Flashback | Lisbona 2014, il sogno Atlético spezzato al 93’: la notte di Ramos

La frustrazione colchonera durante la finale di Champions League 2013-2014
La frustrazione colchonera durante la finale di Champions League 2013-2014MANUEL BLONDEAU / AOP PRESS / DPPI VIA AFP

La squadra di Simeone domina e mette le mani su quella che sarebbe la sua prima Champions fino al recupero: poi il colpo di testa del centrale andaluso cambia la storia, aprendo la strada al trionfo blanco nei supplementari.

Per Diego Pablo Simeone la Champions League non è mai stata un obiettivo episodico, ma una costante. Da quando siede sulla panchina dell’Atlético Madrid, la qualificazione alla massima competizione europea è diventata una regola, quasi un’abitudine. Un dato oggi percepito come naturale, ma che prima del suo arrivo non lo era affatto per il club rojiblanco.

Dentro questa continuità europea, però, resta una ferita che non si è mai del tutto rimarginata: la finale del 2013/2014 a Lisbona. L’Atletico ci arriva dopo una stagione straordinaria, culminata con la conquista della Liga davanti a Barcellona e Real Madrid.

Una squadra compatta, feroce, costruita sull’identità del Cholo e capace di sfidare i giganti anche sul piano della personalità. Di fronte, il Real Madrid di Carlo Ancelotti, alla ricerca dell'agognata Décima, il trofeo inseguito per quasi tre lustri e diventato quasi un’ossessione per il club blanco.

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La partita si apre subito con un episodio pesante: dopo meno di dieci minuti, Diego Costa è costretto a lasciare il campo per infortunio. Una scelta forzata che condizionerà profondamente le rotazioni e la gestione della gara, anche se per lunghi tratti l’equilibrio colchonero non sembra compromesso.

L’Atlético resiste, soffre, colpisce. Il vantaggio è firmato Diego Godín, un gol che sembra poter indirizzare definitivamente la finale. La squadra di Simeone difende con ordine, compatta, e per quasi 93 minuti accarezza un sogno che sembra ormai vicino. Poi, però, arriva il momento che cambia tutto.

92' y Ramos

In pieno recupero, a pochi secondi dal triplice fischio, un calcio d’angolo del Real Madrid diventa storia: Sergio Ramos svetta di testa e trova il pareggio. È il 93’ - anche conosciuto come il 92' y Ramos - ed è il colpo che trascina la partita ai supplementari spezzando l’equilibrio emotivo dell’incontro e le gambe dell'Atletico.

La squadra di Simeone ci arriva logorata, fisicamente e mentalmente: non contava di dover giocare mezz'ora in più. E così, il Real Madrid prende il controllo e colpisce prima con Gareth Bale e poi con Marcelo. La chiude Cristiano Ronaldo su calcio di rigore, celebrato in modo esageratamente iconico, amplificando la frattura emotiva di una notte che resterà nella memoria del calcio madrileno ed europeo.

Dettagli, incidenti di percorso (come l’infortunio iniziale di Diego Costa) e la successiva gestione delle energie, finiscono per diventare elementi decisivi nella lettura della partita. Ma senza il gol di Ramos all'ultimo sospiro, la storia avrebbe potuto raccontare un esito completamente diverso lasciandoci in eredità la prima Champions League dell’Atletico Madrid.

Una prima volta che non è ancora arrivata. E che Simeone continua a inseguire, stagione dopo stagione, tra ritorni, cicli e nuove sfide europee, come quella che da stasera metterà di fronte i suoi ragazzi all'Arsenal: in palio un'altra finale...Sarà la volta buona?

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