L’Inter torna a respirare l’aria della Coppa Italia con l’ambizione di chi questa competizione la conosce bene e l’ha spesso piegata alla propria storia. Nove volte vincitrice del trofeo, la squadra nerazzurra affronta il Torino nel primo quarto di finale, in una sede inedita: l’U-Power Stadium di Monza, scelto come “casa” alternativa a San Siro, impegnato venerdì nella cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali.
Un contesto diverso, ma un obiettivo chiarissimo: centrare la sesta semifinale nelle ultime sette edizioni e ribadire una supremazia che negli anni si è fatta consuetudine.
Inter col "tabù" U-Power Stadium, Toro tra alti e bassi
Il momento dell’Inter racconta di una squadra solida e consapevole dei propri mezzi. Il 2-0 sul campo della Cremonese ha confermato una marcia impressionante in campionato - dieci vittorie nelle ultime undici - e ha restituito l’immagine di un gruppo compatto e pieno zeppo di qualità. Resta il rimpianto per la semifinale di Supercoppa Italiana persa a dicembre, ma proprio la Coppa Italia offre ora l’occasione per trasformare quella delusione in ulteriore benzina emotiva per una stagione già estremamente positiva.

La squadra guidata da Cristian Chivu arriva all’appuntamento forte di otto successi nelle ultime dieci gare ufficiali, ma dovrà fare i conti con un piccolo tabù: l’U-Power Stadium non ha finora sorriso ai nerazzurri, capaci di vincere solo una delle ultime tre apparizioni, con due pareggi a rallentare il passo. Mercoledì, pur figurando formalmente come squadra di casa, l’Inter sarà chiamata a forzare il destino e chiudere la pratica nei 90 minuti, evitando l’incognita dei rigori, previsti direttamente al termine della gara senza passare dai supplementari.
Dall’altra parte c’è un Torino che arriva a Monza con umore contrastante, ma non privo di stimoli. La vittoria di misura sul Lecce ha restituito serenità e punti preziosi per la classifica, anche se la stagione dei granata resta segnata da una disarmante discontinuità. Solo in due occasioni la squadra di Marco Baroni è riuscita a infilare due successi consecutivi, mentre pesa ancora come un macigno il 6-0 subito a Como, una ferita recente che racconta tutte le fragilità di un gruppo ancora in cerca di identità.
Statistiche e curiosità
Eppure, la Coppa Italia ha spesso offerto al Torino un volto diverso. Il 3-2 conquistato all’Olimpico contro la Roma nel turno precedente è lì a dimostrare che, nelle gare secche, i granata sanno alzare il livello e rendersi pericolosi. Resta però un dato che fa rumore: il Toro non raggiunge una semifinale di Coppa Italia dalla stagione 1993/94, un’assenza lunga oltre trent’anni.
I precedenti non aiutano a riequilibrare i pronostici. L’Inter ha vinto gli ultimi sette confronti diretti, mantenendo la porta inviolata in sei occasioni e infliggendo al Torino un pesante 5-0 nell’ultimo incrocio di campionato.

I numeri raccontano di una squadra nerazzurra che tende a sbloccare le partite nella seconda metà del primo tempo, con un reparto difensivo che ha costruito molte delle recenti vittorie senza concedere nulla. Curioso, invece, il dato granata: nelle ultime dodici partite di Coppa Italia il Torino non è mai arrivato ai rigori, collezionando otto vittorie e quattro sconfitte.
A Monza, dunque, il copione sembra scritto solo in parte. L’Inter parte nettamente favorita, forte di esperienza, qualità e abitudine a queste notti, ma il Torino ha tutto da guadagnare e nulla da perdere. In palio c’è una semifinale che per i nerazzurri rappresenta una tappa quasi naturale, mentre per i granata avrebbe il sapore di un ritorno a un passato che manca da troppo tempo.
