Il percorso di Alisson Santos: dal settore giovanile del Vitória alla ribalta con il Napoli

Alisson Santos
Alisson SantosREUTERS

Il brasiliano non è più soltanto una promessa. Oggi è protagonista sui palcoscenici europei dopo aver già preso parte a otto gol in questa stagione, divisi tra lo Sporting e la squadra azzurra, nella quale è ormai titolare

Per comprendere questa crescita, Flashscore ha intervistato Ricardo Amadeu, mentore di Alisson Santos agli inizi della sua carriera, che racconta i primi passi del giovane che, già nel 2021, aveva mostrato il suo talento decidendo la finale della Copa do Nordeste Sub-20 con la maglia del Leão.

Ecco come si è sviluppato il suo percorso:

Esporte Clube Vitória: la culla di un talento

La carriera di Alisson Santos ha iniziato a prendere una piega professionale nel 2019. In quel periodo, Rodrigo Chagas guidava la squadra Under 20 del Vitória, con Ricardo Amadeu come vice — oggi responsabile del settore giovanile del Leão. Entrambi hanno subito riconosciuto il talento fuori dal comune del classe 2003, che all’epoca aveva solo 16 anni. Per permettergli di bruciare le tappe e giocare con i più grandi, i tecnici hanno puntato su una preparazione fisica intensa, lavorando sul “diamante grezzo” per prepararlo alle sfide future.

Ricardo Amadeu e Alisson Santos al Vitória
Ricardo Amadeu e Alisson Santos al VitóriaFlashscore

Il salto decisivo è arrivato un anno dopo. Quando ha accettato la sfida di aiutare la prima squadra nella lotta per non retrocedere in Brasileirão, Ricardo Amadeu non ha avuto dubbi: ha convocato Alisson e altri nove ragazzi del vivaio per la missione. Sotto la sua guida, l’attaccante ha trovato il sostegno necessario per mostrare il suo calcio e iniziare il percorso che oggi lo vede protagonista sui campi europei.

Le sfide della gioventù: lo scontro con la realtà nel vivaio

Non tutto è stato semplice all’inizio del percorso di Alisson. Nonostante il talento indiscutibile, il giovane attaccante ha dovuto affrontare anche le difficoltà tipiche dell’inesperienza. In un episodio significativo, Amadeu è dovuto intervenire con decisione per far prevalere la disciplina sul protagonismo individuale, arrivando a lasciarlo in panchina dopo un gesto di indisciplina tattica in campo.

Ho mandato un messaggio tramite il difensore e lui ha gesticolato, allargando le braccia verso di me. Negli spogliatoi c’è stato uno scontro acceso. L’ho rimproverato duramente e lui non ha risposto, ha capito il messaggio. All’inizio era contrariato, ma l’ho escluso dalla formazione titolare e l’ho lasciato in panchina per fargli capire che nessuno è più importante del gruppo, anche se era il più talentuoso. Fa parte della crescita di un giovane”, ricorda Amadeu.

Il marchio di qualità della Toca do Leão

Nonostante alcuni episodi di crescita personale, Amadeu sottolinea che Alisson ha sempre mostrato rispetto per le regole e disciplina verso le direttive dello staff tecnico. L’attuale dirigente ammette che, sebbene l’ascesa dell’attaccante sia stata rapidissima, il successo in Europa non è casuale: la qualità tecnica che aveva già mostrato nei primi allenamenti al Barradão lasciava presagire un futuro da protagonista nel calcio mondiale.

Impatto immediato e gol decisivi in Italia

Da quando è arrivato in Italia, Alisson sembra essersi ambientato subito. L’attaccante, che ha 23 anni, ha impiegato poco tempo per conquistare fiducia nel Napoli, soprattutto dopo aver segnato in partite cruciali. Il momento più alto finora è stato il gol nei minuti finali della sfida contro la Roma, che ha regalato un pareggio eroico e ha evitato la sconfitta ai partenopei.

Prima di approdare in Italia in prestito, il giovane aveva già accumulato minuti importanti con lo Sporting, con il quale ha collezionato 31 presenze e sei partecipazioni dirette ai gol (tre reti e tre assist).

Da sottolineare che tutte le sue reti in Portogallo sono arrivate in Champions League, a conferma della sua predisposizione per le grandi sfide. Ora, con due gol in sette partite con il Napoli, Alisson dimostra che il cambio di ambiente lo ha reso ancora più letale.

Efficienza che sfida le statistiche

Oltre alla capacità di mettere in difficoltà la fascia destra delle difese avversarie, Alisson Santos si sta distinguendo per la precisione. La sua media di “pericolo” per tiro (xG per conclusione) è di appena 0.05, a conferma che l’attaccante mantiene la stessa audacia dei tempi del Vitória: la fiducia nel tentare la conclusione da lontano.

Mappa di Alisson Santos
Mappa di Alisson SantosOpta

D’altra parte, l’efficacia è stata il suo vero punto di forza in Italia. Aver segnato due gol con un xG complessivo di appena 0.7 dimostra che Alisson sta “sfidando le probabilità”. Sta trasformando occasioni difficili, confermando una mira eccezionale soprattutto nelle conclusioni dalla media e lunga distanza.

Da “assist-man” a finalizzatore letale

Nello Sporting, Alisson era il motore della squadra, sempre al centro del gioco. L’impressionante media di 12.5 dribbling ogni 90 minuti, unita all’alto numero di tocchi, dimostra che il suo compito in Portogallo era creare volume offensivo e rompere le linee avversarie. Questa aggressività si traduceva in una media di 2.5 occasioni create per i compagni, a conferma che era uno degli architetti dell’attacco.

Prestazione di Alisson Santos
Prestazione di Alisson SantosOpta

Nel Napoli, però, la situazione è cambiata. La diminuzione dei tiri e dei tocchi non è segno di un calo di rendimento, ma di un adattamento tattico. Il “monopolio” del possesso ha lasciato spazio a una concretezza chirurgica: Alisson ora tocca meno il pallone, ma è molto più letale, privilegiando la finalizzazione e aumentando sensibilmente la sua percentuale realizzativa sotto porta.