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Il Barça fa paura: i catalani umiliano il Valencia vincendo 5-0 al Mestalla

Yamal e Raphinha festeggiano un gol
Yamal e Raphinha festeggiano un golREUTERS/Pablo Morano

L’impresa si presentava complicata per il Valencia, che non ha ancora vinto in questa stagione: il Barcellona ha trionfato al Mestalla ed è l’unica squadra della Liga EA Sports a punteggio pieno.

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Il Mestalla accoglie per l’ultima volta la squadra blaugrana, salvo incroci in Coppa del Re, e le aspettative erano pessime tra i tifosi, che ogni volta che possono manifestano il loro livello di esasperazione verso la proprietà, Carlos Corberán e persino la rosa quando la tensione raggiunge livelli particolarmente elevati. L'appuntamento contro i campioni in carica sembrava già disastroso alla vigilia: un punto su nove disponibili e più autogol che reti segnate.

Come da tradizione nella città costiera, contestazione fin dall’inizio. Gran parte della curva non è nemmeno entrata in segno di protesta. Dal “fuori, fuori” al “Peter, vattene subito”. Sembrava partire bene la squadra di casa, ma quelle buone sensazioni sono svanite con il gran gol di Lamine Yamal, che ha sfruttato un eccellente passaggio alle spalle di Fermín López che ha reso inutile la difesa a cinque. Splendido gesto tecnico di sinistro, al volo, davanti a uno Stole Dimitrievski un po’ sorpreso.

E quasi subito è arrivato il secondo, ancora con lo stesso tandem. Il giovane di Rocafonda ha finalizzato alla perfezione, una festa interrotta però dal controllo VAR e dalla successiva annullazione per fuorigioco. Si sono salvati i padroni di casa, i cui tifosi già iniziavano a sventolare i fazzoletti. Proprio quando sembrava che il Valencia stesse rialzando la testa, Fermín ha segnato lo 0-2 con un potente tiro preciso dopo aver concluso un’azione iniziata da Lamine.

Sfortuna per Eric

La sfortuna si è poi accanita su Eric García che, in un’azione apparentemente innocua su calcio d’angolo, ha subito una testata involontaria da Rodri Hernández in pieno volto. E non è una novità, visto che bisogna considerare la storia clinica del difensore, che meno di un anno fa aveva già subito una frattura al naso.

Cambio obbligato, maschera in arrivo? e occasione per Jules Koundé che ha rischiato di finire in quello che poteva essere l’1-2, sventato però dalla grande parata di Joan García sul tiro di Arnaut Danjuma.

Partita dominata
Partita dominataDiretta

L’onubense con un passato nel Linares è andato vicino alla doppietta personale in un’azione di pura fantasia, con una splendida finta che ha lasciato sul posto due avversari. L’intervento decisivo di Dimitrievski ha mandato il pallone sul palo, che lo ha respinto in calcio d’angolo.

Poi, Cubarsí ha inaugurato la lista degli ammoniti fermando un Danjuma che ha continuato a minacciare e a scontrarsi con il portiere blaugrana. Nei minuti di recupero del primo tempo, tra l’altro, si è verificato l’unico fallo dei padroni di casa fino a quel momento.

Dominio blaugrana e debutto di Gabriel Jesus

Il Barça aveva tutto dalla sua parte per portare a casa la vittoria, ma doveva ancora chiudere i conti. E ci è andato vicino Anthony Gordon, a cui continua a mancare un pizzico di precisione, tutto il contrario di Raphinha, che sembrava un po’ in ombra rispetto ai compagni e ha segnato di nuovo portandosi in testa da solo nella corsa al pichichi. Tutto è iniziato da un recupero del fresco MVP del Mondiale, che ha costruito un’azione collettiva di altissimo livello.

Prima di essere sostituito, Rodri ha colpito il legno e ha rimandato il suo primo gol da blaugrana. È mancato poco alla terza assistenza del ‘7’, che cercava un Raphinha deciso a segnare il settimo gol dall’inizio della Liga. Per di più, Mouctar Diakhaby ha chiesto il cambio per un infortunio muscolare, l’ennesimo per lui, notizia più rilevante dello 0-4, firmato da Pedri dopo un grande scambio con Dani Olmo.

Il canario è uscito tra gli applausi dei presenti, come Iniesta ai vecchi tempi, e ha lasciato il posto a Gabriel Jesus, che aveva il contesto ideale per debuttare con la sua nuova squadra.

Il brasiliano non è riuscito a segnare nonostante la debolezza dell’avversario, ma è comunque arrivata la “manita”, con la firma di un Yamal servito da Olmo. Che spettacolo, che inno al calcio offensivo e che disastro per gli uomini di Corberán.

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