Champions, prima storica vittoria in Portogallo per l’Arsenal: statistiche e curiosità del match

Kai Havertz dell'Arsenal esulta dopo il gol vittoria contro lo Sporting
Kai Havertz dell'Arsenal esulta dopo il gol vittoria contro lo SportingMichael Zemanek / Shutterstock Editorial / Profimedia

L’Arsenal è atterrato a Lisbona per l’andata dei quarti di finale contro lo Sporting, ben consapevole di non aver mai vinto in Portogallo contro una squadra portoghese nelle fasi a eliminazione diretta del torneo. Nella serata di ieri, però, i londinesi sono riusciti a rompere il tabù: ecco come hanno piegato la formazione guidata da Rui Borges.

Dopo il ko in FA Cup contro il Southampton nel fine settimana, nella prima uscita successiva alla finale di Carabao Cup persa contro il Manchester City, per Mikel Arteta era fondamentale una reazione immediata: i Gunners hanno risposto presente, invertendo la rotta nel modo migliore possibile all’Estádio José Alvalade (clicca qui per il report completo).

Lo Sporting aveva perso solo una volta nelle ultime 16 partite

Sicuramente, i londinesi arrivavano alla sfida con maggiore esperienza in partite di questo livello, visto che per lo Sporting si trattava del primo quarto di finale di Champions League/Coppa dei Campioni dalla stagione 1982/83.

La formazione di Rui Borges, tuttavia, rappresentava tutt’altro che un ostacolo semplice da superare: i portoghesi si presentavano alla sfida forti di una serie di 16 gare ufficiali con una sola sconfitta, impreziosita da 13 vittorie e due pareggi, dopo aver già mandato al tappeto i campioni in carica del Paris Saint-Germain nella fase a campionato.

Forma attuale dello Sporting (incluso il risultato contro l'Arsenal)
Forma attuale dello Sporting (incluso il risultato contro l'Arsenal)Flashscore

Un rendimento che comprendeva anche nove successi consecutivi davanti al proprio pubblico in tutte le competizioni, inclusa la rimonta decisiva nel ritorno degli ottavi contro il Bodø/Glimt: un segnale chiaro per l’Arsenal, arrivato all'Estádio José Alvalade forte di nove vittorie nelle ultime dieci partite di UEFA Champions League disputate nella stagione 2025/26.

Tra gli ospiti confermata la presenza dal primo minuto di Gabriel Magalhães, mentre all’ultimo momento ha dovuto alzare bandiera bianca Bukayo Saka, fermato da un problema fisico emerso dopo il test pre-gara.

Avvio prudente dell'Arsenal

L’avvio prudente dell’Arsenal non ha sorpreso particolarmente, ma nei primi istanti del match i londinesi hanno dovuto affidarsi a David Raya, decisivo nel deviare sulla traversa una conclusione potente e velenosa di Maxi Araújo.

Sono serviti quasi dieci minuti prima di vedere i Gunners affacciarsi con continuità nei pressi dell’area dello Sporting, ma anche in quella circostanza il grande ex Gyökeres è stato controllato senza particolari difficoltà dalla retroguardia portoghese.

Il primo calcio d’angolo a favore dell’Arsenal ha subito creato apprensione: Noni Madueke ha provato a sorprendere tutti direttamente dalla bandierina con un tentativo di gol olimpico, fermato però dal legno. Un episodio che ha accompagnato la crescita dei londinesi nel corso dei primi minuti.

Il 63% di possesso palla registrato nel primo quarto d’ora ha confermato il controllo esercitato dagli uomini di Mikel Arteta, capaci di gestire il pallone con personalità nonostante il clima incandescente sugli spalti, senza però riuscire a tradurre la superiorità territoriale in occasioni realmente concrete.

Nessuna fortuna sotto porta per Suárez

Pur concedendo il controllo del pallone all’Arsenal, lo Sporting ha mostrato personalità e lucidità nelle poche fasi di possesso, tanto che dopo 20 minuti ben sei titolari avevano mantenuto il 100% di precisione nei passaggi.

A mancare, però, era soprattutto il coinvolgimento del principale terminale offensivo: Luis Suárez è rimasto ai margini della manovra e, superata la mezz’ora, non aveva ancora toccato un pallone nell’area avversaria.

