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La 10 dell'Argentina cerca l'erede di Messi: dopo Maradona ci fu un portiere, ora spunta Nico Paz

Nico Paz gioca nel Como con la maglia numero 10.
Nico Paz gioca nel Como con la maglia numero 10.Marco Canoniero/AGF / Shutterstock Editorial / Profimedia

Dall'eredità di Maradona e Messi alla curiosa storia del portiere che indossò il numero 10. Il talento del Como sogna di raccogliere il testimone dell'Albiceleste.

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Forse lo avrete notato anche voi. Il Manchester United è arrivato in una cittadina italiana per una partita di Champions League e ne è uscito con una pesante sconfitta. Il gol segnato nel finale dai Red Devils ha soltanto reso meno amaro il 4-0 iniziale. La serata ha confermato l'ottimo momento della sorpresa della Serie A e, soprattutto, il talento del centrocampista argentino Nico Paz, protagonista con una doppietta e tante giocate di qualità partendo dal centro-destra.

Non si è trattato di una prestazione isolata. La crescita di Paz nelle ultime stagioni è evidente e anche il commissario tecnico dell'Argentina Lionel Scaloni ha imparato ad apprezzarne le qualità, convocandolo con continuità. Il giovane centrocampista ha già collezionato 14 presenze e quattro gol con l'Albiceleste, pur avendo trovato poco spazio all'ultimo Mondiale, dove ha giocato appena 71 minuti.

Nell'ultima partita dell'Argentina, però, Paz è tornato a lasciare il segno. Il suo gol contro il Benin ha assunto anche un significato particolare: è stato l'ultimo giocatore della nazionale argentina a segnare su assist di Lionel Messi. Soltanto il tempo dirà quanto quel momento potrà essere ricordato come un simbolico passaggio di consegne.

L'era di Messi con la nazionale è infatti giunta al termine e l'Argentina dovrà inevitabilmente trovare un nuovo numero 10. Un'eredità tutt'altro che semplice da raccogliere. Prima della Pulce, campioni come Mario Kempes e Diego Maradona hanno scritto pagine indimenticabili della storia dell'Albiceleste. Tutti e tre hanno trascinato il Paese alla conquista di un titolo mondiale, rendendo quella maglia un simbolo del calcio argentino.

I tifosi argentini, probabilmente, non avrebbero nulla in contrario a vedere ritirata la maglia resa leggendaria da Maradona e Messi. In sport come l'hockey della NHL o il basket della NBA, un numero così importante sarebbe già stato ritirato in omaggio ai suoi più grandi interpreti.

Nel calcio, però, le regole sono diverse. La FIFA non consente alle nazionali di ritirare definitivamente un numero nei principali tornei internazionali. Le squadre devono infatti assegnare ai convocati una numerazione consecutiva, dall'1 al 26 nel caso delle rose previste per l'ultimo Mondiale.

Il numero 10 indossato da un portiere

Tra i primi a raccogliere l'eredità di Maradona ci fu Marcelo Gallardo, che arrivò persino a parlare di una maledizione legata a quella maglia.

Scelse il numero 10 per la Copa América del 1995, quando aveva appena 19 anni, ma la sua esperienza si concluse con soltanto due presenze e un calcio di rigore sbagliato.

"Diego mi chiamò subito dopo quella partita per incoraggiarmi. Mi disse di andare avanti a testa alta, perché riponeva grande fiducia in me. Non aveva alcun motivo per farlo, eppure lo fece. Gli sarò sempre immensamente grato per quel gesto", ricordò Gallardo.

In seguito il centrocampista indossò anche il numero 9 con l'Argentina, mentre al Mondiale del 1998 giocò con il 20. La storia della maglia più prestigiosa dell'Albiceleste riserva però anche un episodio decisamente curioso. Nel 1997, infatti, il numero 10 finì sulle spalle di un portiere: Ignacio "Nacho" González.

All'epoca, in alcune competizioni, l'Argentina assegnava i numeri seguendo l'ordine alfabetico dei giocatori. Una scelta che aveva prodotto situazioni insolite già in passato: Ubaldo Fillol, per esempio, aveva giocato con il 7, mentre il centrocampista Osvaldo Ardiles si era ritrovato con il numero 1.

Tra gli altri giocatori che hanno indossato la 10 figurano Ariel Ortega, protagonista ai Mondiali del 1998 e del 2002, Andrés D'Alessandro, che la vestì alla Copa América del 2004, e Juan Román Riquelme, al quale fu affidata al Mondiale del 2006 e alla Copa América del 2007.

