Dall’inizio di dicembre, Kylian Mbappé soffre al ginocchio. Ma tra le esigenze del Real Madrid, totalmente dipendente dal suo rendimento, e la sua volontà di giocare ogni partita, persino un turno di Copa del Rey contro una squadra di terza divisione per eguagliare un record di Cristiano Ronaldo che alla fine ha raggiunto, il capitano dei Bleus ha visto peggiorare la sua condizione.
Il ginocchio della discordia
Le notizie degli ultimi giorni sono state contraddittorie: dopo le voci di un intervento chirurgico, si è poi stabilito che soffre "solo" di una distorsione al ginocchio, con un’assenza stimata di massimo un mese, mentre altre fonti sostengono che i suoi legamenti siano vicini alla rottura completa.
Nel frattempo, Mbappé è andato a Parigi per una visita specialistica, cosa che non deve aver fatto piacere al Real Madrid, il cui staff medico è spesso messo in discussione. E la rottura dei legamenti crociati di Rodrygo contro il Getafe lunedì scorso non ha cambiato questa percezione, accentuata dalle critiche sempre più forti sulle condizioni del prato del Santiago-Bernabéu (spesso dipinto di verde, con i pantaloncini bianchi dei Madridistas a testimoniare), così come sui campi di allenamento di Valdebebas. Il ritorno in primo piano di Antonio Pintus non ha portato risultati e lo staff medico continua ad essere bersaglio di critiche.
Vengono allora in mente le parole di Itziar González de Arriba, ex nutrizionista del club licenziata dopo pochi mesi in circostanze poco chiare, in un clima di mobbing da parte dell’équipe medica, mentre i giocatori, Dani Carvajal, Rodrygo e Arda Güler in primis, approvavano il suo lavoro.
La sua intervista a Marca, lo scorso dicembre, lascia senza parole. "La prima squadra non aveva un nutrizionista perché il medico responsabile, fino al mio arrivo, mi aveva detto che l’alimentazione e gli integratori non influivano sulle lesioni o sulle prestazioni", ha dichiarato, aggiungendo che "era il cuoco a scegliere i pasti. (...) Appena arrivata, il personale medico ha creato un clima ostile".
"Mi hanno detto che la mia presenza era un capriccio del presidente, che sapevano come manipolarlo, che faceva tutto ciò che volevano e che avrebbero fatto credere che fossi pazza per ottenere il mio licenziamento. Nessuno mi ha presentata, salutata o rivolto la parola. Nonostante le mie richieste, non mi hanno mai incontrata e non hanno mai risposto alle mie email né ai miei messaggi".
Reputazione danneggiata
Ma oltre all’assenza di Mbappé, è il suo comportamento recente ad aver irritato. Lunedì sera, la regia ha mostrato diversi inquadrature dei giocatori infortunati in tribuna. C’erano Eder Militao, Dani Ceballos e Jude Bellingham. Nessuna traccia del numero 10 merengue. E questo ha destato curiosità. Il noto giornalista della Cadena SER, Manu Carreño, conduce El Larguero, uno dei programmi radiofonici più iconici di Spagna. Martedì sera, non ha usato mezzi termini dopo che Mbappé è stato visto in giro di notte con Achraf Hakimi. "È una questione di impegno, di immagine", ha sottolineato. Chi aspira a guidare un progetto sportivo... Non so se sia la migliore immagine da dare, festeggiare, infortunato e impossibilitato a giocare, mentre la sua squadra gioca a Getafe..."
Il suo collega Pablo Pinto è stato ancora più diretto: "gli alevines (categoria U11, ndr) devono essere presenti il giorno della partita, all’orario previsto, tutti e 25. In quel caso si dice: "voi quattro non siete convocati", ma restano e guardano la loro squadra giocare. Se succede a bambini di 11 anni, come può un professionista che guadagna milioni di euro non sostenere la sua squadra? Cos’altro c’è di più importante per loro, il giorno in cui la squadra gioca, che essere lì a vederla?".
Questa leggerezza, mentre il club attraversa un momento difficile sul campo, non gioca a favore del francese, che ha completamente sconvolto il fragile equilibrio dello spogliatoio del Real Madrid. Perché già prima del viaggio a Parigi, la sera del ritorno dei playoff contro il Benfica, è stato Alfredo Relaño, ex direttore di Diario AS ora a Marca e, tra l’altro, elettore spagnolo per il Pallone d’Oro, a lanciare una frecciata a Mbappé ai microfoni della Cadena COPE: "penso che questa corsa assurda al record dei 59 gol di Cristiano - in un anno in cui Messi ne segnò 92, lo ricordo, gli abbia messo troppa pressione e abbia giocato troppo".
Sempre a El Larguero, Aritz Gabilondo, caporedattore del calcio internazionale di Diario AS, ha rincarato la dose nella puntata del 4 marzo: "il Real Madrid non si fida più di ciò che dice Mbappé. Ci sono due diagnosi che si contraddicono. Diverse fonti dicono che starà fuori un mese e il club sostiene che potrebbe essere disponibile già dalla prossima settimana. Qualcosa non va. Mi sembra che il Real Madrid non si fidi del fatto che Mbappé fornisca diagnosi personali in modo capriccioso, 'un giorno vengo, un giorno no, sono infortunato'. Questa storia ha un brutto odore".
Gli ottavi di finale della Champions League contro il Manchester City non si preannunciano sotto i migliori auspici, tanto che la Liga resta l’obiettivo più raggiungibile... a patto di non perdere altri punti, visto che il Real Madrid ha 4 lunghezze di ritardo dopo aver subito due sconfitte consecutive per la prima volta dal 2019.
Una seconda stagione senza trofei sarebbe un fallimento pesante, soprattutto quando, nello stesso periodo, l'Atlético o la Real Sociedad vincerà la Copa del Rey. Al di là del caso Mbappé, potrebbe essere la fine dell’ultimo mandato di Florentino Pérez che rischia di vacillare.
