Sette minuti per passare dall'euforia di una possibile impresa contro il Real Madrid alla delusione di una sconfitta difficilissima da digerire. Gian Piero Gasperini non nasconde l'amarezza dopo il 4-3 dell'Olimpico, soprattutto per il modo in cui la Roma ha dilapidato il doppio vantaggio costruito fino all'80'.
Il tecnico giallorosso, però, non vuole cancellare quanto di buono mostrato prima del blackout finale. La sua analisi parte proprio dal contrasto tra una prestazione che per lunghi tratti aveva messo in difficoltà il Real e quei pochi minuti nei quali la squadra ha perso completamente sicurezza.
Gasperini: "Tre gol uguali, ci siamo piantati"
Gasperini individua con chiarezza il momento che ha cambiato la serata: "Tre gol uguali, ci siamo piantati. Ciò che dà fastidio è che hanno fatto tre gol facilmente, eravamo delle sagome in un contesto in cui la gara è stato di tutt'altra qualità. Il risultato è questo: c'è il rischio di cancellare gli 80 minuti fatti bene, io non lo posso fare. Però le partite vanno portate in fondo".
Più che un problema di condizione, per l'allenatore si è trattato soprattutto di gestione e personalità nei momenti decisivi. La Roma non è riuscita a reagire alla pressione crescente del Real proprio quando la partita chiedeva maggiore lucidità: "Sì, siamo un po' vulnerabile sotto questo aspetto. Quando si entra nel finale, queste squadre mettono dentro fisicità e la risolvono. Siamo stati passivi: potevamo difenderci meglio".

Poi Gasperini allarga il discorso all'atteggiamento mentale della squadra nel momento più delicato: "Forse, c'è stata poca personalità e non abbiamo capito che il momento era cruciale. Però, questo questo fa parte del calcio, anche se non è usuale. Dobbiamo avere la forza di ripartire dagli 80 minuti fatti bene e reagire".
"Siamo vulnerabili sulla fisicità, ma non è stato un calo fisico"
Il tecnico insiste anche su un altro aspetto: la difficoltà della Roma nel reggere l'urto quando il Real ha iniziato a riempire l'area e ad affidarsi maggiormente alla fisicità.
"Alcune squadre buttano dentro gli uomini. Noi in questo siamo vulnerabili. Succedono contro queste squadre con la fisicità importante: è una situazione in cui dobbiamo migliorare", spiega Gasperini, che però esclude un crollo atletico.

"Non è un calo fisico.", specifica, "Anche sul 3-1 abbiamo continuato a giocare e potevamo definire alcune azioni in modo migliore". Per il tecnico, dunque, la partita si è decisa soprattutto sulla gestione di alcune situazioni e sulla capacità del Real di sfruttare al massimo le proprie caratteristiche.
Da qui anche il riconoscimento dei meriti degli avversari, pur senza rinnegare la prestazione dei suoi: "I gol sono nati da questa giocata: è un merito loro. Usciamo delusi da questa gare per l'epilogo, ma siamo stati superiori al Real".
Il blackout sui piazzati: "Passiamo dall'euforia alla delusione"
Nel finale il Real ha costruito la propria rimonta soprattutto attraverso palloni messi in area e situazioni da calcio piazzato. È proprio su questo che Gasperini concentra l'ultima parte della propria analisi.
"Avevano solo quell'arma. Ma vale anche questo, sono stati bravi. Potevamo fare meglio come nei corner del primo tempo", ammette il tecnico, che parla apertamente di un blackout nelle letture difensive: "C'è stato un black out in quelle situazioni".
Anche qui Gasperini torna a escludere un problema atletico: "Non è un calo fisico, ma è inutile pensarci troppo: rivedremo le situazioni". Resta però l'amarezza per un epilogo che ha trasformato completamente la serata: "Sicuramente, è incredibile: passiamo dall'euforia alla delusione. Va digerita in fretta, abbiamo fatto vedere belle cose".
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