Centro dati Real Sociedad-Getafe
L’Anoeta ha accolto la propria squadra con entusiasmo nella prima partita dopo la conquista della Coppa del Re da parte dei donostiarri. Come prevedibile, la formazione di Matarazzo è stata caratterizzata da diverse rotazioni. Né Guedes né Oyarzabal sono partiti titolari. Anche Turrientes è rimasto in panchina, a differenza di giocatori come Jon Martín, Caleta-Car o Carlos Soler, che avevano giocato tutti i 120 minuti contro l’Atlético de Madrid e sono stati schierati dal primo minuto.
Nel Getafe, Satriano e Luis Vázquez hanno nuovamente formato la coppia d’attacco, con l’idea di approfittare di una situazione caotica. Bordalás, che non voleva sentir parlare d’Europa, si è presentato nel fortino txuri-urdin con una vittoria, intenzionato a minacciare le competizioni continentali.
Come sempre, i madrileni sono scesi in campo con grande grinta. Hanno cercato di imporre un ritmo che i baschi non riuscissero a reggere, anche se hanno rischiato di pagare subito caro un errore iniziale.
La Coppa e una pesante sbornia
Un cross laterale si è concluso con un colpo di testa di Brais. Abqar ha respinto il pallone con il braccio e, dopo la revisione del VAR, Busquets Ferrer ha assegnato il rigore e ammonito il centrale marocchino.
Il trequartista della Real si è assunto la responsabilità in assenza del capitano. Soria ha indovinato l’angolo, ma non è nemmeno servito che toccasse il pallone, visto che il tiro si è stampato sul palo.
Lo spavento per gli ospiti non era ancora passato quando Oskarsson si è trovato solo davanti al portiere del Getafe grazie a un grande passaggio di Soler. L’islandese non è riuscito a concludere bene al primo tentativo e la difesa ha avuto il tempo di disturbarlo in una seconda occasione, che si è conclusa con un calcio d’angolo dopo, questa volta sì, l’intervento del portiere azulón.
Dopo aver superato il momento difficile, il Getafe ha iniziato a guadagnare campo e a sentirsi più a suo agio sul terreno di gioco.
Questa sicurezza si è trasferita nei pressi di Remiro e, alla mezz’ora, Juan Iglesias ha crossato in area e Gorrotxa, nel tentativo di liberare, ha infilato il pallone all’incrocio della propria porta.
Pablo Marín ha rischiato di peggiorare ulteriormente la serata di Matarazzo quando, in modo fortuito, ha colpito con i tacchetti la testa di Abqar. Alla fine si è visto sventolare solo il cartellino giallo.
Il gol ha rimesso in equilibrio la partita. La Real ha ritrovato energia e ha messo in difficoltà la difesa a cinque del Getafe, ma non è stata fortunata in attacco. L’ultima occasione del primo tempo ha riassunto il momento: Brais ha calciato una punizione dal limite, ma cercando il palo del portiere, il pallone ha colpito Oskarsson.
Il Getafe, a suo agio nelle acque agitate
Il tecnico italoamericano ha saputo toccare le corde giuste nello spogliatoio per far rientrare la squadra in campo con l’atteggiamento ideale. Aramburu, con un tiro da lontano che si è stampato sul palo nonostante fosse in fuorigioco, e Brais, con un tentativo di gol olimpico, sono stati i primi a creare pericoli.
Barrenetxea è entrato al posto del galiziano poco dopo e ha provato a pareggiare sugli sviluppi di un corner, a modo suo. L’esterno è entrato in area e ha provato un tiro secco che è uscito di poco.
I padroni di casa sentivano odore di sangue, ma il Getafe, esperto nel navigare in acque tempestose, ha iniziato a far scorrere i secondi in ogni occasione possibile.

I minuti senza occasioni nelle aree sono terminati con l’incursione del numero 7 della Real sulla sinistra. Barrenetxea è andato vicino al pareggio dopo una grande azione, ma Juan Iglesias ha lasciato l’attaccante nordico a bocca asciutta sotto porta.
La tifoseria albiazul ha iniziato a disperarsi quando anche Oskarsson non è riuscito a colpire bene di testa su assist di Aramburu a due passi dalla porta. Il pareggio sembrava irraggiungibile, anche se il Getafe manteneva l’1-0 senza concedere tiri in porta.
Non c’è stato modo di superare il muro madrileno e la Real ha ceduto in una partita in cui è mancata solo l’efficacia. La squadra di Bordalás, con questi tre punti, minaccia la zona europea e lascia la zona retrocessione a 11 punti di distanza.
