Napoli, a Copenaghen l’ultima chiamata Champions: Conte al bivio europeo più delicato

Antonio Conte
Antonio ConteGUALTER FATIA / GETTY IMAGES EUROPE / GETTY IMAGES VIA AFP

Sfida decisiva in Danimarca con classifica complicata, rosa decimata e, quindi, pressione altissima: fallire l’accesso ai playoff sarebbe un colpo durissimo per il progetto tecnico e societario.

Domani sera a Copenaghen il Napoli si gioca molto più di una semplice partita di Champions League. Al Parken va in scena un vero e proprio bivio europeo, forse l’ultima occasione per evitare un’eliminazione pesantissima già nella prima fase, difficile da digerire per i campioni d’Italia in carica e complicata da spiegare anche ai piani alti del club.

Per Antonio Conte, così, non è solo una sfida sul campo, ma un passaggio chiave del suo progetto, da difendere anche davanti a Aurelio De Laurentiis che non prenderebbe benissimo una delusione del genere.

Il match di Copenhagen
Il match di CopenhagenOpta by StatsPerform

La classifica, però, racconta un equilibrio fragile: i sette punti conquistati nelle prime sei giornate valgono, oggi, al Napoli il 23° posto in classifica, il penultimo utile per accedere ai playoff. Subito dietro, con lo stesso bottino ma una differenza reti peggiore, c’è proprio il Copenaghen.

Conte e la Champions

Ed è per questa ragione che, di fatto, si tratta di uno spareggio anticipato, anche perché, all’ultima giornata, gli azzurri ospiteranno il Chelsea. Insomma, fare risultato in Danimarca diventa un passaggio fondamentale per non dire obbligatorio.

Quello che è certo è che resta aperta una domanda di fondo: che importanza dà Conte alla Champions? È legittimo chiederselo, vista la conclamata centralità del campionato nei suoi piani stagionali e un calendario che non concede respiro. Ma uscire ora dall’Europa, senza nemmeno entrare tra le prime 24, sarebbe un colpo durissimo per immagine, ambizioni e credibilità.

La classifica prima dello scontro diretto
La classifica prima dello scontro direttoFlashscore

Il Napoli, fin qui, ha pagato soprattutto un rendimento esterno insufficiente: tre trasferte, tre sconfitte. Copenaghen, sulla carta, rappresenta l’impegno più abbordabile lontano dal Maradona rispetto a City, PSV e Benfica, ma sottovalutare i danesi sarebbe un errore grave e imperdonabile.

Per Conte, in definitiva, è anche il momento di dimostrare che questa Champions non è un sacrificio, ma una responsabilità da onorare fino in fondo.

Infermeria piena

Il quadro è ulteriormente complicato dall’emergenza infortuni. Gli esami hanno confermato le lesioni muscolari per Rrahmani e Politano, che non torneranno prima di febbraio. Salteranno, con ogni probabilità, non solo la sfida di domani, ma anche Juventus, Chelsea e Fiorentina.

L'elenco degli indisponibili sale così a otto elementi, un dato che racconta bene le difficoltà di Conte e che inevitabilmente incide anche sulle strategie di mercato. L'unica, parziale consolazione è rappresentata dal rientro graduale di Romelu Lukaku, fuori da metà agosto, che dovrebbe almeno accomodarsi in panchina.

Dopo la vittoria con il Sassuolo, a fotografare il momento è stato il vice allenatore Cristian Stellini che ha sostituito lo squalificato Conte e ha messo l’accento sulla resilienza del gruppo e sulle difficoltà strutturali con cui lo staff sta convivendo: "Siamo felici per la vittoria e voglio fare i complimenti alla squadra, perché stiamo vivendo una situazione difficile e non sappiamo per quanto andrà avanti".

"La società sa che numericamente serve qualcosa. È probabile che ci sia bisogno di giocatori nell’immediatezza - ha sottolineato prima di criticare i troppi appuntamenti inl calendario - . Credo che il Napoli sia l’unica squadra italiana a giocare nove partite in 28 giorni. A livello mentale però i giocatori ci sono, sanno soffrire e lottare".

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