Una sfida che sa di finale. Non saranno soddisfatti della definizione gli altri semifinalisti della Champions, Arsenal e Atletico Madrid, perchè il fascino del calcio spesso propone vittorie contro ogni pronostico: ma il Paris Saint Germain-Bayern Monaco di domani al Parco dei Principi sa di sfida stellare, tra le due favoritissime alla conquista della Champions 2026.
"Non c'è squadra migliore di noi", dice con insolita sicurezza Luis Enrique, che difende il titolo di campione d'Europa conquistato lo scorso anno strapazzando l'Inter, ma di fronte, per questa prima semifinale d'andata, ha l'ostacolo più duro: il Bayern Monaco che ha finora segnato 161 gol in stagione, e punta al record assoluto di 190.

In Champions, il conto dei gol fatti dice 38 a testa, e insieme al gioco espresso dai due colossi europei è la miglior garanzia per una partita spettacolo. Alla quale non potrà assistere della panchina Kompany, squalificato.
Quarta volta contro
"Entrambe le squadre sono molto creative, sia nel gioco di posizione sia nei duelli individuali. Non ci sono veri segreti; tutto si ridurrà ai dettagli, all'intensità e all'energia. Ma allo stesso tempo, questa è la quarta volta che ci affrontiamo. Non è la prima volta che ci incontriamo. Tra tutte le squadre, è con loro che abbiamo più esperienza", dice il belga, tecnico del Bayern.
"Non c'è squadra migliore del PSG"
"Per quanto riguarda la regolarità, il Bayern è forse un po' più avanti di noi perché ha perso solo due partite. Ma per quanto riguarda quello che abbiamo dimostrato, non c'è squadra migliore del PSG", le parole invece di Luis Enrique.
"Non importa quali giocatori giocheranno domani, farò sempre la stessa cosa: saranno i migliori a vincere la partita - aggiunge in merito alla formazione - Li sceglierò a caso, lo farò così...", dice imitando una roulette. "Sono tutti pronti, sono molto felice".
"Del Bayern mi piacciono tutti i giocatori, non solo Olise - conclude il tecnico spagnolo - Vincent Kompany è un allenatore di altissimo livello, e lo ha dimostrato in Inghilterra. Quando ha firmato per il Bayern, abbiamo capito fin dall'inizio che tipo di squadra era. Il Bayern è una delle squadre che mi piace di più perché gioca sempre un calcio offensivo. In generale, mi piacciono tutti gli allenatori, ma soprattutto quelli che scommettono sull'attacco, e lui è uno di loro".
Kvara: "Orgoglioso della scelta di venire qui"
"Il nostro modo di giocare è difficile da capire per gli altri - rilancia Kvaratskhelia - Luis Enrique ci dà tantissima libertà e per i giocatori offensivi avere libertà di movimento è fondamentale. Siamo felicissimi che lui sia il nostro allenatore, sono molto orgoglioso della mia scelta di venire qui".