Poi, quella maglia sarebbe diventata indissolubilmente legata a Lionel Messi.

Chi è Nico Paz?

Osservando Nico Paz, è difficile immaginarlo come una copia di Maradona o Messi. Pur essendo mancino come i due fuoriclasse, il centrocampista del Como ha caratteristiche fisiche molto diverse, a cominciare da una statura decisamente superiore.

La Heat Map di Nico Paz contro lo United
La Heat Map di Nico Paz contro lo UnitedDiretta

Anche il suo stile di gioco presenta differenze importanti, nonostante la tendenza a muoversi soprattutto sul lato destro del campo, occupando zone molto simili a quelle frequentate da Messi.

Paz, però, tende spesso a complicarsi la giocata. Riceve frequentemente il pallone spalle alla porta avversaria, trovandosi così costretto a superare un difensore già nella fase iniziale dell'azione.

Le Heat Map di Messi contro l'Inghilterra
Le Heat Map di Messi contro l'InghilterraDiretta

Messi e Maradona, al contrario, erano soliti ricevere il pallone già orientati verso la porta, una caratteristica che permetteva loro di attaccare immediatamente gli spazi. Le differenze non impediscono comunque a Paz di essere un giocatore particolarmente produttivo.

Al Como, dove gode della piena fiducia di Cesc Fàbregas, l'argentino ha compiuto passi da gigante. Nella prima stagione in Serie A ha realizzato sei gol e servito otto assist in 35 partite di campionato. L'anno successivo ha fatto ancora meglio, chiudendo con 13 reti e sette assist in 40 presenze complessive.

Anche grazie alle sue prestazioni, il club lariano è riuscito a sorprendere diverse grandi squadre italiane e a conquistare una storica qualificazione alla Champions League a poco tempo di distanza dal ritorno nella massima serie. Il successo contro il prestigioso Manchester United, già ricordato in apertura, rappresenta un'ulteriore dimostrazione delle ambizioni del Como e del suo talento argentino.

Real Madrid incassa il rifiuto

Nico Paz è cresciuto con il calcio nel sangue. Suo padre, Pablo Paz, è un ex nazionale argentino che partecipò ai Mondiali del 1998. Nico, però, è nato in Spagna, a Tenerife, dove il padre ha giocato per sei anni e successivamente allenato alcune squadre giovanili. Proprio nel settore giovanile del club delle Isole Canarie, il ragazzo ha cominciato a mettere in mostra il proprio talento, attirando l'attenzione del Real Madrid, nel cui vivaio avrebbe proseguito la propria formazione.

I numeri in carriera di Nico Paz
I numeri in carriera di Nico PazDiretta

Nella stagione 2023/24 è arrivato finalmente l'esordio con la prima squadra dei Blancos. Le occasioni di giocare, però, sono rimaste poche e il centrocampista ha così deciso di trasferirsi al Como, dove la sua carriera ha preso una direzione completamente diversa. La crescita del talento argentino ha inevitabilmente riacceso l'interesse del Real Madrid, ma Paz ha scelto di proseguire la propria avventura sulle rive del lago.

"Dopo molte settimane di riflessioni, sono giunto alla conclusione che, in questo momento, la cosa migliore per la mia carriera sia restare al Como per un altro anno. È un club che mi ha dato l'opportunità di crescere e diventare il giocatore che sono oggi", ha scritto il calciatore sui social lo scorso giugno.

Un messaggio rivolto anche al club spagnolo, intenzionato a riportarlo a Madrid. Il Real conserva infatti un'opzione di riacquisto sul giocatore, che potrebbe tornare a vestire la maglia dei Blancos in futuro.

Chissà, dunque, se un giorno sarà proprio un calciatore del Real Madrid a raccogliere l'eredità di Messi e diventare il nuovo punto di riferimento della nazionale argentina. La storia recente dell'Albiceleste, del resto, è stata legata soprattutto a giocatori passati dal Barcellona, grande rivale dei madrileni.

Nel frattempo, però, Nico Paz sembra poter contare anche sulla stima dello stesso Messi. A suggerirlo è una fotografia diventata virale sui social, nella quale il piccolo Ciro, figlio della Pulce, posa indossando proprio la maglia del Como.

"Per noi è un onore che il miglior giocatore della storia del calcio conosca la nostra maglia. Probabilmente stiamo facendo le cose per bene. Vedere il figlio di Messi con la nostra maglia è una gioia e un onore", ha commentato Nico Paz.

Tomáš Rambousek
Tomáš RambousekLivesport

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