Libertadores: Independiente Medellin-Flamengo annullata per disordini e minacce

I disordini all'Atanasio Girardot hanno interrotto la partita dopo appena tre minuti di gioco
I disordini all'Atanasio Girardot hanno interrotto la partita dopo appena tre minuti di giocoJAIME SALDARRIAGA / AFP

La sfida tra Independiente Medellín e il Flamengo, in programma nella scorsa notte allo stadio Atanasio Girardot, è stata annullata dopo oltre un’ora di sospensione a causa della mancanza di sicurezza.

L’incontro, valido per la Copa Libertadores, è durato appena tre minuti prima che l’arbitro Jesús Valenzuela decidesse di interrompere il gioco; la decisione è arrivata dopo che tifosi colombiani hanno lanciato fuochi d’artificio e oggetti in campo, costringendo i giocatori a rifugiarsi negli spogliatoi.

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È probabile che l’esito della partita venga deciso in tribunale, seguendo il precedente di altri episodi recenti nel calcio sudamericano. Un caso simile si è verificato lo scorso anno nella sfida tra Colo-Colo e Fortaleza, quando i brasiliani hanno ottenuto i punti a tavolino, mentre il club cileno ha subito pesanti sanzioni dalla Conmebol.

In questo scenario, il Flamengo potrebbe ricevere i tre punti della partita, mentre l’Independiente Medellín rischia sanzioni amministrative, economiche e persino l’esclusione dal torneo. Un’altra possibile conseguenza sarebbe l’obbligo di disputare le prossime gare a porte chiuse.

Il club colombiano dovrebbe essere deferito in base agli articoli 16 e 24 del Codice Disciplinare della Conmebol, che stabiliscono che la squadra è "responsabile della sospensione definitiva, dell’annullamento o dell’abbandono della partita".

L’Independiente non ha seguito le raccomandazioni della polizia

Un clima di tensione circondava già la partita prima del fischio d’inizio, tanto che le autorità avevano suggerito di giocare a porte chiuse.

La dirigenza dell’Independiente Medellín, però, ha respinto la misura, motivando la scelta con esigenze finanziarie e operative. La resistenza del club ad accettare la raccomandazione ha portato alla sospensione anticipata della partita per motivi di sicurezza.

La tifoseria organizzata dell’Independiente Medellín, responsabile dell’inizio dei disordini, era posizionata proprio dietro la porta difesa da Rossi, del Flamengo. La squadra colombiana sta attraversando una profonda crisi interna e il malcontento dei tifosi verso la dirigenza è cresciuto negli ultimi giorni.

Durante il caos, alcuni tifosi hanno minacciato di invadere il campo, estendendo la protesta anche alla dirigenza del club, alla Conmebol e alla FIFA. Nonostante l’uscita dei giocatori, i sostenitori più accesi hanno continuato a lanciare oggetti e sedili verso la polizia, che ha osservato senza intervenire.

Dopo oltre un’ora di interruzione, la Conmebol ha ufficializzato l’annullamento definitivo della partita. Prima della decisione, la polizia è intervenuta sugli spalti per evacuare il settore occupato dagli ultras colombiani. Tuttavia, la tensione è proseguita anche fuori dallo stadio, con esplosioni di petardi e scontri tra tifosi e forze dell’ordine.

Il Flamengo rivendica i tre punti

Negli spogliatoi del Girardot, il centrocampista Jorginho ha pubblicato sui social una foto insieme ai compagni per rassicurare tutti sulla sicurezza della squadra: "Stiamo bene e siamo in attesa".

Nonostante la conferma dell’annullamento, la squadra del Flamengo è rimasta all’interno dell’Atanasio Girardot in attesa delle garanzie delle forze dell’ordine per poter lasciare lo stadio. La stessa raccomandazione è stata rivolta anche ai tifosi rossoneri. Il direttore sportivo, José Boto, si è espresso sui social chiedendo l’assegnazione dei tre punti.

Intorno a mezzanotte, la delegazione ha lasciato lo stadio colombiano per tornare in hotel. Il programma è stato rispettato: cena e poi partenza per Porto Alegre. Il Rubro-Negro affronterà, infatti, il Grêmio domenica (10) alle 19:30, per il 15° turno del Brasileirão.

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