Curiosamente, questa era la prima sfida tra questi due giganti europei dal 1965, ma il Benfica, che aveva bisogno di una vittoria per sperare nella qualificazione, non ha lasciato spazio ai sentimentalismi. I padroni di casa hanno subito creato la prima occasione: un corner al settimo minuto ha seminato il panico nell’area del Real Madrid, con la palla che, dopo una deviazione su Tomas Araujo, è uscita di poco a lato.
I Los Blancos hanno avuto un altro brivido poco dopo, quando Davide Massa ha assegnato un rigore ai padroni di casa per un fallo di Jude Bellingham su Gianluca Prestianni, salvo poi cambiare idea dopo aver rivisto l’azione al monitor a bordo campo.
La sfortuna ha continuato a perseguitare Prestianni a metà del primo tempo, quando il suo tiro a giro è stato deviato sulla traversa da Thibaut Courtois.
Sul corner successivo, Nicolas Otamendi ha rimesso il pallone in mezzo, ma la volée di Fredrik Aursnes non ha impensierito il portiere.
Un bolide da 30 metri di Arda Guler uscito di un soffio ha fatto capire che il dominio del Benfica era finito, e infatti, dopo mezz’ora, Kylian Mbappé si è fatto trovare pronto sul secondo palo per insaccare di testa il cross di Raul Asencio, diventando così il primo marcatore in questo scontro diretto dai tempi di Ferenc Puskas.

Il vantaggio, però, è durato solo sette minuti: Asencio si è visto negare il gol di testa da Anatoliy Trubin e, nella successiva azione offensiva, il Benfica ha trovato il pareggio con Vangelis Pavlidis, che ha resistito alla difesa del Real Madrid e ha servito Andreas Schjelderup, bravo a colpire di testa fuori dalla portata di Courtois.
La squadra di Álvaro Arbeloa ha rischiato ancora prima dell’intervallo: un tiro di Schjelderup è stato respinto sulla linea da Federico Valverde, poi Leandro Barreiro ha mancato di poco il bersaglio da tre metri. Alla fine, i pluricampioni UCL sono andati sotto nei minuti di recupero, quando Aurélien Tchouameni ha atterrato Otamendi in area e Pavlidis ha trasformato il rigore con un tiro centrale potente.
Ripresa portoghese
Dopo aver rischiato grosso su una chance d’oro per Vinícius Junior nei primi minuti della ripresa, la serata delle Águias è migliorata ulteriormente grazie a una splendida azione partita dalla propria metà campo, conclusa da Schjelderup che, accentrandosi da sinistra, ha battuto Courtois sul primo palo.
Ma appena quattro minuti dopo la doppietta del norvegese, Mbappé ha risposto con la sua doppietta personale, finalizzando con precisione nell’angolino dopo una grande giocata di Guler.
Trubin è stato impegnato da Guler e Bellingham con il passare dei minuti, poi Courtois ha negato la gioia del gol a Barreiro e interventi decisivi hanno impedito sia a Mbappé che a Schjelderup di realizzare una tripletta.
Recupero folle
La serata negativa dei Merengues è peggiorata nei minuti di recupero, quando sono rimasti in nove: Asencio ha ricevuto il secondo cartellino giallo e Rodrygo lo ha seguito negli spogliatoi dopo due ammonizioni in appena 60 secondi.
Infine, nell’ultimo minuto di recupero, al 98', i padroni di casa hanno mandato tutti in avanti su una punizione di Aursnes e il portiere Trubin ha svettato su tutti, segnando di testa in modo clamoroso e regalando al Benfica il 24° posto con l’ultima azione della partita.
Seppur Mourinho sia ormai verso la fine della sua carriera da allenatore, continua spesso a essere protagonista di momenti indimenticabili.
