Napoli, il ritorno di Lukaku: il belga è tornato in campo a Torino dopo 164 giorni

Lukaku
LukakuFabio Ferrari / LaPresse / Profimedia

L'attaccante dei partenopei si era infortunato nel corso dell'amichevole estiva d'agosto contro l'Olympiakos.

Nel buio di una lunga serie di infortuni e assenze, è arrivata finalmente una piccola luce per Antonio Conte: il ritorno in campo di Romelu Lukaku.

È finito il calvario dell’attaccante belga che, dopo mesi lunghissimi di stop, ben cinque, tra dubbi e continui slittamenti, è finalmente tornato a sentire l’odore dell’erba vera. E lo ha fatto nella trasferta di Torino contro la Juventus.

L'attaccante belga è entrato al minuto 78' della sfida all'Allianz Stadium contro la Juventus, con i bianconeri avanti 2-0 (partita poi vinta dalla Juventus 3-0) per lui è la prima apparizione stagionale, non giocava in maglia azzurra dall'ultima giornata dello scorso campionato. Un momento atteso da tutto l’ambiente azzurro, perché la stagione del belga era rimasta congelata dall’estate.

L'infortunio di agosto

Tutto era iniziato ad agosto 2025, durante un’amichevole contro l’Olympiakos, quando Lukaku si era procurato un brutto infortunio alla coscia sinistra. Gli esami avevano confermato il peggio: lesione di alto grado del retto femorale, un problema muscolare delicato, difficile da gestire e, soprattutto, da “chiudere” definitivamente senza il rischio di ricadute.

La prima prognosi parlava di 3-4 mesi, ma la realtà ha presentato il conto: i tempi si sono allungati e le sensazioni, nel corso delle settimane, non sono mai state del tutto convincenti. Nel frattempo, il Napoli è stato costretto a convivere con un’assenza pesantissima.

A gennaio, però, la sensazione che il ritorno fosse vicino si era fatta sempre più concreta: lavori intensificati, sessioni in campo via via più complete, segnali incoraggianti. Poi, finalmente, la svolta. Contro il Copenaghen, in Champions, Lukaku è tornato a disposizione pur non avendo debuttato.

Con la Juve la fine di un calvario. Adesso la vera sfida sarà ritrovare condizione, ritmo partita e continuità. Ma il primo passo, quello più difficile, è stato fatto.

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