentalità di chi si definisce tifoso o sportivo. Manca educazione e cultura. L’unico modo per eliminare il razzismo dai campi da calcio è prenderlo sul serio. Ma davvero. Con sanzioni e punizioni esemplari che impediscano a questi stessi individui di ricadere nella tentazione di lanciare simili insulti.
Vincitore: James Milner e la sua corona
Arrivare ai vertici del calcio non è facile. Immaginate cosa significa restarci per oltre vent’anni. Un’impresa che solo James Milner può vantare: sabato, nel Brentford-Brighton, a 40 anni è diventato il giocatore con più partite disputate nella massima serie inglese, superando Gareth Barry.
Il numero è ora 654. Ma continuerà a salire, perché Milner ha ancora tanta energia. "Sento di poter ancora aiutare la mia squadra", ha dichiarato dopo il record, ammettendo di avere ancora "fame" e di essersi sentito "un po’ frustrato" nelle settimane precedenti per non aver avuto i minuti che desiderava.
Vinto: il Real Madrid ricade nei suoi errori
Il primato in Liga è durato poco per i Blancos. Erano 15 anni che non perdevano contro l’Osasuna e... zac! La squadra di Arbeloa, che già sapeva cosa li aspettava a El Sadar, ha mostrato ancora una volta quell’atteggiamento da squadra presuntuosa, giocando col freno a mano tirato, convinta che avrebbe vinto solo grazie alla maglia.
E così è andata, perdendo con un gol all’89° minuto, uno di quelli che fanno male, dopo un errore di Ceballos e un altro di un Asencio troppo precipitoso.
Il piano B non ha funzionato. Arbeloa ha cambiato quasi tutta la difesa, compresi due veterani come Carvajal e Alaba, che sono ben lontani dai loro giorni migliori. Inoltre, contro avversari come i navarri, si nota ancora di più la mancanza di un regista a centrocampo. Dov’è Modric?
Vincitore: Harry Kane, il postino del gol
Si diceva che i calciatori inglesi non funzionassero fuori dalla Premier. A tutti questi, Harry Kane dimostra ogni giorno quanto si sbagliassero. Contro l’Eintracht Francoforte ha segnato un’altra doppietta, la terza consecutiva in Bundesliga.
Se il Bayern è un leader solido destinato a vincere il campionato senza rivali, gran parte del merito va al postino del gol. Non consegna lettere né pacchi, ma lascia gol in ogni stadio e città che visita. Ne ha già segnati 28 in questa stagione... e il conto continua.
Vinto: Il crollo della Juve
C’è una regola non scritta che dice che agli anziani si deve cedere il posto sui mezzi pubblici, aiutarli ad attraversare la strada... Nel calcio, però, valgono altre regole e a una certa 'vecchia signora' non si porta più rispetto.
In Europa, ad esempio, il Galatasaray l’ha demolita nell’andata dei play-off, lasciandola quasi fuori dalla Champions. Ma anche in Italia nessuno ha avuto pietà di una Juventus che cammina sull’orlo di un abisso senza fondo.

Se l’Atalanta l’aveva già eliminata dalla 'Coppa', sabato è stato il Como, quello di Cesc Fàbregas, a darle il colpo di grazia infliggendole la prima sconfitta casalinga della stagione in Serie A, la seconda consecutiva in campionato. L’ultima vittoria in una partita ufficiale risale al 1° febbraio, contro il Parma. Da allora, la 'Vecchia Signora' non trova nemmeno un posto sull’autobus.
Vincitore: Alexander Bah, il ritorno da sogno con il Benfica
È durato un anno e 13 giorni il calvario vissuto dall’internazionale danese del Benfica. Tutto è iniziato dopo la rottura completa del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro, la stessa grave lesione subita dal compagno Manu Silva appena tre minuti dopo, nella stessa partita contro il Moreirense, il 9 febbraio 2025.
Il ritorno di Bah non poteva essere migliore: ha segnato il primo gol nella vittoria del Benfica contro l’AFS per 3-0. Felicità al massimo livello. Il terzino destro è stato attento e rapido a sfruttare la ribattuta, dopo il tiro di Pavlidis, effettuata da Adriel.
"Sono molto felice. È stato un lungo percorso e mi è mancato tanto. È un momento emozionante, con tanto lavoro dietro. Sono felice di essere tornato a casa", ha dichiarato un commosso Alexander Bah dopo la partita.
Vinto: Il Sheffield Wednesday batte un record... mai desiderato
Mai prima d’ora un club inglese era retrocesso così presto. Mai era successo in un mese di febbraio. Fino ad ora. Lo Sheffield Wednesday era già condannato da tempo. Ma una cosa è aspettarselo, un’altra è vedere arrivare il 'giorno D'.
Il 22 febbraio 2026, dopo la sconfitta nel derby contro lo Sheffield United, entrerà negli annali del calcio inglese. Il Wednesday chiude la classifica della Championship, dopo 31 partite, con ben sette punti sotto lo zero per aver accumulato diverse penalizzazioni per aver infranto le regole finanziarie della lega. Ha contribuito anche il fatto di non aver vinto una partita da settembre, quando già la situazione era critica. Già allora diversi giocatori avevano lasciato il club per mancati pagamenti. Una triste realtà, senza dubbio, per una società fondata nel 1867.
Vinto: Mio Backhaus e il suo "vorrei sprofondare"
Quello del portiere è, senza dubbio, il ruolo più ingrato nel calcio. Un errore ti condanna e ti segna, forse per tutta la vita. Chiedetelo a Loris Karius. Ma oggi non parliamo di lui, bensì di Mio Backhaus, il giovane portiere di 21 anni del Werder Brema, che si è lasciato sfuggire il primo gol del St. Pauli, un colpo di testa di Wahl che non era né potente né ben indirizzato. Si è fidato troppo ed... è successo quello che doveva succedere. La sua squadra, tra l’altro, ha perso 2-1, ha accumulato tre sconfitte consecutive, è ancora in zona retrocessione ed è stata superata in classifica proprio dal suo avversario di domenica.
