La sfida tra Atalanta e Juventus, che aveva in palio un posto alle semifinali di Coppa Italia, è stata caratterizzata da un inizio a spron battuto da parte dei bianconeri, che costruivano diverse occasioni, soprattutto con Conceição, che risultava il più ispirato: si accentrava, calciava, metteva in difficoltà la difesa avversaria e andava anche vicino al gol con un tiro a giro che si stampava sulla traversa.
La squadra ospite spingeva, teneva il pallino del gioco e sfiorava il vantaggio anche su calcio piazzato e su azione da corner, ma senza trovare la porta. I nerazzurri, pur soffrendo a tratti, restavano dentro la partita e alzavano progressivamente il baricentro.
A metà del primo tempo arrivava l’episodio che cambiava il match: su un cross dalla sinistra arrivava il tocco di mano in area di Bremer, l’arbitro veniva richiamato al Var e concedeva il rigore. Dal dischetto Scamacca apriva il destro e spiazzava Perin, portando avanti la Dea e sbloccando la gara.
Dopo il gol, la Juventus reagiva con decisione. I bianconeri continuavano a costruire gioco, collezionavano tiri e occasioni, ma mancavano precisione negli ultimi metri. McKennie e Bremer andavano vicini al pareggio, mentre Carnesecchi si rendeva protagonista di interventi decisivi, soprattutto su Conceição.
Resistenza e raddoppio
Nella ripresa i nerazzurri rientravano in campo con un atteggiamento più aggressivo, soprattutto grazie a un pressing alto che non lasciava respirare la Juventus. I bianconeri cercavano di riorganizzarsi e di trovare varchi, ma faticavano a costruire con continuità. L'ingresso di Boga per Gatti era il tentativo di Spalletti di cambiare qualcosa, ma il più attivo degli ospiti era sempre Conceicao, che imbeccava bene David, il quale però veniva ben chiuso da un ottimo Scalvini.
Negli ultimi 20 minuti il vero centravanti della Juve era McKennie, specialmente dopo la sostituzione di David con Koopmeiners, grande ex di turno che però non riusciva a trovare l'acuto. A trovarlo era invece Sulemana, entrato poco prima per Raspadori. Al 77esimo il ghanese sfruttava un bel cross basso di Bellanova e culminava in scivolata un bel contropiede, trovando il 2-0.
La New Balance Arena era in trance e i tifosi accompagnavano le azioni dei loro beniamini, che non si accontentavano e all'85esimo trovavano il terzo gol con Pasalic, che piazzava un destro rasoterra in modo preciso. Era il colpo del K.O. che significava vittoria e semifinali.