Sporting - Arsenal: valutazioni dei giocatori
Sporting - Arsenal: valutazioni dei giocatoriFlashscore

Sul fronte opposto, invece, Noni Madueke continuava a creare problemi alla retroguardia portoghese, imponendosi in cinque dei sei duelli individuali disputati fino a quel momento.

Determinante anche la prova di William Saliba: impeccabile nei confronti diretti, con due duelli vinti su tre e 34 passaggi completati su 35 in un primo tempo di assoluto livello, simbolo di un’Arsenal capace di controllare senza concedere spazi a una formazione portoghese incapace di rendersi realmente pericolosa.

Sporting in difficoltà nella costruzione dal basso

A complicare ulteriormente i piani dei padroni di casa sono state anche le difficoltà di Gonçalo Inácio, impreciso in fase di costruzione e autore di ben 11 palloni persi nel corso del primo tempo, un dato che ha limitato sensibilmente la capacità dello Sporting CP di impostare l’azione dal basso.

Anche l’avvio della ripresa si è sviluppato sugli stessi binari tattici della prima frazione, con entrambe le squadre concentrate soprattutto sulla gestione del possesso e sul controllo dei ritmi di gioco.

Sporting - Arsenal: andamento della partita
Sporting - Arsenal: andamento della partitaOpta by Stats Perform

La migliore occasione della ripresa per l’Arsenal è arrivata su calcio piazzato, con una punizione morbida di Martin Ødegaard alzata sopra la traversa da Rui Silva. Subito dopo, però, i londinesi hanno rischiato grosso sul corner successivo, prima dell’uscita provvidenziale di David Raya, bravo ad allontanare il pericolo con tempismo ben oltre i confini dell’area.

Nel finale ha iniziato a crescere anche la presenza offensiva di Viktor Gyökeres, sempre più coinvolto nella manovra: a venti minuti dal termine lo svedese aveva già fatto registrare tre tocchi nell’area avversaria, più di qualsiasi altro compagno di squadra.

La prestazione da migliore in campo di Declan Rice

Proprio da una delle sue iniziative è nata l’azione che aveva portato al vantaggio dell’Arsenal: Zubimendi aveva trovato la rete con una splendida conclusione a giro dalla distanza, ma l’esultanza è durata pochi istanti per la posizione irregolare di Gyökeres, rilevata in avvio d’azione.

Tra i protagonisti più incisivi della sfida spicca anche Declan Rice, dominante nella fase di recupero: ben 13 palloni riconquistati, almeno dieci in più rispetto a qualsiasi altro compagno, dato che fotografa perfettamente il peso del centrocampista nell’equilibrio della squadra di Mikel Arteta.

Per lo Sporting il giocatore più dinamico è stato Maxi Araújo: autore di sette falli, ha primeggiato nei contrasti vincendone cinque su sei e totalizzando 23 duelli individuali, più di qualsiasi compagno.

La girandola di cambi da entrambe le parti non sembrava destinata a cambiare il risultato, con le due squadre apparentemente soddisfatte di uno 0-0.

Havertz la decide nel finale

Protagonista assoluto della serata è stato Kai Havertz: entrato al 70’, aveva toccato il pallone solo dieci volte, ma una di queste è risultata decisiva.

Nei minuti di recupero, infatti, ha superato Rui Silva, regalando all’Arsenal una vittoria storica: prima affermazione in una gara europea a eliminazione diretta in Portogallo dopo sette tentativi precedenti (quattro pareggi e due sconfitte).

Lo Sporting dovrà rimpiangere le occasioni sprecate nei momenti di maggiore supremazia offensiva. Poche squadre, infatti, hanno fatto meglio dell’Arsenal in questa stagione in termini di tiri totali, tiri in porta, grandi occasioni create e contrasti vinti. Dopo il pesante 5-1 subito in casa nella scorsa stagione, la sconfitta di misura rappresenta un passo avanti per lo Sporting, ma anche una grande occasione mancata.

Il dato storico parla chiaro: i portoghesi non hanno ancora mai battuto l’Arsenal in otto confronti ufficiali (quattro pareggi e quattro sconfitte). Servirà una vera impresa all’Emirates Stadium per interrompere questa serie negativa.

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Jason Pettigrove
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