Coppa Italia, Como dominante ma senza gol: 0-0 con l’Inter e discorso rimandato a San Siro

Como-Inter
Como-InterREUTERS/Matteo Ciambelli

Il Sinigaglia applaude una prova di maturità e coraggio, ma resta con l’urlo strozzato in gola per le diverse chance sprecate. I lariani comandano il gioco, creano, sfiorano il vantaggio: manca solo il colpo decisivo. Tutto si deciderà a Milano

Il Sinigaglia si veste di tensione e attesa, ma non di gol. Dopo il pesante 4-0 incassato in campionato a San Siro, il Como cercava risposte contro l’Inter nella semifinale d’andata di Coppa Italia.

La risposta è arrivata, chiara e convincente, nel gioco, nell’organizzazione, nella maturità con cui i lariani hanno interpretato la sfida. È mancato soltanto ciò che orienta i destini: il gol. Il risultato resta inchiodato sullo 0-0, e ogni sentenza viene rimandata.

Un pareggio che non archivia nulla, ma dilata l’attesa. Milano sarà il teatro dell’ultimo atto, novanta minuti che varranno una stagione e che peseranno ben oltre quanto racconti questo primo capitolo.

Como in pieno controllo

Già dai primi minuti di gioco, il match si sviluppa in un intricato schema tattico che diventa il vero protagonista della serata. Il Como si dispone con una difesa compatta e un centrocampo solido, modellando un 5-4-1 in fase di non possesso. Nico Paz, nel ruolo di falso nueve, dà vita a una manovra offensiva imprevedibile, alzandosi tra le linee e creando spazi per i compagni. Dall’altra parte, l’Inter risponde con un’interpretazione altrettanto accurata del gioco: Diouf avanzato in attacco per disturbare la retroguardia lariana, con Frattesi a fungere da mezzala dinamica. Il risultato è una partita che si gioca sugli equilibri, dove ogni errore può costare caro.

La prima vera occasione da gol arriva al 15', quando Bisseck commette un errore in difesa e regala un'opportunità d'oro a Vojvoda. Il kosovaro si lancia verso la porta, ma l'Inter non si fa trovare impreparata: Carlos Augusto, con una rimonta da manuale, annulla la conclusione e salva il risultato. Poco dopo, al 17', è ancora Vojvoda a farsi vedere, questa volta con un destro che viene neutralizzato dall'uscita tempestiva di Josep Martinez. Il portiere dell'Inter è perfetto nell'intervento e dimostra tutta la sua reattività.

Nonostante le occasioni non concretizzate, il Como non sembra per nulla abbattuto e continua a esercitare una pressione costante. Al 35', Nico Paz prova la conclusione da fuori area con il suo piede sinistro, ma ancora una volta Martinez si esibisce in una parata decisiva, deviando il tiro in angolo. Il dominio territoriale lariano è chiaro: 61% di possesso palla, 5 angoli a zero e la solita precisione nei passaggi, con ben 323 passaggi riusciti su 353 tentati.

L'ultima emozione del primo tempo arriva nel finale, quando Vojvoda, dopo un lungo rinvio di Butez, ha nuovamente l'occasione di portare il Como in vantaggio. Il kosovaro si libera di Bastoni e Carlos Augusto e dal cuore dell'area tenta un tiro d'esterno che sfiora il palo. Il Sinigaglia trattiene il respiro, ma il gol non arriva. La prima frazione si conclude con i lariani protagonisti assoluti, pur senza riuscire a sfruttare la loro supremazia sul piano del gioco.

Tutto rimandato a San Siro

La ripresa è più vibrante. Per la prima volta l’Inter riesce a sfondare con decisione sulla destra: Darmian arriva sul fondo e mette un pallone teso che colpisce il palo a Butez battuto. È una fiammata isolata, ma sufficiente a ricordare che l’equilibrio può spezzarsi in un attimo.

Il Como, però, non si scompone. Al 49’ costruisce l’azione più limpida della partita: Smolcic affonda e serve un rasoterra perfetto, Valle si inserisce sul primo palo sorprendendo Bisseck. A pochi passi dalla porta, il destro termina incredibilmente a lato. Un errore che pesa, perché occasioni così in una semifinale non capitano due volte.

Dalla panchina, Chivu prova a cambiare inerzia e ritmo con un triplo intervento: dentro Dumfries, Zielinski e Thuram per dare freschezza e profondità, anche in vista del derby imminente. Ma l’assetto nerazzurro non trova sbocchi reali. Nemmeno l’ingresso di Luis Henrique riesce ad aprire varchi: la retroguardia lariana resta compatta, attenta nelle scalate e pronta a innescare le ripartenze, con Diao tra i più vivaci nel finale.

Le statistiche del primo tempo
Le statistiche del primo tempoFlashscore

Col passare dei minuti i ritmi si abbassano, la prudenza prevale sull’azzardo. È il segnale che entrambe sanno di avere ancora novanta minuti da giocare. Il triplice fischio certifica uno 0-0 che non premia il Como per quanto prodotto, ma che al tempo stesso tiene aperta ogni prospettiva. I lariani escono dal campo con la consapevolezza di poter competere alla pari, forti di un’identità chiara e di una struttura che ha messo in difficoltà una delle squadre più attrezzate del panorama italiano.

Ora il teatro si sposta a San Siro. E la squadra di Fàbregas, per inseguire la finale di Coppa Italia, dovrà completare l’opera lasciata a metà sulle rive del lago.

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