Spalletti ritrova Osimhen due anni e mezzo dopo, in palio il passaggio agli ottavi di Champions

Osimhen e Spalletti al Napoli
Osimhen e Spalletti al NapoliFilippo MONTEFORTE / AFP / AFP / Profimedia

Stratega e bomber del terzo Scudetto del Napoli, arrivato dopo una cavalcata, si saluteranno per due volte in una settimana. Ma da avversari, dato che l'urna di Nyon ha messo contro la Juventus e il Galatasaray nei playoff del torneo continentale

Si sono lasciati la sera festiva del 4 giugno 2023, Luciano Spalletti e Victor Osimhen. Dopo il 2-0 sulla Sampdoria che apriva alla festa del terzo Scudetto del Napoli, ormai certificato da un mese, i due sono poi stati divisi dalla scelta del tecnico di lasciare Castelvolturno. Il demiurgo e il goleador di un trionfo storico non si sono mai amati del tutto, come dimostrato da alcuni screzi in allenamento per via del carattere fumantino di entrambi.

Eppure, sono stati insieme a Khvicha Kvaratskhelia i grandi protagonisti della cavalcata azzurra che ha interrotto un digiuno di 33 anni. Il destino li ha però messi contro nel prossimo turno di Champions League, quel doppio playoff nel quale la Juventus allenata dal toscano affronterà il Galatasaray nel quale milita il nigeriano.

Un ritrovo che creerà senza dubbio aspettative su come i due si incroceranno prima di due sfide cruciali, di quelle che valgono una stagione. Spalletti deve molto a Osimhen e viceversa. Il primo ha smussato l'attaccante, i cui limiti tecnici e tattici erano evidenti prima del suo arrivo in azzurro nell'estate del 2021. Il nigeriano, invece, ha permesso al primo di poter giocare meno di sponda ma più in profondità, qualcosa di poco usuale per lui fino a quel momento. Ma molto efficace. 

Scomodità

Le 26 reti (in 32 incontri) che hanno consacrato Osimhen come massimo goleador del campionato 2022/23, sommate alle cinque in sei partite di Champions, furono anche frutto di un diverbio nell'allenamento del ritiro nell'estate 2022. Da quel momento, il nigeriano comprese cosa volesse il toscano, diventando la sua principale bocca da fuoco. 

"È sicuramente un cliente scomodo", ha dichiarato Spalletti dopo una domanda sull'eventualità di un incrocio tra Juve e Gala. Non si è dilungato ulteriormente, facendo capire che forse tra i due è rimasta una crepa divisoria ben tracciata. Il grande antidoto sarà sicuramente Bremer, il cui ritorno ha dato una nuova linfa alla Juve tutta, non solo al suo settore difensivo.

Da un lato c'è l'orgoglio di un allenatore che ha fatto della malizia il suo modo di vivere, così come ha reso del bel gioco il suo credo. Dall'altro c'è la testardaggine di un attaccante imprevedibile che, con ogni probabilità, sta vivendo gli ultimi mesi a Istanbul. E dunque vorrà lasciare il segno, prima di partire per altri lidi, con la Premier nel mirino.

Incubo olandese

Contro, però, la Juve avrà anche una batteria composta da altri "italiani". Il primo fra tutti è sicuramente Mauro Icardi, che con Spalletti all'Inter ha segnato 47 reti in due stagioni, ma che è paradossalmente chiuso nel ruolo di centravanti proprio da Osimhen. In difesa milita Wilfried Singo, mentre nella mediana giallorossa giocano Lucas Torreira e Mario Lemina, quest'ultimo con un passato senza gloria proprio in bianconero. Per ultimo ci sarà anche quel Noa Lang appena arrivato dal Napoli, proprio come Osimhen. 

E l'olandese, che l'anno scorso col Psv Eindhoven ha fatto a pezzi proprio la Juve nel playoff di ritorno con un assist e dribbling fulminei, potrebbe essere uno dei grandi spauracchi per la retroguardia bianconera. Oltre, ovviamente, a portare la stessa bandiera di quel Wesley Sneijder che, nel dicembre 2013, sotto la neve del Bosforo eliminò proprio la Vecchia Signora con un gol dei suoi.