Ci sono giocatori che vincono le partite. E ce ne sono altri che fanno vincere le squadre. Vitinha appartiene a entrambe le categorie. A 26 anni, il centrocampista portoghese del Paris Saint-Germain si è imposto come uno degli elementi più preziosi del calcio europeo, tanto che lo stesso Luka Modric, sei volte vincitore della Champions League, ha riconosciuto in lui "un giocatore che permette alla squadra di giocare meglio, un organizzatore di cui ogni squadra ha bisogno".
Per capire Vitinha, bisogna prima capire cosa fosse il PSG prima del suo arrivo. Per anni il club parigino ha cercato il suo regista: Idrissa Gueye, Leandro Paredes, Ander Herrera, Marco Verratti. Tanti nomi, tanti profili, tanti tentativi. Poi, nell’estate 2022, Luis Campos ha investito 40 milioni di euro per acquistare un giovane portoghese di 22 anni dal Porto. Nessuno, o quasi, si aspettava che raggiungesse questo livello.
Un 6, un 8, un 10...
Oggi il centrocampista del PSG ha toccato 960 palloni in Champions League in questa stagione, quasi 200 in più di Joshua Kimmich. Guida anche le statistiche per passaggi tentati (858) e riusciti (806), e ha completato 207 passaggi nell’ultimo terzo di campo, più di qualsiasi altro giocatore della competizione.
Vitinha incarna perfettamente questo PSG moderno voluto da Luis Enrique: niente più stelle intoccabili, niente gerarchie rigide e, soprattutto, niente ruoli fissi. Con le sue stesse parole, Vitinha descrive questa trasformazione: "Oggi un numero 6 può essere un 8, un 8 può essere un 10, un 10 può essere un 6, e con gli attaccanti non si sa mai se sono a sinistra, a destra o al centro. È molto difficile per gli avversari."

Non è quindi un vero sei difensivo, né un otto box-to-box, né un dieci puro. È tutto questo insieme, ed è proprio questa sua versatilità a renderlo imprendibile. Quando il PSG ha il possesso, si rende sempre disponibile come soluzione di passaggio, dettando il ritmo da una posizione arretrata. Ma può anche alzarsi e inserirsi più avanti, e in quei momenti Joao Neves, Fabian Ruiz o Warren Zaïre-Emery arretrano per scambiarsi con lui. La sua capacità di dettare i tempi e rompere le linee avversarie lo rende il perno del sistema parigino.
Luis Enrique e Vitinha, una storia speciale
Il rapporto tra Vitinha e Luis Enrique è al centro della crescita del portoghese. Il centrocampista non ha mai nascosto che Luis Enrique lo ha spinto oltre i suoi limiti, con una richiesta costante, a volte anche scomoda. Lo aveva raccontato a Flashscore con un sorriso: "Luis Enrique non fa sconti in allenamento? È vero, è un po’ esigente, ma mi piace così, perché si può solo migliorare. È un allenatore eccellente, non solo dal punto di vista tecnico e tattico, ma anche umano, e questo fa tutta la differenza a questo livello."
Alla domanda sul suo ruolo "indispensabile" nel PSG, Vitinha aveva risposto con eleganza: "Direi che in questa squadra o siamo tutti indispensabili, o nessuno di noi lo è." Eppure, i numeri raccontano altro. Nella stagione 2025-2026, considerando tutte le competizioni, Vitinha ha segnato 7 gol e fornito 9 assist in 39 partite, di cui 36 da titolare.
In più, Vitinha ha la capacità di esaltarsi nelle grandi partite: contro il Tottenham, nella fase a gironi di Champions League, ha trascinato la squadra alla vittoria con una tripletta in una sfida mozzafiato (5-3). Una tripletta in una gara di Champions che gli è valsa tutti gli elogi di Luis Enrique, che lo ha definito "straordinario" al centro di un centrocampo "incredibile".
Un ritorno a Liverpool, senza il peso del favoritismo
Alla vigilia dei quarti di finale contro il Liverpool, Vitinha conta 6 gol in Champions League in questa stagione, risultando così il secondo miglior marcatore del PSG nella competizione dietro a Khvicha Kvaratskhelia, ma anche uno dei centrocampisti più prolifici d’Europa, insieme a Fermin Lopez e Harvey Barnes (anche loro a quota 6 reti).
Per Vitinha, il Liverpool non è un avversario come gli altri. Un anno fa, le due squadre si erano già affrontate agli ottavi di finale, in una doppia sfida che aveva mantenuto tutte le promesse. Il portoghese lo ha ricordato in conferenza stampa: "Sono state due partite eccezionali, una doppia sfida incredibile. Giocare ad Anfield è stato difficile. All’andata al Parc c’era un po’ di frustrazione perché avevamo fatto tutto, controllato l’avversario, e non ricordo altre occasioni per il Liverpool oltre al loro gol. Alisson è stato il migliore in campo con tanti interventi."
Ma il PSG aveva resistito. E Vitinha aggiunge: "Ci siamo detti che giocando così, potevamo andare a Liverpool e vincere." Cosa che i parigini hanno fatto, qualificandosi ai rigori ad Anfield in una serata memorabile. Questa memoria collettiva è un punto di forza. Ma Vitinha non vuole pensarci troppo: "Il Liverpool resta sempre il Liverpool. Anche se non sono al massimo della forma, e cercheremo di approfittarne, rimane una squadra con grandi giocatori che, in una notte di Champions League, può fare la differenza."
E se il PSG si presenta con uno status diverso dopo il trionfo europeo della scorsa stagione, Vitinha resta cauto: "Favoriti? Lo dite voi. Dicevate lo stesso del Liverpool l’anno scorso. Conosciamo bene il calcio. Anche voi. Non esistono favoriti nel calcio. Lo abbiamo visto tutti. Il Liverpool è il Liverpool. Non importa la loro forma. Hanno grandi giocatori. In una notte di Champions League possono sempre sorprendere."
"Il fil rouge del progetto Luis Enrique"
Per Vitinha e il centrocampo parigino, la chiave di questa doppia sfida sarà soprattutto l’occupazione degli spazi. Recuperando velocemente il pallone, ripartendo con ordine e dettando un ritmo che soffoca gli avversari, il portoghese potrà togliere al Liverpool i suoi spazi preferiti. Con una media di un’intercettazione a partita, non è solo un regista, ma anche un recuperatore, contribuendo al pressing alto che caratterizza questo PSG.
Se questo PSG vuole alzare per la seconda volta la Coppa dalle grandi orecchie, il percorso passa obbligatoriamente da partite come quella di domani. Gare in cui brilla in modo particolare un certo Vitinha. Il quotidiano portoghese A Bola lo ha riassunto perfettamente sulle sue colonne: Vitinha è "il fil rouge del progetto Luis Enrique".
