Ismaïla Sarr sta attraversando uno stato di forma brillante nella competizione, ma nemmeno lui avrebbe immaginato un impatto così fulmineo.
L’attaccante del Crystal Palace si avventa sul filtrante di Jean-Philippe Mateta e, con freddezza, piazza il pallone sul secondo palo dopo pochi secondi dal via, facendo esplodere il settore ospiti e salendo in vetta alla classifica marcatori con otto reti.
Lo Shakhtar Donetsk, però, non si scompone: ritrova ordine e identità, mostrando la resilienza di una squadra costretta a giocare lontano da casa - a circa 1.500 km da Donetsk, a Cracovia - e mantiene a lungo l’iniziativa senza riuscire, tuttavia, a impensierire Dean Henderson.

Non era la prima volta, in questa stagione di Conference League, che lo Shakhtar mostrava difficoltà nel primo tempo: solo quattro delle sue 19 reti nella competizione erano infatti arrivate prima dell’intervallo.
Le “Eagles” avevano approfittato subito della partenza sprint, ma il copione si ribalta quasi immediatamente dopo il rientro dagli spogliatoi. Bastano meno di due minuti per ristabilire l’equilibrio: Kauã Elias prolunga di testa un calcio d’angolo sul primo palo, la difesa ospite si disunisce e Oleh Ocheretko ne approfitta, firmando da pochi passi il suo quarto gol stagionale, al primo tiro in porta della serata per i padroni di casa.
Lo Shakhtar prende fiducia e alza i giri: poco dopo Eguinaldo spreca da posizione favorevole calciando alto, prima che Dmytro Riznyk diventi protagonista con una doppia parata di altissimo livello, prima su Ismaïla Sarr e poi, in tuffo sulla ribattuta, su Jean-Philippe Mateta, mantenendo in equilibrio una partita improvvisamente riaperta.
Mateta colpisce anche un palo con una girata che tiene in apprensione la difesa ucraina, ma è Daichi Kamada a riportare avanti il Crystal Palace poco prima dell’ora di gioco: per il giapponese si tratta del primo gol in maglia Eagles dal mese di ottobre 2024, un episodio che pesa nell’economia del match.
Lo Shakhtar Donetsk prova a reagire affidandosi alla pressione sui calci piazzati, accumulando corner nel tentativo di riaprire la partita, ma lascia inevitabilmente spazi. Ed è proprio lì che il Palace colpisce nel finale: a sei minuti dal termine Jørgen Strand Larsen, appena entrato, sfrutta una transizione e supera Dmytro Riznyk con un tocco sotto di grande lucidità, firmando il suo primo gol europeo in carriera.
Il successo proietta così il Palace verso il ritorno di giovedì prossimo con un vantaggio prezioso. Per Oliver Glasner si avvicina la possibilità di chiudere la sua esperienza con un trofeo, mentre lo Shakhtar sarà chiamato a un’altra notte di resistenza estrema per evitare la terza eliminazione consecutiva in semifinale UEFA.

