Stanco e senza vari giocatori importanti, il Napoli affrontava il Como in un quarto di finale dove il suo stadio aveva risposto all'appello della società, nonostante la pioggia costante. Fabregas impostava una formazione con Caqueret falso nueve, a scambiarsi la posizione con Nico Paz, per non dare punti di riferimento alla retroguardia azzurra. Addai, esterno destro lariano, era il più vispo a inizio incontro con una bella sgasata senza esito.
L'argentino era l'autore del primo tiro in porta dopo pochi minuti: sotto forma di un morbido colpo di testa facilmente abbrancato da Milinkovic-Savic. Molto concentrata a far girare il pallone, la squadra ospite veniva affrontata quasi uomo su uomo da quella di casa, che partiva dalle chiusure di Rrahmani per poi far sfogare Giovane ma soprattutto Vergara. Entrambi davano fastidio ai palleggiatori comaschi, mentre il secondo era sempre pronto a farsi vedere tra le linee.
Scatto ospite
Dopo la mezz'ora i lariani trovavano più fluidità di manovra, con Valle che a sinistra metteva in difficoltà Mazzocchi prima scappando via verso la porta per essere fermata da Juan Jesus e poi raccogliendo una punizione sulla trequarti. Ed era proprio su un'imbeccata per l'esterno iberico che nasceva il calcio di rigore per il Como: Perrone scavalcava la difesa, Valle andava di prima per innescare l'inserimento di Smolcic, che veniva atterrato in area.
L'esecuzione di Baturina era perfetta, con il pallone che entrava di giustezza alla destra di un Milinkovic che intuiva ma non ci arrivava. Dopo essere passata avanti, la squadra lombarda prendeva fiducia ed esercitava un pressing costante, e gli azzurri dovevano evitare il crollo. Prima dell'intervallo un lancio lungo del portiere serbo veniva sfruttato da Hojlund, il quale a sua volta veniva atterrato appena fuori area di Jacobo Ramon, che finiva sul taccuino degli ammoniti.
Argentino vivo
Rientrato dagli spogliatoi, l'undici di casa aggrediva subito e da un pallone centrale che filtrava in verticale Hojlund faceva sfilare per Vergara, che si inseriva con i tempi giusti e una volta scattato da solo infilava Butez dal limite dell'area con gran precisione. Era il ruggito di chi non voleva mollare, e poco dopo trovava sempre con Hojlund un'altra punizione dal limite, con Ramon che atterrava il danese ma non trovava il secondo giallo chiesto a gran voce da Conte e dai suoi.
Il numero 26 azzurro, che confermava la sua fase di grazia, era il più veemente nei recuperi e nelle inventive sulla trequarti avversaria. E dopo una sua iniziativa il cross di Rrahmani veniva di poco mancato da Hojlund. Sul seguente corner un colpo di testa di Rrahmani era indirizzato verso l'angolo scoperto di Butez, sul quale però era ben appostato Nico Paz, che sventava di destro.
Avanti e indietro
Gli ultimi venti minuti vedevano i lariani cercare più la verticalità, mentre i partenopei, che prima avevano visto Alisson Santos entrare per Giovane, cercavano lo spunto da Lukaku, che guadagnava il campo per Hojlund. Il brasiliano risultava poco efficace nei tentativi di dribbling, perdendo due palle in poco tempo, mentre il belga metteva più esperienza che sostanza, come accaduto in un contropiede creato da un elegante slalom stretto di Elmas.
Fabregas, in vista dei possibili calci di rigore, toglieva Nico Paz, bersagliato dai fischi, per inserire Vojvoda. Ed era proprio il kosovaro ad avere una buona occasione all'84esimo, quando con un destro in diagonale provocava la deviazione in corner di Milinkovic. Subito dopo il subentrato Spinazzola dialogava con Lukaku e per poco non arrivava a calciare da pochi passi, venendo anticipato da Kempf.

Rigori decisivi
Dopo 95 minuti, l'1-1 costringeva le due rivali ad andare ai calci di rigore. Era un finale tutto sommato legittimo dopo quanto visto in campo. Da Cunha segnava il primo penalty, al quale rispondeva Politano. Douvikas realizzava il suo tiro, e dopo di lui arrivava l'errore di Lukaku, che calciava fuori. Baturina rispondeva presente nel rigore più importante, trovando il fondo della rete.
Spinazzola trasformava con freddezza, e subito dopo Milinkovic ipnotizzava Perrone. tra lo stupore generale il quarto penalty azzurro era per il neo acquisto Alisson, che dopo quasi mezz'ora di nulla spiazzava Butez e rimetteva tutto in pari. I fischi del Maradona accompagnavano l'esecuzione di Smolcic, che però non sbagliava. Il quinto tiro azzurro era per Elmas, che non titubava e portava la serie ai vantaggi.
Il sesto penalty comasco veniva trasformato da Diego Carlos, la cui esezuone veniva seguita da una botta secca di Milinkovic-Savic, che trovava il pari dopo aver colpito la traversa e Butez. Vojvoda rispondeva con freddezza nella settima esecuzione, e lo stesso faceva Gutierrez nella risposta. Kempf spiazzava Milinkovic, e poi arrivava l'errore di Lobotka, che si faceva ipnotizzare da Butez. Il premio delle semifinali con l'Inter, è per il Como.
